Legge di bilancio, libretto nuovi nati: salvadanaio da 100 euro per ogni bambino. Come funziona e quando si potranno usare i soldi

L'Inps aprirà un libretto per ogni nuovo nato, con una dotazione iniziale di 100 euro che le famiglie potranno incrementare nel tempo. La novità nella legge di bilancio

Un salvadanaio da 100 euro per ogni bambino che nasce in Italia, destinato a crescere nel tempo grazie ai versamenti dei familiari e utilizzabile al raggiungimento della maggiore età. È una delle novità previste dalla legge di bilancio, con cui il Governo punta a sostenere le nuove generazioni e a promuovere una maggiore cultura del risparmio e della previdenza.

La misura prevede l’apertura, attraverso l’Inps, di un libretto intestato a ogni nuovo nato, sul quale lo Stato verserà una dotazione iniziale di 100 euro. Il capitale potrà essere incrementato dai familiari e, al compimento dei 18 anni, utilizzato per specifiche finalità, come le spese scolastiche e universitarie. In alternativa, le risorse potranno essere destinate alla previdenza complementare, contribuendo alla costruzione di una futura pensione integrativa.

Come funziona il salvadanaio Inps da 100 euro per i nuovi nati

Il meccanismo previsto dalla manovra punta a creare una forma di risparmio personale fin dalla nascita. Per ogni bambino verrà aperto un libretto gestito dall’Inps, alimentato inizialmente con risorse pubbliche e successivamente, su base volontaria, dai contributi della famiglia.

Le somme accumulate resteranno destinate al futuro del beneficiario, con la possibilità di utilizzarle una volta compiuti 18 anni per sostenere determinati percorsi formativi o per avviare una posizione di previdenza complementare.

L’obiettivo è duplice: offrire ai giovani una prima disponibilità economica per affrontare le spese legate alla formazione e favorire, fin dall’infanzia, una maggiore attenzione alla pianificazione previdenziale.

La misura è stata fortemente voluta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che da tempo richiama la necessità di contrastare l’inverno demografico attraverso interventi rivolti alle famiglie e alle nuove generazioni.

Il presidente Inps Fava: “la pensione comincia a costruirsi dalla nascita”

A spiegare il significato della novità è il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, che sottolinea il cambiamento introdotto dalla proposta del Governo. “È una scelta che cambia la storia della previdenza italiana. Finora la pensione si cominciava a costruire con il primo lavoro, da oggi inizia dalla nascita”.

Secondo Fava, la disponibilità di un capitale accumulato nel corso degli anni può rappresentare un elemento importante soprattutto in un sistema pensionistico contributivo, nel quale l’importo finale dipende dalle risorse versate e dal periodo di accumulazione.

“Le ragioni sono semplici. Nel sistema contributivo la pensione è il frutto di ciò che si accumula lungo tutta la vita, e il fattore decisivo è il tempo. Chi parte prima arriva più lontano. Diciotto anni di risparmio, che cresce e si capitalizza, valgono molto più di qualunque intervento tardivo. C’è poi una ragione di equità. I nostri giovani entrano nel lavoro più tardi, spesso con carriere discontinue, e rischiano di arrivare alla pensione con troppo poco. Da oggi ogni bambino, qualunque sia la famiglia in cui nasce, parte con qualcosa di suo. Nessuno resta indietro dalla linea di partenza”.

Un sostegno ai giovani tra università e pensione integrativa

Il nuovo libretto Inps per i neonati nasce anche dalla necessità di affrontare le difficoltà previdenziali delle nuove generazioni. L’ingresso tardivo nel mercato del lavoro e la discontinuità delle carriere possono infatti incidere negativamente sull’accumulo dei contributi necessari a garantire un adeguato trattamento pensionistico.

La possibilità di iniziare ad accantonare risorse fin dalla nascita viene quindi presentata come uno strumento per favorire una maggiore sicurezza economica futura, con un’attenzione particolare anche all’educazione finanziaria e previdenziale.

Fava evidenzia questo aspetto nella sua valutazione della misura: “è un intervento strutturale che guarda al futuro con una visione senza precedenti, prevedere una dotazione di 100 euro l’anno per ogni nato significa gettare oggi il seme della tutela, della natalità, della sostenibilità e della cultura previdenziale di domani. Un ragazzo che a diciotto anni scopre di avere già un risparmio dedicato impara che il futuro si costruisce. Con questa iniziativa diamo un boost all’educazione previdenziale che manca al nostro Paese”.

La misura contro l’inverno demografico: cosa cambia per le famiglie

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche con cui il Governo intende affrontare il calo delle nascite in Italia, offrendo un primo strumento economico destinato direttamente ai figli. Non si tratta di una somma pensata per sostenere le spese immediate dei genitori, ma di un capitale vincolato alle esigenze future del bambino. La possibilità di incrementarlo attraverso versamenti familiari punta a trasformare la dotazione pubblica iniziale in un progetto di risparmio di lungo periodo.

Il presidente Fava conclude sottolineando il valore attribuito dal Governo a questo intervento: “non è un bonus. È un investimento. In un Paese in cui nascono sempre meno bambini, è il messaggio più forte che lo Stato possa dare alle famiglie. I vostri figli contano, e il loro domani comincia adesso. Ringrazio il presidente Meloni e i ministri Giorgetti e Calderone che hanno creduto nella proposta”.

La novità introduce quindi un strumento di risparmio per i nuovi nati che collega il sostegno alle famiglie alla formazione e alla previdenza futura. Per conoscere le modalità operative, i requisiti di accesso, le condizioni di gestione delle somme e le procedure attraverso cui i familiari potranno effettuare ulteriori versamenti sarà necessario fare riferimento alla disciplina attuativa della misura.

Resta inoltre da chiarire, nel testo definitivo della legge, se i 100 euro previsti dallo Stato rappresenteranno un versamento iniziale oppure una dotazione annuale: le informazioni diffuse descrivono il primo meccanismo, mentre nelle dichiarazioni del presidente Inps si fa riferimento a 100 euro l’anno per ogni nuovo nato.