Riportare le Città Metropolitane al voto, superando il sistema delle elezioni di secondo livello introdotto dalla riforma Delrio e restituendo ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri amministratori. È la posizione espressa da Michele Marcianò, esponente di Noi Moderati, che interviene nel dibattito sulla riforma degli enti locali schierandosi a sostegno delle recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Per Marcianò, il ritorno al suffragio universale rappresenta una priorità democratica non più rinviabile, necessaria per rafforzare la rappresentatività delle istituzioni metropolitane e garantire una maggiore responsabilità politica nei confronti degli elettori. Al centro della questione anche le competenze esercitate da questi enti, chiamati a gestire settori strategici come infrastrutture, edilizia scolastica, sviluppo economico e pianificazione territoriale.
Marcianò: “Una priorità democratica non più rinviabile”
“Condivido pienamente le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sulla necessità e sul dovere di riportare le Città Metropolitane al voto. Si tratta di una priorità democratica non più rinviabile, che come Noi Moderati sostengo da tempo con assoluta convinzione. Il sistema delle elezioni di secondo livello introdotto dalla riforma Delrio ha allontanato i territori dai propri amministratori, trasformando enti strategici in organismi privi di una reale e diretta legittimazione popolare. Le Città Metropolitane gestiscono funzioni essenziali: dalle infrastrutture alla scuola, dallo sviluppo economico alla pianificazione territoriale. Pensare che istituzioni così cruciali rimangano escluse dal suffragio universale è un vulnus alla rappresentatività che va sanato al più presto.
Andare al voto non è solo un dovere istituzionale per restituire piena dignità ed efficienza a questi enti, ma rappresenta l’unica strada percorribile per garantire programmi di sviluppo a lungo termine e una reale responsabilità politica davanti agli elettori. L’apertura della Premier verso una riforma del Testo Unico degli Enti Locali (Tuel) va nella direzione corretta. È tempo di ridare centralità alle comunità locali e di rimettere la matita in mano ai cittadini”.
Con queste parole Marcianò ribadisce il sostegno di Noi Moderati alla prospettiva di una riforma del Testo Unico degli Enti Locali, individuando nel ritorno all’elezione diretta uno strumento per rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni. Secondo l’esponente politico, il superamento dell’attuale sistema consentirebbe alle Città Metropolitane di acquisire una maggiore legittimazione democratica e di programmare interventi di sviluppo con una responsabilità più diretta nei confronti delle comunità amministrate. Una posizione che si inserisce nel confronto politico sul futuro degli enti metropolitani e sulla necessità di rivederne i meccanismi di rappresentanza.


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