Hub Atm a Torre Faro, il Pd: “oltre 600mila euro per un terreno privato a Capo Peloro. Si faccia chiarezza”

I consiglieri comunali del Pd chiedono gli atti sull'operazione di via Circuito: un'opera permanente su un terreno affittato a Roberto Ruggeri, legato al Sud Innovation Summit, senza esproprio. Da verificare anche le valutazioni ambientali

“Più di 600mila euro di denaro pubblico per 32 posti auto, su un terreno che Atm non acquista e non espropria, ma prende in affitto per nove anni. È un’operazione che va spiegata ai cittadini punto per punto“. Lo dichiarano i consiglieri comunali del Pd Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone dopo la consegna dei lavori per il nuovo hub di Atm in via Circuito, a Torre Faro. “Le cifre sono queste: 330mila euro di canone al proprietario dell’area e circa 315mila euro di lavori“, proseguono. “Atm realizza un’opera permanente su un terreno incolto che non è suo, e così ne aumenta il valore a vantaggio del proprietario. Un esproprio, per un’area di questo tipo, sarebbe costato con ogni probabilità meno. Vogliamo sapere perché non si è scelta questa strada“.

“C’è poi un tema ambientale“, aggiungono. “L’area si trova a Capo Peloro, in un contesto tutelato dalla direttiva Habitat. Vogliamo verificare che siano state svolte tutte le valutazioni che quella tutela impone, a partire dalla valutazione di incidenza di secondo livello“.

“Chiediamo anche le ragioni di un avviso pubblico rimasto aperto appena otto giorni, nel maggio 2023, e i criteri con cui tra le tre offerte arrivate è stata scelta quella di via Circuito, con un via libera del consiglio di amministrazione di Atm, allora presieduto da Pippo Campagna, che non fu unanime. Il proprietario, Roberto Ruggeri, è lo stesso che negli stessi anni è diventato protagonista del Sud Innovation Summit, tre edizioni su cui il Comune ha investito oltre mezzo milione di euro. È una ragione in più per pretendere la massima trasparenza“.

“Torre Faro ha bisogno di posti auto e di servizi, soprattutto d’estate, quando la zona viene presa d’assalto. Proprio per questo 32 stalli sono pochi rispetto alla domanda reale“. “Presenteremo richiesta di accesso agli atti“, concludono i consiglieri. “Dopo un esame approfondito delle carte, ci riserviamo ogni iniziativa davanti alla Corte dei conti e a ogni altra sede competente“.