La sanità del Messinese compie un decisivo passo avanti con l’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Milazzo (DEA di I livello). All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco di Milazzo Giuseppe Midili, l’europarlamentare Ruggero Razza, il deputato regionale Pino Galluzzo, il presidente della commissione salute dell’Ars Giuseppe Laccoto, autorità religiose, militari e politiche e la Direzione Strategica dell’Asp di Messina, La struttura moderna si estende su una superficie di circa 1.500 mq ed è stata concepita per ridisegnare i flussi dell’emergenza-urgenza in un bacino che registra circa 36.000 accessi all’anno.
Non si tratta di un semplice ampliamento degli spazi, ma di una riprogettazione clinica volta a ottimizzare i tempi di attesa e a migliorare la sicurezza delle cure. Tra le peculiarità strutturali e organizzative figura la gestione separata dei flussi, con una corsia veloce per i codici minori. La principale innovazione logistica riguarda l’area di triage, che prevede la presenza simultanea di due infermieri e una postazione medica dedicata prevalentemente ai codici bianchi e verdi.
“Questa organizzazione – spiega il direttore del Pronto Soccorso – Salvatore Scarpaci – permetterà di trattare e dimettere rapidamente i pazienti a bassa priorità, evitando il congestionamento delle sale d’attesa. È previsto anche il potenziamento dell’alta intensità di cura: per i pazienti in imminente pericolo di vita (codici rossi), la struttura dispone di una sala rossa all’avanguardia, con quattro postazioni attrezzate per la rianimazione e la stabilizzazione simultanea. Il nuovo assetto amplia inoltre le aree di monitoraggio e degenza breve, aumentando la capacità ricettiva temporanea grazie a una sala OBI (Osservazione Breve Intensiva) con otto posti letto, un’area di astanteria con quattro posti letto e ulteriori 13 postazioni presidiate per il monitoraggio costante dei codici arancione e azzurro.
La nuova struttura si interfaccia direttamente con il nuovo reparto ospedaliero di Sub-Intensiva e UTIR del Presidio Ospedaliero, dotato di otto posti letto, garantendo un trasferimento immediato e protetto ai pazienti che necessitano di cure semintensive. Si è puntato anche sull’eccellenza e sull’umanizzazione delle cure con la nuova sala rosa. Uno degli elementi di maggiore valore sociale della struttura è infatti la realizzazione di un ambiente protetto, dedicato esclusivamente alle vittime di violenza di genere e abusi nell’ambito della rete Codice Rosa, per garantire accoglienza, privacy e supporto psicologico immediato. Un altro punto importante riguarda l’integrazione tra ospedale e territorio, con il potenziamento delle attività del servizio sociale ospedaliero interno al Pronto Soccorso, che garantisce una media di circa 200 dimissioni protette all’anno. Questo intervento permette il trasferimento tempestivo e sicuro dei pazienti fragili — anziani, oncologici e cronici — verso le strutture territoriali (RSA, ADI, lungodegenze e ODC), riducendo il tempo di permanenza impropria (boarding) nei letti del Pronto Soccorso”.
La Direzione strategica dell’ASP di Messina, composta dal direttore generale Giuseppe Cuccì, dal direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi e dal direttore amministrativo Giancarlo Niutta, sottolinea come “il nuovo Pronto Soccorso di Milazzo rappresenti un investimento importante per la qualità dell’assistenza nell’intero comprensorio. L’ampliamento degli spazi e la disponibilità di nuove dotazioni tecnologiche contribuiranno a rendere più efficace la valutazione dei pazienti e più tempestiva la risposta ai bisogni di cura. Al tempo stesso, la riorganizzazione dei percorsi è orientata all’umanizzazione dell’assistenza: un Pronto Soccorso deve essere non solo funzionale per chi vi lavora, ma anche più accogliente e comprensibile per le persone che vi accedono e per i loro familiari, spesso in momenti di particolare preoccupazione. L’obiettivo è integrare efficienza organizzativa e attenzione alla persona, affinché il miglioramento delle strutture si traduca in un’esperienza di cura più sicura, rispettosa e vicina alla comunità”.





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