Ritorna l’Alvaro ritrovato, un saggio sconosciuto dello scrittore di San Luca pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1954. Lo pubblica l’editore Rubbettino in appendice al libro (da oggi nelle principali librerie italiane e sugli store di libri on Line) di Mimmo Nunnari: “Corrado Alvaro e la lezione americana sull’Italia del Sud” (Rubbettino editore) in cui lo scrittore e giornalista già vicedirettore Rai, racconta la storia appassionante e curiosa di uno scritto alvariano pubblicato da “Confluence”, rivista dell’università di Harvard (diretta all’epoca da Henri Kissinger) col titolo “Literature and Poor Life – Reflections on the Problems of Southern Italy” (“Letteratura ricca e vita povera – Riflessioni sull’Italia meridionale”).
Nunnari, contestualizza la riflessione di Alvaro in ambito internazionale, sottolineando l’importanza della scelta del giornale dell’università statunitense di affidare a Alvaro la scrittura di un saggio sulla questione delle “due Italie” (Nord e Sud divisi nello stesso territorio nazionale): “una conferma – osserva – dell’essere considerato Alvaro, già allora, non solo tra i maggiori esponenti della letteratura italiana, ma anche tra gli interpreti più autentici e credibili del pensiero meridionalista. In quel saggio, destinato ad un pubblico non solo di intellettuali e accademici americani – considerata l’area vasta di diffusione di “Confluence” in tutto l’Occidente – , Alvaro trova modo di esprimere tutto l’amore e il senso dell’appartenenza alla sua Calabria, con parole che ancora oggi emozionano chi legge :”Nella mia vita di scrittore – scrive – ho dedicato gran parte del mio lavoro alla gente della mia terra, facendo mio il suo rancore contro la classe dirigente.
Con tutta la sua miseria una regione come la nostra rimane vicina al cuore per le sue qualità umane, per la sua capacità di sofferenza e di sacrificio, per la forza delle sue emozioni, per la sua poesia della famiglia e per la sua bellezza, che a volte richiama alla mente un monumento archeologico naturale, tragico, come la vita dei suoi abitanti. Io sono stato il primo scrittore uscito dalla Calabria da molti anni, forse da un secolo; ma ora non sono più solo…”.
In quello scritto – adesso disseppellito dall’oblio dopo più di settant’anni – Alvaro mette in risalto la paradossale situazione di un paese come l’Italia che nella parte di territorio meridionale ha “vita povera e letteratura ricca”, e poi, con senso di ironia, osserva che il giorno in cui il problema del Mezzogiorno d’Italia venisse risolto, la letteratura italiana perderebbe quella che fu fonte di ispirazione per alcune delle opere più significative del secolo scorso.
Nunnari sottolinea infine anche l’importanza che la questione Nord e Sud dell’Italia sia entrata, a quell’epoca dell’immediato dopoguerra , in piena Guerra Fredda, nell’agenda di “Confluence”, rivista prestigiosa, molto interessata ad un confronto tra pensiero europeo e pensiero americano. Un fatto rilevante e in controtendenza rispetto al disinteresse (che dura ancora oggi in Italia) sull’antica questione meridionale.


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