La corsa alla presidenza della FIGC entra nel vivo e quello che fino a poche settimane fa sembrava uno scenario abbastanza definito si è trasformato in una battaglia dagli esiti imprevedibili. Giovanni Malagò non ha più la certezza di poter contare sul sostegno della maggioranza della Serie A, mentre la disponibilità di Adriano Galliani a candidarsi ha cambiato gli equilibri all’interno della Lega. La riunione informale di ieri, martedì 27 ottobre, non ha prodotto la svolta auspicata dai sostenitori dell’ex amministratore delegato del Milan, ma ha confermato un dato politico significativo: il fronte che aveva accompagnato l’elezione di Malagò alla guida della Federazione non è più compatto. Oggi, mercoledì 28 ottobre, le società del massimo campionato sono divise tra due candidati di grande esperienza, con una parte dei club ancora indecisa e una scadenza ormai imminente. Entro il 4 novembre dovranno essere presentate le candidature, mentre le elezioni federali sono fissate per il 14 dicembre. Il tempo per trovare un’intesa si riduce e l’ipotesi di una conferma automatica di Malagò appare ormai superata dagli eventi.
Chi sostiene Galliani e chi Malagò: tutti gli schieramenti in Serie A
Le ricostruzioni della stampa sportiva nazionale delineano un quadro nel quale Galliani avrebbe attualmente un numero di sostenitori superiore a quello di Malagò, anche se le adesioni non sono ancora formalizzate e le diverse testate non concordano su tutti i nomi. Secondo quanto riportato questa mattina da Il Giornale, sarebbero nove le società orientate verso l’ex dirigente rossonero: Inter, Milan, Atalanta, Lazio, Como, Parma, Genoa, Sassuolo e Cagliari. Il blocco favorevole alla conferma di Malagò comprenderebbe invece sei club: Roma, Napoli, Monza, Torino, Lecce e Bologna. Resterebbero ancora senza una posizione definita Juventus, Fiorentina, Udinese, Venezia e Frosinone. Si tratta, tuttavia, di orientamenti attribuiti alle società dalle indiscrezioni giornalistiche e non di una votazione ufficiale. Altre ricostruzioni, tra cui quella di Eurosport, assegnano infatti otto appoggi a Galliani e sei a Malagò. Particolarmente delicata è la posizione della Lazio di Claudio Lotito, inserita nel fronte Galliani da alcune testate, mentre altre non considerano ancora espresso il suo orientamento. Anche per questo motivo la partita resta completamente aperta: nessuno dei due contendenti può attualmente rivendicare una maggioranza consolidata di undici società.
Tra le grandi squadre emergono comunque alcune indicazioni abbastanza nette. Inter e Milan sostengono la candidatura di Galliani, mentre Roma e Napoli rimangono favorevoli a Malagò. Il ruolo dell’Inter è particolarmente significativo perché Giuseppe Marotta era stato tra i principali sostenitori dell’attuale commissario federale, prima di orientarsi verso l’ex amministratore delegato del Milan. Una scelta che, secondo le ricostruzioni del Corriere della Sera, avrebbe provocato perplessità tra alcuni dirigenti, poco convinti di un cambiamento così rapido. Anche la posizione della Juventus è osservata con grande attenzione. Secondo il quotidiano milanese, all’interno del club bianconero esisterebbero sensibilità favorevoli a Galliani, mentre la proprietà mantiene storicamente rapporti stretti con Malagò. Non risulta però una decisione ufficiale della società. Proprio gli orientamenti ancora da chiarire delle squadre indecise potrebbero determinare il risultato del confronto all’interno della Lega Serie A, modificando gli equilibri emersi nelle ultime giornate.
La riunione di ieri: Percassi spinge per Galliani, ma manca l’accordo
Il vertice informale di ieri mattina ha rappresentato il primo vero confronto collettivo dopo l’emergere della candidatura di Galliani. Alla riunione, organizzata in videocollegamento, hanno partecipato 14 delle 20 società di Serie A, con le assenze di Inter, Milan, Juventus, Lazio, Roma e Napoli. A promuovere il confronto è stata soprattutto l’Atalanta, attraverso l’amministratore delegato Luca Percassi, tra i principali sostenitori dell’ipotesi di affidare la guida federale all’ex dirigente rossonero. Percassi ha illustrato le ragioni del possibile cambiamento, presentando la disponibilità di Galliani come un’opportunità per il calcio italiano. La proposta, tuttavia, non ha raccolto un consenso unanime. Diversi rappresentanti delle società hanno chiesto perché la Serie A dovrebbe cambiare candidato dopo aver sostenuto Malagò appena pochi mesi fa e avergli rinnovato la fiducia anche nelle ultime settimane. Altri hanno sottolineato come quattro mesi rappresentino un periodo troppo breve per valutare compiutamente il lavoro dell’attuale commissario. Alcuni club hanno preferito non sbilanciarsi, mentre quattro o cinque società avrebbero chiesto tempo per confrontarsi con le rispettive proprietà straniere. L’incontro si è quindi concluso senza una decisione condivisa e senza una votazione risolutiva.
