Il Mediterraneo non è un confine, è un laboratorio a cielo aperto: a Reggio Calabria prosegue il Festival GAIA

La città ospita le giornate conclusive di "GAIA – Futuro Prossimo | Mediterraneo Presente": dal Castello Aragonese a Villa Zerbi, dal Museo Nazionale a Ecolandia, un ricco programma tra musica, ambiente, cultura e integrazione

Quattro giorni di concerti, spettacoli, incontri culturali e iniziative dedicate all’ambiente e all’integrazione animeranno Reggio Calabria da mercoledì 28 a sabato 31 ottobre 2026, in occasione delle giornate conclusive del Festival “GAIA – Futuro Prossimo | Mediterraneo Presente”. La manifestazione trasformerà alcuni dei luoghi più rappresentativi della città in spazi di confronto, creatività e partecipazione, coinvolgendo scienziati, giornalisti, artisti, musicisti, attivisti ed esperti impegnati sui grandi temi delle trasformazioni sociali e ambientali. Dal Castello Aragonese al Museo Nazionale, da Villa Zerbi al Parco Ecolandia, fino all’Auditorium del Conservatorio Francesco Cilea, il calendario propone appuntamenti che spaziano dalla world music alla fotografia, dalla tutela del paesaggio alle energie rinnovabili, passando per le migrazioni, l’inclusione e la mobilità sostenibile. L’obiettivo del festival è valorizzare il ruolo di Reggio Calabria come luogo di dialogo e produzione culturale nel Mediterraneo, mettendo in relazione esperienze e linguaggi differenti e offrendo al pubblico occasioni di riflessione e intrattenimento. Tra gli ospiti figurano Andrea Satta, Francesco Loccisano, Sandro Joyeux e gli Agricantus, insieme a numerosi protagonisti del mondo culturale, scientifico e sociale.

Mercoledì 28 ottobre: spettacolo al Castello Aragonese e concerto di Andrea Satta

Il programma delle quattro giornate conclusive prenderà il via mercoledì 28 ottobre alle ore 19:00, nella Sala Museale del Castello Aragonese, con “Morgana Acque Libere”, performance ideata e interpretata da Katia Colica. Lo spettacolo propone un intreccio tra parola, geometrie di luce e sonorità eseguite dal vivo, dando forma a un racconto artistico che richiama le suggestioni, le speranze e le memorie dello Stretto di Messina. Un’esperienza scenica che utilizza diversi linguaggi espressivi per esplorare il rapporto tra territorio, immaginazione e identità mediterranea. La serata proseguirà alle 21:00 alla Sala Cartoline After Club, dove sarà protagonista Andrea Satta, voce dei Têtes de Bois, alla guida di una band che proporrà un repertorio di world music d’autore. Il concerto unirà sonorità, ricerca musicale e contenuti poetici, alternando momenti di riflessione a ritmi coinvolgenti. Due appuntamenti differenti che apriranno il calendario del festival attraverso il teatro e la musica, mettendo al centro la capacità dell’arte di raccontare il territorio e le trasformazioni della società.

Giovedì 29 ottobre: al Museo Nazionale si parla di ambiente, coste e paesaggi

La seconda giornata sarà dedicata alla conoscenza e alla tutela del territorio. Giovedì 29 ottobre alle ore 17:30, al Museo Nazionale, si terrà la conferenza-concerto “Cultura del territorio: alberi, città, coste, nuove frontiere”, che vedrà confrontarsi tre protagonisti del dibattito ambientale e culturale: il naturalista Andrea R. Proto, il fotografo documentarista Marco Introini e lo storico Rossano Pazzagli. L’incontro approfondirà il rapporto tra le comunità e i paesaggi, soffermandosi sulla fragilità degli ecosistemi, sulla trasformazione delle città e sulla necessità di sviluppare nuove forme di attenzione e valorizzazione delle risorse naturali. Nel corso dell’appuntamento sarà presentato anche il volume Storia delle coste italiane, pubblicato da Rubbettino, che offrirà ulteriori spunti di riflessione sulle trasformazioni del territorio costiero. A moderare il confronto sarà il giornalista Giuseppe Smorto, mentre la conclusione sarà affidata alla musica di Francesco Loccisano, protagonista di un concerto acustico dedicato alla chitarra battente, strumento della tradizione musicale calabrese reinterpretato attraverso sonorità contemporanee. La conferenza-concerto unirà così analisi scientifica, storia, fotografia e musica in un unico appuntamento dedicato al rapporto tra ambiente e cultura.

Venerdì 30 ottobre: a Villa Zerbi le storie dei migranti e il concerto di Sandro Joyeux

Il tema dell’integrazione e delle esperienze umane legate alle migrazioni sarà al centro degli appuntamenti di venerdì 30 ottobre a Villa Zerbi. Alle 18:00, la divulgatrice Dorotea Cosio introdurrà l’incontro “Integrazione dei popoli: dialoghi, testimonianze senza frontiere”, dedicato al confronto tra persone e realtà impegnate nella solidarietà e nell’inclusione sociale. Tra i temi affrontati ci sarà il progetto “Dalla testimonianza al protagonismo”, presentato da Sofia Donato di Abarekà Nandree OdV, che sostiene le madri dei migranti scomparsi in Mali attraverso percorsi finalizzati a dare loro voce e indipendenza economica. L’incontro offrirà spazio anche alla testimonianza di John Onama, ex bambino soldato in Uganda, che racconterà la propria esperienza di sofferenza e rinascita. Parteciperanno inoltre Eleonora Scrivo di ActionAid, impegnata sul campo, la mediatrice Sokaina Maktoum e padre Sata Jean Noel, che contribuiranno al dibattito portando esperienze e riflessioni sui percorsi di inclusione e sul dialogo tra comunità diverse. L’appuntamento metterà al centro il valore delle testimonianze personali e delle iniziative capaci di trasformare situazioni di difficoltà in opportunità di partecipazione e autonomia.

