Lega, Salvini rieletto segretario: nuovo simbolo, stop ai soldi all’Ucraina e duri attacchi a Renzi e Vannacci

Matteo Salvini riconfermato alla guida della Lega con 465 voti contro i 146 di Garavaglia. Dal congresso annuncia il nuovo simbolo "Lega Italia Federale", critica il governo Draghi e il Pd, prende le distanze da Renzi e Vannacci e ribadisce il no allo Ius Soli e allo Ius Scholae

Matteo Salvini è stato riconfermato segretario della Lega con 465 voti contro i 146 ottenuti da Garavaglia. Dal palco del congresso del Carroccio, il leader leghista ha tracciato le linee politiche e organizzative del partito, annunciando un nuovo simbolo, “Lega Italia Federale”, e affrontando alcuni dei principali temi del dibattito politico nazionale ed europeo. Dalla posizione sull’Ucraina ai rapporti con il Partito Democratico, dalle critiche a Matteo Renzi e Roberto Vannacci alle politiche sull’immigrazione, Salvini ha ribadito le posizioni della Lega, soffermandosi anche sugli errori che ritiene di aver commesso in passato.

Salvini rieletto segretario della Lega: 465 voti contro 146

Il congresso ha confermato Matteo Salvini alla guida della Lega, con 465 preferenze contro le 146 raccolte da Garavaglia. Nel suo intervento, Salvini ha annunciato anche alcune novità nell’organizzazione del partito, con l’obiettivo dichiarato di valorizzare le energie interne e rafforzare il coordinamento delle attività politiche. “Ho chiesto appositamente di istituire una segreteria politica per prendere le energie migliori per un’agenda di settimana in settimana”, ha spiegato il segretario. Tra le proposte illustrate figura anche l’istituzione di una consulta dei sindaci, insieme a una maggiore attenzione al tesseramento e all’attività delle sedi territoriali. “Ho chiesto di istituire personalmente la consulta dei sindaci. Dobbiamo guardare al tesseramento, anche nella mia Lombardia ci sono sedi che fanno più tessere e altre meno tessere”, ha aggiunto Salvini.

Il nuovo simbolo della Lega: nasce “Lega Italia Federale”, scompare “Salvini premier”

Una delle principali novità presentate al congresso riguarda il nuovo simbolo della Lega, che assume la denominazione “Lega Italia Federale”. Dal contrassegno scompare la scritta “Salvini premier”, mentre rimane il riferimento storico ad Alberto da Giussano. Il nuovo simbolo presenta uno sfondo bianco, la scritta “Lega” in blu, la dicitura “Italia Federale” in giallo e la figura stilizzata di Alberto da Giussano. Salvini ha sottolineato che il nome richiama quello scelto da Umberto Bossi nel 1994, spiegando che la nuova identità grafica intende rappresentare una Lega impegnata su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo, nelle parole del segretario, è condurre “una battaglia da nord a sud, federale per tenere insieme tutte le splendide anime di questo congresso”.

Salvini sul governo Draghi e sul Pd: “mi pento amaramente, mai più”

Uno dei passaggi più significativi del discorso ha riguardato il rapporto con il Partito Democratico e l’esperienza del governo Draghi. Salvini ha espresso un giudizio fortemente critico sulla decisione di partecipare a quell’esecutivo insieme al Pd, assumendosene personalmente la responsabilità. Il leader della Lega ha inoltre manifestato la propria contrarietà all’ipotesi di un ingresso del partito nella famiglia dei popolari europei per governare insieme ai socialisti. “Spero che nessuno proponga mai alla lega di entrare nei popolari per mal governare con quei socialisti in Europa, già mi pento amaramente dell’errore fatto e mi assumo tutta la responsabilità entrando nel governo Draghi col Partito Democratico. Mai più! Mai più! Mai più!”. Una dichiarazione con la quale Salvini ha voluto rimarcare la distanza politica dai democratici, sia sul piano nazionale sia rispetto alle possibili alleanze europee.

Salvini contro Renzi: “non abbiamo e non avremo mai niente a che fare”

Il segretario della Lega ha dedicato un passaggio anche a Matteo Renzi, prendendo le distanze da qualsiasi accostamento politico con il leader di Italia Viva. Facendo riferimento all’intervento pronunciato il giorno precedente da Romeo, Salvini ha dichiarato: “ieri la cosa che più mi ha dato fastidio è essere accostati a Renzi: non abbiamo nulla a che fare con Renzi”. Il leader leghista ha quindi proseguito con un attacco diretto all’ex presidente del Consiglio: “da Renzi ci separa il mondo, noi con Renzi non abbiamo e non avremo mai niente a che fare e sicuramente non abbiamo né la sua arroganza, né la sua supponenza, né la sua spocchia, aggiungo con amarezza, né anche la sua dichiarazione dei redditi”.

Ucraina, Salvini annuncia la posizione della Lega: “non possiamo continuare a mandare soldi”

Sul fronte della politica internazionale, Salvini ha annunciato che porterà in Consiglio dei ministri la contrarietà della Lega a ulteriori finanziamenti destinati all’Ucraina. “Andrò in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi all’Ucraina”. La dichiarazione individua uno dei temi sui quali il segretario intende far valere la posizione del Carroccio all’interno dell’esecutivo.

Immigrazione e Islam politico: le dichiarazioni di Salvini

Nel suo intervento congressuale, Salvini ha affrontato anche il tema dell’Islam politico, utilizzando espressioni particolarmente dure per descrivere quello che considera un pericolo per le società occidentali. “E’ l’Islam politico che è il cancro dell’Occidente, è l’Islam politico che è il tumore dell’Occidente che dobbiamo non solo combattere ma individuare e solo la Lega ha il coraggio non solo di combattere ma di denunciarlo”. Il segretario ha poi aggiunto: “non dobbiamo cedere neanche mezzo metro quadro del nostro territorio a gente che è qua non per dialogare ma per imporci e farci fuori, questo dobbiamo averlo ben presente”. Sul versante delle politiche per la cittadinanza, Salvini ha ribadito la contrarietà della Lega all’introduzione dello Ius Soli e dello Ius Scholae. “Con la Lega al governo Ius Soli e Ius Scholae non saranno mai approvato”, puntualizza Salvini.

L’attacco alla sinistra e a Elly Schlein: “dai diritti degli operai ai capricci dei radical chic”

Non sono mancate le critiche alla sinistra italiana e alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. Salvini ha richiamato le figure storiche di Enrico Berlinguer e Antonio Gramsci, contrapponendo quella tradizione politica all’attuale linea del Pd. “Purtroppo non c’è più la sinistra di Berlinguer e Gramsci, siamo passati da Berlinguer a Schlein, dai diritti degli operai ai capricci dei radical chic del centro storico”. Una critica attraverso la quale il segretario leghista ha contestato l’evoluzione della sinistra, accusandola di aver spostato l’attenzione dalle istanze dei lavoratori ad altre priorità politiche.

Salvini risponde a Vannacci: “qualcuno chiacchiera, noi le cose le facciamo”

Nel corso del congresso, Salvini ha riservato un passaggio anche a Roberto Vannacci, sottolineando quella che considera la differenza tra le parole e l’azione politica della Lega. “La differenza tra noi e Vannacci? Qualcuno chiacchiera, noi le cose le facciamo, i problemi li risolviamo”. Una dichiarazione con la quale il segretario ha rivendicato l’attività politica e di governo del proprio partito, contrapponendola alle posizioni di Vannacci.

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