FIGC, le ultime novità sulle elezioni: Malagò trova le 11 firme, Galliani riceve l’appoggio di calciatori e allenatori. I prossimi passaggi

Dopo le tensioni degli ultimi giorni, Malagò raggiunge il sostegno necessario in Serie A, ma calciatori e allenatori ufficializzano l'appoggio a Galliani. Inter e Atalanta non arretrano, mentre diventano decisivi i voti di Serie B, Lega Pro e Dilettanti. Ecco cosa è cambiato rispetto ai giorni scorsi

La corsa alla presidenza della FIGC ha vissuto nelle ultime ore una svolta importante. Se nei giorni scorsi il principale interrogativo riguardava la possibilità che Giovanni Malagò riuscisse a conservare il sostegno della maggioranza della Serie A, adesso il quadro è più chiaro: l’attuale commissario federale ha raggiunto, secondo le ultime ricostruzioni, le 11 adesioni necessarie per sostenere la propria candidatura. Ma il dato politicamente più interessante è un altro: Adriano Galliani non si è affatto ritirato dalla corsa. Anzi, l’ex amministratore delegato del Milan ha ottenuto l’appoggio ufficiale dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC) e dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC), che hanno annunciato di aver completato la raccolta delle firme necessarie alla sua candidatura. Si delinea così una sfida tra due figure di primo piano del calcio italiano, con una Federazione profondamente divisa e gli equilibri ancora tutti da definire in vista delle elezioni del 14 dicembre.

Malagò raggiunge le 11 firme: la Serie A resta divisa

Rispetto alla situazione raccontata nei giorni scorsi, la novità principale riguarda proprio Malagò. Dopo le difficoltà emerse nella riunione informale di martedì 27 ottobre, l’ex presidente del CONI è riuscito a consolidare il fronte favorevole alla sua permanenza alla guida della Federazione. Sono 11 le società di Serie A che hanno assicurato il proprio sostegno, raggiungendo così la soglia necessaria per la presentazione della candidatura attraverso la Lega. Una maggioranza risicata, soprattutto considerando che soltanto pochi mesi fa Malagò poteva contare su un consenso molto più ampio. Tra i club favorevoli alla sua conferma figurano Roma, Napoli, Bologna, Torino, Lecce, Monza, Frosinone, Genoa, Udinese e Fiorentina. Malagò avrebbe quindi superato il primo ostacolo, ma senza ricomporre la frattura interna alla Serie A. I club che sostengono Galliani, a cominciare da Inter e Atalanta, continuano infatti a portare avanti una linea alternativa.

Galliani ottiene l’appoggio di calciatori e allenatori: la candidatura prende forma

La notizia più rilevante è che AIC e AIAC hanno ufficializzato il sostegno ad Adriano Galliani. Le due associazioni hanno comunicato di aver completato la raccolta delle sottoscrizioni necessarie, aprendo concretamente all’ex dirigente rossonero la possibilità di partecipare alle elezioni anche senza essere indicato dalla maggioranza dei club di Serie A. Si tratta di un passaggio fondamentale perché modifica il significato stesso del confronto: Malagò ha conquistato il sostegno necessario nella massima serie, ma questo non gli garantisce di essere l’unico candidato alla presidenza federale. Nel comunicato diffuso dalle due associazioni si sottolinea il valore dell’esperienza maturata da Galliani e la necessità di affrontare le riforme del calcio italiano. Una scelta particolarmente significativa anche perché, nei mesi precedenti, calciatori e allenatori avevano sostenuto proprio Malagò. Il loro orientamento conferma quanto siano cambiati i rapporti tra le diverse componenti federali e quanto l’ingresso in scena di Galliani abbia rimesso in discussione gli equilibri costruiti nei mesi scorsi.

Inter e Atalanta insistono su Galliani, ma adesso contano le altre Leghe

La posizione dell’Inter di Giuseppe Marotta e dell’Atalanta di Luca Percassi rimane uno degli elementi centrali della vicenda. Entrambi i dirigenti, che avevano avuto un ruolo importante nella precedente affermazione di Malagò, sono oggi tra i principali sostenitori dell’ipotesi Galliani. Anche il Milan figura nel fronte favorevole all’ex amministratore delegato rossonero. Il tentativo di modificare gli equilibri all’interno della Serie A non ha però prodotto la maggioranza necessaria per indicare Galliani come candidato della Lega. Da qui l’importanza della strada alternativa rappresentata dalle associazioni di calciatori e allenatori, che consente di mantenere aperta la competizione. Il punto decisivo, adesso, non è più soltanto capire da quale parte si schierino i venti club della massima serie, ma soprattutto quale orientamento assumeranno la Serie B, la Lega Pro e la Lega Nazionale Dilettanti. Le tre componenti rappresentano complessivamente il 52% del peso elettorale federale, suddiviso tra il 34% dei Dilettanti, il 12% della Lega Pro e il 6% della Serie B. Un peso che rende fondamentale il confronto con i rispettivi vertici, a cominciare da Giancarlo Abete, presidente della LND, che aveva già sfidato Malagò nelle elezioni dello scorso giugno.

Il 52% dei voti può cambiare gli equilibri: si apre la partita delle alleanze

Il nuovo scenario rende più complessa la partita per la presidenza federale. Le adesioni raccolte nella Serie A e il sostegno ufficializzato dalle componenti tecniche consentono ai due aspiranti presidenti di preparare la propria candidatura, ma non determinano automaticamente il risultato dell’assemblea elettiva. Sarà infatti necessario conquistare i voti delle diverse componenti della Federazione, all’interno di un sistema nel quale le Leghe professionistiche, i Dilettanti, i calciatori e gli allenatori hanno pesi differenti. In questo contesto assumono particolare importanza le posizioni di Giancarlo Abete per la LND, Matteo Marani per la Lega Pro e Paolo Bedin per la Serie B. Le tre Leghe potrebbero orientare in maniera significativa il confronto, mentre resta da capire se emergerà un’intesa comune oppure se ciascuna componente sceglierà autonomamente quale candidatura sostenere. Il confronto riguarda anche le prospettive di riforma del calcio italiano, con esigenze diverse tra le società della massima serie, le categorie professionistiche inferiori, i Dilettanti e le rappresentanze tecniche. Le prossime trattative serviranno quindi a capire quale progetto federale riuscirà a raccogliere un sostegno più ampio, al di là degli schieramenti già emersi.

Le prossime scadenze: candidature entro il 4 novembre, elezioni il 14 dicembre

Il calendario impone ora un’accelerazione. Il termine per la presentazione formale delle candidature è fissato al 4 novembre 2026, mentre l’assemblea elettiva della FIGC si terrà il 14 dicembre all’Hilton Rome Airport di Fiumicino. Prima di allora dovranno essere completati gli adempimenti previsti e verificata l’ammissibilità delle candidature. Le firme raccolte rappresentano dunque un passaggio essenziale, ma non equivalgono ancora alla conclusione dell’iter formale. Rispetto a quanto emergeva soltanto due giorni fa, quando Malagò appariva in difficoltà e Galliani cercava di costruire una maggioranza alternativa nella Serie A, il quadro è cambiato: il commissario federale avrebbe recuperato il sostegno necessario tra i club, mentre il suo sfidante ha trovato una strada autonoma per partecipare alle elezioni. La spaccatura resta, ma il confronto si sposta adesso dal numero delle adesioni nella massima serie alla costruzione delle alleanze tra tutte le componenti federali. Il 14 dicembre non si voterà soltanto per scegliere un presidente, ma anche per definire gli equilibri della prossima fase del calcio italiano.