Incendi boschivi in Calabria, nel 2026 calo del 41%: droni, controlli e prevenzione contro i roghi

I dati emersi dalle audizioni in Consiglio regionale evidenziano una diminuzione degli incendi rispetto alla media 2015-2024, mentre a livello nazionale aumentano le superfici bruciate. Al centro della seduta anche il contrasto ai roghi dolosi, il ruolo di Calabria Verde e le nuove tecnologie di sorveglianza

Gli incendi boschivi in Calabria sono diminuiti del 41% nel 2026 rispetto alla media del periodo 2015-2024, mentre le superfici interessate dai roghi si sono ridotte del 14%, in controtendenza rispetto all’aumento del 36% registrato a livello nazionale. Sono i dati più significativi emersi nel corso della seduta congiunta della Commissione speciale di Vigilanza e della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa del Consiglio regionale della Calabria, dedicata all’esame del sistema di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. Un confronto istituzionale che ha consentito di approfondire l’organizzazione della macchina antincendio regionale, il ruolo delle nuove tecnologie, l’attività di prevenzione e le criticità legate anche ai possibili fenomeni di illegalità nella gestione del territorio. A cinque anni dalla grave emergenza nazionale del 2021, il quadro illustrato durante le audizioni evidenzia un progressivo miglioramento della capacità di intervento, grazie al coordinamento tra Protezione Civile, Calabria Verde, forze dell’ordine, Vigili del fuoco e volontariato. Particolare attenzione è stata riservata all’impiego dei droni, alla sorveglianza delle aree a rischio e alle attività di contrasto delle condotte dolose e colpose che, secondo quanto emerso, rappresentano la quasi totalità degli episodi.

Incendi in Calabria, i dati del 2026: meno roghi e superfici colpite

Il dato centrale emerso dalle audizioni riguarda la riduzione del numero degli incendi e delle superfici percorse dal fuoco, nonostante l’innalzamento delle temperature e le condizioni climatiche che rendono sempre più complessa la prevenzione del fenomeno. Nel 2026 la Calabria ha registrato il 41% di incendi in meno rispetto alla media del decennio 2015-2024, accompagnato da una diminuzione del 14% delle superfici interessate. Un risultato che assume particolare rilievo se confrontato con il quadro nazionale, nel quale è stato segnalato un incremento del 36%. Rispetto al 2021, anno segnato da una grave emergenza incendi, gli indicatori illustrati risultano sensibilmente migliorati, anche grazie agli interventi preventivi che hanno contribuito a limitare il coinvolgimento delle aree agricole. Il confronto istituzionale ha evidenziato come la Regione abbia progressivamente consolidato un modello fondato sulla prevenzione, sulla deterrenza e sul coordinamento delle attività operative, con l’obiettivo di intervenire tempestivamente sui focolai e ridurre le conseguenze dei roghi. Una strategia che punta a tutelare non soltanto il patrimonio boschivo, ma anche la sicurezza delle comunità e delle attività economiche presenti nelle aree maggiormente esposte al rischio.

Droni contro gli incendi e tolleranza zero verso le condotte dolose

Tra gli strumenti considerati più importanti nel sistema regionale antincendio figurano i droni utilizzati per il monitoraggio e la sorveglianza del territorio. La Calabria dispone di un nucleo di piloti regionali dipendenti, impegnati nelle attività di controllo dall’alto delle aree potenzialmente esposte ai roghi. Nel corso del 2026, secondo quanto illustrato durante la seduta, l’impiego di questi strumenti, insieme alle altre forze operative, ha consentito di garantire centinaia di ore di volo quotidiane, svolgendo una funzione ritenuta decisiva anche sul piano della deterrenza. L’obiettivo è prevenire e contrastare i comportamenti che possono provocare gli incendi, con particolare riferimento alle condotte dolose e colpose, indicate nel corso delle audizioni come responsabili della quasi totalità degli eventi. La strategia regionale, sviluppata dopo l’emergenza del 2021, si fonda su un approccio di tolleranza zero e su una maggiore integrazione tra sorveglianza, prevenzione e intervento operativo. Proprio la possibilità che fenomeni di illegalità possano interferire con la gestione ambientale ha rappresentato uno degli aspetti approfonditi dalla Commissione speciale contro la ‘ndrangheta, la corruzione e l’illegalità diffusa, confermando l’importanza di un monitoraggio costante e della collaborazione tra le istituzioni competenti.

Le audizioni in Consiglio regionale: Protezione Civile, Foreste e Calabria Verde

La seduta congiunta delle due Commissioni speciali ha visto la partecipazione di alcuni dei principali responsabili del sistema regionale di contrasto agli incendi boschivi. Sono stati ascoltati l’avvocato Domenico Costarella, dirigente generale della Protezione Civile, il dottor Raffaele Mangiardi del Dipartimento Foreste e Difesa del Suolo e il dottor Massimiliano Vigilante dell’azienda Calabria Verde. Le audizioni hanno permesso di approfondire l’organizzazione delle attività di prevenzione e spegnimento, gli investimenti effettuati e le criticità ancora presenti nella gestione di un fenomeno che interessa direttamente la tutela del patrimonio ambientale calabrese. Dal confronto è emersa la complessità di un sistema che coinvolge professionalità e competenze differenti, chiamate a operare in maniera coordinata per garantire la sicurezza del territorio. Particolare attenzione è stata dedicata agli elementi di rischio e alle possibili dinamiche illegali connesse alla gestione ambientale, oltre che alle modalità attraverso le quali rafforzare ulteriormente la capacità di risposta. La seduta ha rappresentato anche un’occasione per evidenziare il lavoro svolto quotidianamente dagli operatori impegnati nella prevenzione e nel contrasto degli incendi.

