L’apertura del nuovo Ponte sul Calopinace ha determinato un sensibile aumento del traffico nella zona del Parco Lineare Sud di Reggio Calabria, riaccendendo il dibattito sul futuro della viabilità e sulla destinazione di un’area nata per la riqualificazione urbana e la fruizione degli spazi pubblici. A intervenire è E.M., ingegnere e residente della zona, che in una lettera inviata alla nostra redazione esprime forte contrarietà all’ipotesi di introdurre il doppio senso di marcia lungo l’intero tracciato, paventando il rischio di trasformare il Parco Lineare Sud in una vera e propria tangenziale urbana.
Il cittadino sottolinea le possibili conseguenze sui parcheggi, sui percorsi pedonali e ciclabili e sulla qualità della vita dei residenti, contestando anche la rappresentatività delle richieste avanzate da alcuni comitati di quartiere. La proposta alternativa è quella di istituire una zona a traffico limitato, riservando l’accesso ai residenti e ai mezzi strettamente necessari, per salvaguardare la vocazione dell’area come luogo di passeggio, sport e socialità. E.M. chiede infine un confronto pubblico e valutazioni tecniche trasparenti prima di qualsiasi decisione sulla viabilità. Di seguito la lettera integrale.
“Egregio direttore, con l’apertura del ponte di Calopinace, il traffico veicolare nella zona del Parco Lineare Sud di Reggio Calabria è aumentato sensibilmente, facendo emergere una questione che merita un confronto serio e rispettoso dell’interesse generale: quale futuro vogliamo per quest’area?
La risposta, a nostro avviso, non può essere quella di trasformare un progetto di riqualificazione urbana in una nuova arteria di attraversamento, istituendo il doppio senso di marcia su tutto il tracciato.
Una scelta del genere avrebbe conseguenze evidenti: comporterebbe la necessità di eliminare i parcheggi lato mare e rischierebbe di compromettere la pista pedonale, già realizzata almeno in parte, destinata a consentire ai cittadini di passeggiare, andare in bicicletta e godere di uno spazio riqualificato a contatto con il mare.
Il Parco Lineare Sud dovrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare la qualità della vita, non l’ennesima occasione per privilegiare il traffico automobilistico. Eppure, già oggi, l’area è attraversata da un flusso consistente di veicoli che producono smog, rumore e congestione, penalizzando proprio chi vorrebbe viverla come luogo di incontro, movimento e svago.
Il rischio è che il Parco Lineare Sud finisca per diventare, di fatto, una tangenziale urbana, snaturando la propria funzione e sacrificando gli spazi pubblici alle esigenze della circolazione. Una prospettiva ancora più discutibile se si considera la presenza del passaggio a livello, che costituisce un ulteriore elemento di criticità per la fluidità del traffico e per la sicurezza della circolazione.
Preoccupa, inoltre, che proposte tanto incisive possano essere portate avanti da comitati di quartiere senza che sia stata adeguatamente verificata la loro effettiva rappresentatività e, soprattutto, senza un confronto realmente aperto con l’intera comunità interessata. Un comitato può certamente esprimere le proprie posizioni, ma non può presumere di rappresentare automaticamente tutti i residenti, né tantomeno tutti i cittadini che frequentano e utilizzano quest’area. Le esigenze di una parte, per quanto legittime, non possono essere considerate l’espressione unanime di un intero quartiere.
Per questo chiediamo che ogni ipotesi di modifica della viabilità sia preceduta da un confronto pubblico e da valutazioni tecniche trasparenti, senza assumere come prevalente la richiesta di pochi soggetti rispetto all’interesse collettivo.
La nostra posizione è chiara: no al doppio senso di marcia e no alla trasformazione del Parco Lineare Sud in una strada di attraversamento ad alto traffico. Chiediamo, invece, che si valuti l’istituzione di una zona a traffico limitato, con accesso riservato ai residenti e ai veicoli strettamente necessari, accompagnata da una disciplina della circolazione che riduca il traffico di passaggio. L’obiettivo deve essere quello di tutelare i percorsi pedonali e ciclabili e restituire pienamente quest’area alla sua funzione urbana e sociale.
La riqualificazione di una città si misura anche dalla capacità di sottrarre spazio al traffico, non soltanto da quella di farvi transitare più automobili. Reggio Calabria ha bisogno di luoghi in cui passeggiare, pedalare e trascorrere il proprio tempo libero in sicurezza, non di nuove strade che trasferiscano sulla qualità della vita dei cittadini il costo dell’aumento della circolazione.
Il Parco Lineare Sud è un patrimonio da valorizzare. Non permettiamo che venga trasformato in una tangenziale a cielo aperto. Parlo a nome di tanti pedoni e ciclisti e tante famiglie con bambini che vogliono fruire del parco lineare senza dover respirare smog o rischiare di essere investiti“.


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