Il Cosenza Calcio è fuori dal mondo. E non ci riferiamo, perlomeno non esclusivamente, al clima tossico che ormai si respira nell’ambiente, con la contestazione della tifoseria al Presidente Guarascio che va ormai avanti da molto tempo. Il riferimento è anche alle “battaglie” della società rispetto alle situazioni di campo. Perché sì, il problema principale oggi è il campo. Sarà anche per i problemi societari, le contestazioni e l’emigrazione forzata a Crotone, ma la realtà dice che la squadra rossoblu è penultima in classifica, ultima sul campo considerando che il Crotone è a zero solo perché partiva da una penalizzazione di sei punti.
E in tutto ciò, qual è il primo problema del club? Ufficializzare la disabilitazione dei commenti a chi insulta. Ovviamente, qualsiasi commento carico di odio e insulti va condannato a prescindere, ma una società professionistica, con una passato recente in Serie B, crediamo si debba e possa (pre)occupare di altro. E “l’altro” si chiama serio rischio retrocessione in Serie D.
“Il Cosenza Calcio – si legge in una nota del Consiglio D’Amministrazione – comunica che, a seguito di una persistente e martellante campagna denigratoria caratterizzata da commenti carichi di insulti mirati, volti a destabilizzare la società e a creare un clima di tensione, si è reso necessario disabilitare la possibilità di commentare i propri post ufficiali. Il club esprime profondo rammarico per tale decisione, ma non può consentire che, in un momento particolarmente delicato, i calciatori e lo staff tecnico siano oggetto di offese libere e reiterate”.
“Minacce e derisione ostacolano la serenità necessaria al lavoro quotidiano soprattutto oggi che anche le partite casalinghe si giocano in trasferta, con tutto il dispendio di energie e risorse che ne consegue. Nel rispetto di tutte le componenti che vivono quotidianamente il club, la tifoseria e gli sponsor, l’obiettivo è quello di mitigare l’odio sui social network, affinché la squadra e l’intero organico possano ricevere il sostegno e l’affetto indispensabili per perseguire i risultati auspicati in uno spirito costruttivo e solidale” si chiude l’insolita nota.


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