Si alza ulteriormente il livello dello scontro sulla sanità a Gela e, in particolare, sulle condizioni dell’ospedale Vittorio Emanuele. La direzione generale dell’Asp di Caltanissetta ha infatti adottato due provvedimenti distinti ma politicamente e istituzionalmente collegati: da una parte il mandato legale per la presentazione di una querela, dall’altra l’impugnazione davanti al Tar dell’ordinanza con cui il sindaco Terenziano Di Stefano ha imposto un immediato rafforzamento del personale medico dell’ospedale gelese. La decisione arriva all’indomani della grande manifestazione che ha portato in piazza a Gela oltre quattromila persone per chiedere il potenziamento della sanità cittadina e dell’ospedale Vittorio Emanuele. Al corteo avevano partecipato amministratori locali, partiti, associazioni, cittadini e anche gli agricoltori impegnati nella protesta contro il caro carburante.
Asp Caltanissetta presenta querela “a tutela dell’immagine e della credibilità istituzionale”
Il primo provvedimento è quello sottoscritto dal direttore generale dell’Asp, Salvatore Ficarra, che ha dato mandato legale per la presentazione di una querela. La formula utilizzata nell’atto è molto chiara: la querela viene disposta “a tutela dell’immagine e della credibilità istituzionale” dell’Azienda sanitaria. Il management ritiene infatti che, nel corso delle oltre sessanta giornate di protesta portate avanti dall’amministrazione comunale di Gela, siano state diffuse “dichiarazioni che presentano profili suscettibili di incidere sull’immagine, sulla reputazione e sul prestigio istituzionale di Asp”. Si tratta di un passaggio che segna una nuova fase nella lunga vertenza sulla sanità gelese. Dopo settimane di mobilitazione politica e civica, il confronto si sposta ora anche sul terreno giudiziario.
Oltre sessanta giorni di protesta contro il depotenziamento dell’ospedale
La protesta dell’amministrazione comunale di Gela non nasce negli ultimi giorni. Da oltre due mesi il Comune porta avanti una mobilitazione per chiedere il rafforzamento del Vittorio Emanuele, denunciando carenze di personale e criticità nei servizi. Già a fine luglio il sindaco Terenziano Di Stefano, insieme alla giunta e a esponenti del consiglio comunale, aveva trasferito simbolicamente gli uffici di rappresentanza davanti all’ospedale per protestare contro quello che l’amministrazione definiva il “continuo depotenziamento” del nosocomio. Successivamente, ad agosto, l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso aveva effettuato una visita al Vittorio Emanuele e annunciato la volontà di attivare “una procedura d’emergenza per fare arrivare, subito, più medici all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela”. Lo stesso sopralluogo aveva riportato al centro dell’attenzione la situazione del pronto soccorso, che nelle ore notturne può contare su un solo medico pur servendo un comprensorio molto vasto.
Le richieste di dimissioni di Ficarra
Nel corso della protesta, a più riprese, era stata chiesta anche la rimozione o comunque la rinuncia all’incarico del direttore generale Salvatore Ficarra, ritenuto dai promotori della mobilitazione “non in grado di rafforzare il personale medico dell’ospedale Vittorio Emanuele”. È proprio rispetto a questo clima di contestazione che il management dell’Asp ritiene di dover tutelare la propria immagine istituzionale. La scelta della querela, quindi, non riguarda il merito della richiesta di potenziamento dell’ospedale in sé, ma le modalità e i contenuti di alcune dichiarazioni diffuse durante le settimane di protesta, ritenute dall’Asp potenzialmente lesive della propria reputazione.
Il corteo di Gela con oltre quattromila partecipanti
A rendere ancora più significativa la tempistica del provvedimento è il fatto che l’atto sia stato pubblicato subito dopo la manifestazione di massa del 3 ottobre. Quel giorno almeno quattromila persone hanno sfilato a Gela per chiedere il potenziamento della sanità cittadina. Il corteo era partito proprio dall’ospedale Vittorio Emanuele e aveva visto in prima fila l’amministrazione comunale e numerosi sindaci e amministratori provenienti dalle province di Caltanissetta, Enna, Catania e Ragusa. Alla manifestazione avevano aderito anche gli agricoltori impegnati nel presidio contro il caro carburante, che si erano presentati con i trattori. Erano inoltre presenti partiti di diversi schieramenti, associazioni e cittadini. Durante il corteo, il sindaco Di Stefano aveva rivolto un ringraziamento ai medici del Vittorio Emanuele, sottolineando le difficoltà legate alla carenza di personale.
L’allarme sul pronto soccorso e il bacino di utenza
Uno dei nodi più delicati resta quello del pronto soccorso. L’amministrazione comunale ha più volte denunciato una situazione di emergenza legata alla carenza di personale medico, ricordando che il presidio serve un bacino di utenza superiore ai 150 mila abitanti e che nelle ore notturne il pronto soccorso può arrivare a essere presidiato da un solo medico. È proprio su questo terreno che si inserisce la seconda decisione dell’Asp: impugnare davanti al Tar l’ordinanza con cui il sindaco di Gela ha imposto un rafforzamento immediato del personale medico del Vittorio Emanuele.
L’Asp impugna al Tar l’ordinanza del sindaco
Con un ulteriore provvedimento, la direzione generale dell’Asp Caltanissetta ha infatti dato mandato di presentare ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale contro l’ordinanza firmata da Terenziano Di Stefano. L’ordinanza imponeva un immediato rafforzamento del personale medico dell’ospedale. La scelta di impugnare l’atto apre quindi un ulteriore fronte istituzionale tra Comune e Azienda sanitaria, perché non riguarda più soltanto il piano politico o comunicativo, ma anche quello amministrativo e giuridico. Il Tar sarà così chiamato a pronunciarsi sulla legittimità dell’ordinanza sindacale e sulla possibilità che il primo cittadino possa imporre direttamente misure organizzative in materia di personale sanitario.


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