Calabria Verde, centinaia di operatori e una rete di 86 associazioni di volontariato

Un ruolo centrale nella macchina regionale antincendio è svolto da Calabria Verde, che assicura quotidianamente l’impiego di centinaia di operatori e di decine di direttori delle operazioni di spegnimento. L’azienda gestisce le sale operative provinciali e la sala operativa unificata permanente, oltre a disporre di elicotteri dedicati alla campagna antincendio. Negli ultimi anni sono stati rafforzati anche i mezzi destinati alla manutenzione delle vie di accesso e delle fasce antincendio, interventi fondamentali per consentire l’arrivo delle squadre operative nelle aree più difficili e limitare la propagazione delle fiamme. Il sistema si avvale inoltre di convenzioni stipulate con le amministrazioni comunali e con 86 associazioni di volontariato, nonché di postazioni distribuite sul territorio e dotate di riserve idriche. Una rete articolata che permette di integrare le attività di prevenzione con quelle di intervento, contribuendo a rendere più tempestiva la risposta in caso di emergenza. Il coordinamento con i Vigili del fuoco, i Carabinieri forestali e gli oltre 800 volontari di Protezione Civile costituisce un ulteriore elemento del dispositivo regionale, affiancato dal contributo del Consorzio unico di bonifica e della flotta aerea nazionale, compresi i Canadair.

Sei colonne mobili in Calabria e nuovi investimenti per la lotta agli incendi

Tra gli elementi che hanno contribuito a rafforzare la capacità di intervento durante la stagione estiva figura anche il gemellaggio con altre realtà territoriali, che ha consentito l’arrivo in Calabria di sei colonne mobili. Le strutture operative sono state dislocate secondo criteri logistici studiati per garantire una maggiore rapidità di intervento nelle diverse macro-aree regionali, migliorando la copertura del territorio e la possibilità di affrontare tempestivamente le situazioni di emergenza. La Regione sta inoltre investendo nel potenziamento dei mezzi e delle tecnologie a disposizione del sistema antincendio, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e rispondere a scenari climatici sempre più complessi. Il rafforzamento delle attività di prevenzione, la manutenzione delle infrastrutture di accesso alle aree boschive e la disponibilità di mezzi terrestri e aerei rappresentano elementi fondamentali per contenere i danni provocati dai roghi. Il confronto in Commissione ha messo in evidenza l’importanza della programmazione preventiva, considerata indispensabile per ridurre il rischio di propagazione degli incendi e tutelare le zone agricole, i centri abitati e il patrimonio naturalistico della Calabria.

Nuovo Piano regionale antincendio, analisti nella control room e app Calabria Ambiente

Il sistema di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi si sta evolvendo anche attraverso strumenti di pianificazione e controllo che tengono conto dei cambiamenti climatici. Il nuovo Piano regionale antincendio incorpora infatti gli scenari legati all’aumento delle temperature e amplia la mappatura delle aree considerate a rischio, con l’obiettivo di rendere più efficace la programmazione degli interventi. Tra le innovazioni illustrate durante le audizioni figurano l’introduzione di un team di analisti nella control room e l’utilizzo dell’app Calabria Ambiente, strumenti che contribuiscono al monitoraggio del territorio e al rafforzamento delle attività di vigilanza. L’analisi delle informazioni e la disponibilità di tecnologie dedicate rappresentano elementi sempre più importanti per individuare tempestivamente situazioni potenzialmente pericolose e supportare le decisioni operative. L’attenzione alle dinamiche illegali che possono incidere sulla gestione ambientale conferma inoltre la necessità di affiancare agli strumenti tecnologici un costante raccordo con le autorità competenti. Il nuovo assetto punta così a integrare conoscenza del territorio, prevenzione, sorveglianza e capacità di intervento, in una prospettiva di maggiore tutela delle risorse naturali e delle comunità.

La lotta agli incendi e all’illegalità, l’importanza del coordinamento istituzionale

La seduta congiunta della Commissione speciale di Vigilanza e della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa ha confermato la centralità di un sistema integrato di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, operatori pubblici, forze dell’ordine e volontariato. Il confronto ha consentito di analizzare sia i risultati raggiunti sia le criticità che richiedono un’attenzione costante, soprattutto in relazione ai rischi ambientali e alle possibili interferenze di fenomeni illegali nella gestione del territorio. La Calabria custodisce uno dei patrimoni boschivi più importanti d’Italia e la sua protezione rappresenta una priorità non soltanto ambientale, ma anche sociale ed economica. Nel corso dei lavori è stato espresso apprezzamento per l’attività svolta sul campo da tutte le componenti del sistema antincendio regionale e per i miglioramenti registrati negli ultimi anni. La diminuzione degli incendi e delle superfici interessate dai roghi nel 2026 viene considerata un segnale dell’efficacia del percorso intrapreso, pur nella consapevolezza della necessità di mantenere elevati livelli di prevenzione e vigilanza. L’obiettivo è proseguire nel rafforzamento della capacità di risposta della Regione, contrastando ogni forma di illegalità che possa minacciare l’integrità del territorio e garantendo una protezione sempre più efficace delle comunità calabresi.

riunione commissione vigilanza incendi boschivi