La giornata proseguirà alle 20:30 con il concerto acustico di Sandro Joyeux, musicista il cui repertorio costruisce un ponte sonoro tra l’Africa subsahariana e l’Europa. Attraverso la chitarra e un linguaggio musicale che attraversa culture e tradizioni differenti, l’artista proporrà una serata dedicata all’incontro tra popoli e identità. La scelta di affiancare il concerto al dibattito sulle migrazioni e sull’integrazione rispecchia l’impostazione del festival, che utilizza la musica e le arti come strumenti di dialogo e conoscenza reciproca. Villa Zerbi diventerà così il luogo di una giornata nella quale riflessione civile ed espressione artistica si incontreranno per raccontare le esperienze delle persone, le difficoltà dei percorsi migratori e le possibilità offerte dalla cooperazione e dalla solidarietà internazionale.

Sabato 31 ottobre: a Ecolandia energia, biciclette e una mostra sui fondali dello Stretto

La giornata conclusiva, sabato 31 ottobre, prenderà il via al Parco Ecolandia di Arghillà, che ospiterà una serie di iniziative dedicate alla sostenibilità ambientale, alla mobilità e alla conoscenza del patrimonio naturale dello Stretto. Dalle 10:00, Alessandro Mengoli presenterà il suo saggio Alla luce del sole. L’energia come bene comune, confrontandosi con l’esperto Piero Polimeni sui temi dell’energia e delle opportunità legate a una gestione sostenibile delle risorse. L’incontro offrirà uno spazio di approfondimento sul rapporto tra transizione energetica, interesse collettivo e modelli di sviluppo. Alle 11:00 sarà invece la volta di Alessandra Giardini, che presenterà “Elogio della bicicletta”, una riflessione sulla mobilità sostenibile e sul valore di un modo diverso di vivere e attraversare i territori. All’appuntamento parteciperanno i rappresentanti delle federazioni coinvolte e sono invitati in particolare i bike runners di ogni tipo e genere, che potranno esplorare le traiettorie del Parco Ecolandia. La mattinata proporrà quindi un percorso tra energie rinnovabili, mobilità dolce e buone pratiche ambientali, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico ai temi della sostenibilità attraverso momenti di confronto e partecipazione.

A mezzogiorno, sempre al Parco Ecolandia, sarà inaugurata la mostra fotografica “I fondali dello Stretto”, realizzata in collaborazione con il Diving Center di Scilla. L’esposizione offrirà l’occasione di conoscere il patrimonio naturale custodito nelle acque dello Stretto di Messina attraverso immagini e contenuti dedicati all’ambiente marino. La mostra sarà arricchita da installazioni multimediali, percorsi narrativi e laboratori interattivi rivolti alle nuove generazioni, con l’obiettivo di unire divulgazione, conoscenza e sensibilizzazione ambientale. L’iniziativa si inserisce nel percorso del festival dedicato al Mediterraneo e alla tutela degli ecosistemi, offrendo ai visitatori la possibilità di avvicinarsi a un patrimonio spesso poco conosciuto e di riflettere sull’importanza della sua conservazione. L’attenzione ai fondali dello Stretto rappresenterà così un ulteriore elemento di collegamento tra la dimensione culturale della manifestazione e la valorizzazione delle risorse naturali del territorio reggino.

Gran finale con gli Agricantus al Conservatorio Francesco Cilea

La conclusione del Festival GAIA sarà affidata alla musica, con un appuntamento in programma nella serata di sabato 31 ottobre all’Auditorium del Conservatorio Musicale Francesco Cilea. Protagonisti saranno Mario Crispi e Alfredo Giammanco degli Agricantus, gruppo considerato tra i pionieri della world music mediterranea, accompagnati dalla partecipazione speciale del chitarrista Alessandro Calcaramo. Il concerto proporrà un percorso sonoro attraverso tradizioni, suggestioni e linguaggi musicali che richiamano le culture del Mediterraneo, combinando ricerca artistica e contaminazioni contemporanee. Un evento pensato per chiudere le quattro giornate conclusive del festival attraverso una delle espressioni più rappresentative del dialogo musicale tra popoli e territori. La presenza degli Agricantus, insieme agli altri artisti e protagonisti del programma, contribuirà a caratterizzare una manifestazione che pone al centro il Mediterraneo non soltanto come spazio geografico, ma anche come luogo di incontro tra storie, culture e prospettive differenti.

Con questo calendario di appuntamenti, GAIA – Futuro Prossimo | Mediterraneo Presente intende rafforzare il ruolo di Reggio Calabria come punto di riferimento per il confronto sui grandi temi culturali, sociali e ambientali del Mediterraneo. Il festival propone un percorso che mette in relazione la ricerca scientifica con l’arte, la tutela del paesaggio con la sostenibilità e le esperienze di integrazione con la musica. Una manifestazione che punta a valorizzare le potenzialità del territorio calabrese e a superare una visione periferica della città, promuovendola come luogo capace di ospitare e alimentare il dibattito sulle trasformazioni contemporanee. Le quattro giornate dal 28 al 31 ottobre offriranno così al pubblico un programma articolato tra spettacoli, concerti, conferenze, presentazioni editoriali, mostre e laboratori, con l’obiettivo di favorire la partecipazione culturale e contribuire a una riflessione condivisa sull’identità e sul futuro del Mediterraneo.