La nuova legge elettorale arriva a un passo dal traguardo dopo un’altra giornata ad alta tensione alla Camera. L’Aula di Montecitorio ha approvato la questione di fiducia posta dal governo sull’articolo 3 della riforma, quello che interviene sui confini territoriali dei collegi uninominali senatoriali della Provincia autonoma di Bolzano, con 228 voti favorevoli, 144 contrari e 3 astenuti. Subito dopo è arrivato un altro passaggio importante: con 214 sì e nessun voto contrario, a scrutinio palese, la Camera ha approvato anche l’articolo 8, dedicato all’esercizio del diritto di voto da parte degli elettori fuori sede in occasione delle elezioni politiche, europee e dei referendum costituzionali e abrogativi. Con questo voto si chiude sostanzialmente l’esame degli articoli. Restano gli ordini del giorno, poi giovedì 8 ottobre arriverà il momento politicamente più delicato: il voto finale sulla riforma, questa volta a scrutinio segreto.
Via libera anche al voto fuori sede
Conclusa la votazione sulla fiducia, l’Aula ha affrontato l’articolo 8, sul quale il governo non aveva posto la questione di fiducia. Il risultato è stato di 214 voti favorevoli e nessun contrario. Le opposizioni hanno scelto l’astensione, pur riconoscendo il valore dell’intervento. Il provvedimento disciplina l’esercizio del voto per gli elettori che, per determinate ragioni, si trovano temporaneamente lontani dal proprio Comune di residenza. La norma riguarda le elezioni politiche, quelle per il Parlamento europeo e i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione. Si tratta quindi tanto dei referendum abrogativi quanto di quelli costituzionali.
Il Senato ha esteso la misura anche ai caregiver
Durante il precedente passaggio parlamentare al Senato, la possibilità di utilizzare il meccanismo del voto fuori sede è stata estesa anche ai caregiver familiari. È proprio questa versione modificata che è tornata alla Camera ed è stata approvata oggi. Le opposizioni non hanno votato contro, ma hanno scelto di astenersi, definendo la misura un “passo importante ma non sufficiente”. La valutazione riflette una posizione articolata: viene riconosciuta l’importanza dell’estensione del diritto di voto, ma si ritiene che siano ancora necessari ulteriori interventi per rendere pienamente accessibile la partecipazione elettorale a chi si trova lontano dal proprio Comune. Il testo è stato comunque approvato senza voti contrari.
La riforma entra nella fase decisiva
Il punto politico della giornata resta comunque il completamento dell’esame degli articoli. Dopo settimane di discussioni, passaggi tra Camera e Senato, emendamenti, votazioni e questioni di fiducia, la nuova disciplina elettorale è ormai arrivata alla fase conclusiva. Il calendario della Camera prevede per il pomeriggio del 7 ottobre la prosecuzione dell’esame degli ordini del giorno, con possibilità di estendere i lavori anche in seduta notturna. Poi toccherà al voto finale.
Giovedì 8 ottobre il voto finale sarà segreto
La data decisiva è giovedì 8 ottobre. Le dichiarazioni di voto finale sono previste a partire dalle 10:30, mentre la votazione sull’intera proposta di legge non potrà iniziare prima delle 12:30. A differenza dei voti di fiducia, che si svolgono per appello nominale e rendono quindi conoscibile la posizione di ciascun deputato, il voto finale avverrà a scrutinio segreto. È proprio questo elemento a rendere l’ultimo passaggio particolarmente delicato. Una votazione segreta lascia infatti maggiore libertà ai singoli parlamentari rispetto alle indicazioni ufficiali dei gruppi e impedisce di ricostruire nominalmente eventuali dissensi.




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