Dalla nascita della Pallavolo Elio Sozzi nel 1974 al riconoscimento della FIPAV nazionale con 66 anni di tesseramento continui: la storia di un uomo che ha fatto dello sport uno strumento di crescita, emancipazione e inclusione. Ci sono storie che nascono da una tragedia e riescono a trasformarsi in qualcosa di capace di durare nel tempo. È così che, nel 1974, nasce la Polisportiva Elio Sozzi: dal dolore per la scomparsa di Elio e dalla volontà di un gruppo di amici di mantenerne vivo il ricordo attraverso lo sport.
Tutto comincia nel cortile della storica scuola Corrado Alvaro, in un quartiere popolare di Reggio Calabria, quando fare sport non era semplice e le opportunità erano poche. Mancavano strutture adeguate e bisognava superare anche resistenze culturali, soprattutto per convincere le famiglie a permettere alle proprie figlie di praticare attività sportiva.
In questo contesto si inserisce la figura di Tommaso Laurenda, che ha creduto nella pallavolo non soltanto come disciplina agonistica, ma come occasione di emancipazione, crescita e riscatto sociale. Portare lo sport tra i ragazzi e le ragazze, renderlo accessibile a tutti e abbattere le differenze sociali è stata una sfida portata avanti negli anni Settanta, Ottanta e Novanta, anche attraverso l’esperienza dell’UISP e i suoi valori di partecipazione, inclusione e promozione dello sport per tutti.
Da un cortile e da campi semplici si è arrivati, nel tempo, alle palestre e ai palazzetti. La Sozzi ha attraversato oltre mezzo secolo di cambiamenti, conquistando numerosi titoli e accompagnando la crescita di generazioni di atleti, alcuni dei quali hanno proseguito il proprio percorso pallavolistico in categorie importanti. Ma il risultato più significativo resta forse quello di aver mantenuto vivo un progetto sportivo e sociale profondamente legato al territorio.
Alla base di questa continuità c’è anche il modo di intendere la società di Tommaso Laurenda: una gestione concreta, prudente e lontana dai proclami. Nessuna ambizione sproporzionata, nessuna scelta che potesse mettere a rischio il futuro della Polisportiva. La priorità è sempre stata costruire, crescere con equilibrio e garantire alla Sozzi la possibilità di esserci, stagione dopo stagione.
Un impegno riconosciuto anche dalla FIPAV nazionale, che in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni della Federazione ha promosso le benemerenze destinate a personalità che hanno contribuito allo sviluppo e alla diffusione della pallavolo. Tra i premiati a Reggio Calabria c’è Tommaso Laurenda, insignito di questo riconoscimento all’età di 82 anni.
Eppure, per lui, la storia non è affatto conclusa. Ancora oggi non manca alle partite del settore giovanile, continuando a seguire da vicino ragazze e ragazzi che rappresentano il futuro della società.
Forse è proprio questa presenza costante a raccontare meglio di ogni titolo il valore del suo percorso: una passione mai interrotta, un legame che attraversa le generazioni e la volontà di custodire ciò che è nato tanti anni fa nel cortile di una scuola.
Perché il successo di Tommaso Laurenda non si misura soltanto nei risultati sportivi, ma nell’aver contribuito a costruire una realtà capace di durare nel tempo, formare atleti e restare un punto di riferimento per la comunità. Una storia nata nel ricordo di un amico e diventata, attraverso la pallavolo, una storia di vita, impegno e futuro.


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