Perché Galliani può davvero mettere in discussione Malagò
L’elemento più importante della vicenda non è tanto il mancato accordo raggiunto ieri, quanto il fatto che Malagò debba nuovamente conquistare una maggioranza che soltanto pochi mesi fa appariva solidissima. A giugno era stato eletto presidente della FIGC con il 68,58% delle preferenze, sostenuto da una Serie A quasi completamente compatta. Successivamente, nell’ambito della nuova fase di commissariamento federale, aveva mantenuto un ruolo centrale nella gestione della Federazione. La sua posizione sembrava quindi offrire una base importante in vista delle elezioni di dicembre. L’ingresso in scena di Galliani ha però modificato il quadro, offrendo alle società che chiedono un cambiamento un’alternativa concreta, con un profilo conosciuto e autorevole nel mondo del calcio. L’ex amministratore delegato del Milan può mettere sul tavolo decenni di esperienza dirigenziale, una conoscenza approfondita delle dinamiche federali e rapporti consolidati con il mondo politico. Proprio quest’ultimo elemento viene considerato importante da alcuni suoi sostenitori, convinti che il calcio italiano abbia bisogno di una figura capace di favorire il confronto con le istituzioni per affrontare il tema delle riforme.
La posizione di Malagò, tuttavia, non è priva di argomenti. I suoi sostenitori ritengono che l’ex presidente del CONI debba avere il tempo necessario per portare avanti il proprio programma, ricordando il sostegno ricevuto al momento dell’elezione e i risultati ottenuti dalle Nazionali negli ultimi mesi. Vengono inoltre richiamate le attività avviate sul fronte delle partnership e del rinnovamento federale. Lo stesso Malagò, ieri, ha manifestato fiducia sull’esito del confronto, dichiarando: “Ero e sono molto positivo, sono ottimista”. Resta però il fatto che la sua conferma non dipenderà soltanto dal bilancio del lavoro svolto, ma anche dalla capacità di conservare gli appoggi delle diverse componenti del calcio italiano. La candidatura di Galliani ha dimostrato che il consenso precedente non può essere considerato acquisito e che anche società fino a poco tempo fa favorevoli a Malagò stanno valutando una soluzione diversa.
Galliani ha già preparato la candidatura: possibile anche una strada alternativa alla Serie A
A confermare la concretezza dell’operazione Galliani è arrivata anche una decisione formale. Lunedì 26 ottobre l’ex dirigente del Milan e del Monza ha completato il proprio tesseramento come dirigente accompagnatore dell’Enotria 1908, storica società dilettantistica milanese. Si tratta di un passaggio necessario per soddisfare i requisiti previsti per la candidatura alla presidenza federale. Galliani, dunque, non si è limitato a manifestare una disponibilità, ma ha già compiuto un atto concreto in vista delle elezioni. La sua prima opzione resta quella di ottenere il sostegno della Lega Serie A, ma non è esclusa una strada alternativa. Secondo quanto riferito dall’ANSA, potrebbe infatti cercare l’appoggio della Lega Nazionale Dilettanti guidata da Giancarlo Abete, sconfitto proprio da Malagò nell’elezione dello scorso giugno. Una possibilità che rende ancora più articolato il confronto, perché l’eventuale mancata designazione da parte della Serie A non comporterebbe necessariamente l’uscita di Galliani dalla corsa alla presidenza della FIGC. Le altre componenti federali, intanto, osservano l’evoluzione della situazione senza aver ancora assunto una posizione definitiva.
Venerdì un nuovo confronto? Le prossime ore saranno decisive
Dopo la riunione interlocutoria di ieri, i contatti tra i dirigenti delle società proseguono alla ricerca di un’intesa. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, venerdì 30 ottobre potrebbe esserci un nuovo confronto per verificare la possibilità di raggiungere gli undici appoggi necessari all’indicazione di un candidato condiviso dalla Serie A. La scadenza del 4 novembre rende inevitabile un’accelerazione delle trattative, ma non garantisce che la spaccatura possa essere ricomposta facilmente. Il principale interrogativo riguarda le società ancora indecise, chiamate a scegliere tra la continuità rappresentata da Malagò e la proposta di cambiamento incarnata da Galliani. Per l’attuale commissario federale, il rischio concreto è quello di perdere una parte del sostegno che aveva accompagnato la sua elezione, mentre Galliani deve trasformare le disponibilità manifestate in adesioni effettive. In questo scenario, la conferma di Malagò è tutt’altro che scontata: la Serie A non ha più un orientamento unitario e Galliani dispone di una base di consenso sufficientemente ampia da rendere il confronto reale. La decisione finale, però, resta ancora tutta da scrivere.


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