Mancano soltanto 5.000 firme per raggiungere le 50.000 necessarie a presentare alla Camera una proposta di legge d’iniziativa popolare che consentirebbe anche alle donne single e alle coppie di donne di accedere alla procreazione medicalmente assistita (PMA) in Italia. Per raggiungere il traguardo, l’Associazione Luca Coscioni promuove una mobilitazione nazionale dal 21 al 31 ottobre 2026, con il coinvolgimento di attivisti e associazioni anche in Calabria. L’iniziativa punta a modificare l’articolo 5 della legge 40 del 2004, che attualmente riserva l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita alle coppie eterosessuali coniugate o conviventi, nel rispetto degli altri requisiti previsti dalla normativa. Una limitazione che, secondo i promotori della campagna, discrimina le donne in base alla loro condizione familiare e le costringe in molti casi a rivolgersi a strutture estere per realizzare il proprio progetto di genitorialità. La raccolta firme entra così nella fase decisiva, con dieci giorni di iniziative sul territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare un intervento legislativo.
La proposta di legge per modificare la legge 40 sulla fecondazione assistita
Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di ampliare l’accesso alla procreazione medicalmente assistita, superando il divieto previsto dall’attuale articolo 5 della legge 40/2004 per le donne che non fanno parte di una coppia eterosessuale. La proposta promossa dall’Associazione Luca Coscioni intende consentire anche alle donne single e alle coppie femminili di ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita in Italia, senza dover necessariamente affrontare un percorso all’estero. Secondo l’associazione, l’attuale normativa rappresenta un ostacolo legato allo stato civile o all’orientamento affettivo delle persone e determina una disparità di accesso ai trattamenti. La campagna richiama inoltre il ruolo del Parlamento, al quale spetta l’eventuale modifica della legislazione vigente. Il raggiungimento delle 50.000 sottoscrizioni consentirebbe di procedere con il deposito della proposta di legge d’iniziativa popolare alla Camera, aprendo la strada al successivo percorso parlamentare, senza che la raccolta delle firme comporti automaticamente l’approvazione della riforma.
L’appello dell’Associazione Luca Coscioni: “Non è accettabile dover andare all’estero”
A spiegare le ragioni della mobilitazione sono Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna “PMA per tutte”, che sottolineano la necessità di superare le attuali limitazioni e chiedono alle istituzioni di intervenire sul piano legislativo.
“Oggi in Italia il desiderio di avere un figlio continua a essere condizionato dallo stato civile o dall’orientamento affettivo delle persone. È una discriminazione che costringe ogni anno molte donne ad andare all’estero per accedere alla PMA, e in altri casi a rinunciare”, dichiarano Gallo e Re. “Siamo vicini al traguardo delle 50.000 firme necessarie al deposito della proposta di legge in Parlamento. La Corte costituzionale ha chiarito che non esiste alcun ostacolo costituzionale all’eliminazione di questo divieto e che spetta al Parlamento intervenire. Con questa campagna chiediamo dunque alla politica di fare la propria parte: non è accettabile che donne single e coppie di donne siano ancora costrette a spostarsi all’estero per realizzare un progetto di famiglia che potrebbe essere legittimamente realizzato anche nel nostro Paese”.
Raccolta firme anche in Calabria: come sostenere la proposta online
La mobilitazione coinvolgerà anche il territorio calabrese, dove attivisti e associazioni parteciperanno alla campagna nazionale per il raggiungimento delle sottoscrizioni mancanti. Le iniziative si svolgeranno dal 21 al 31 ottobre, attraverso banchetti territoriali ed eventi dal vivo dedicati alla raccolta delle firme e all’informazione sui contenuti della proposta di legge. Chi desidera aderire potrà inoltre sottoscrivere l’iniziativa senza recarsi fisicamente ai banchetti, utilizzando gli strumenti di identificazione digitale. È infatti possibile firmare online tramite SPID o Carta d’identità elettronica (CIE), attraverso il sito ufficiale dell’Associazione Luca Coscioni o la piattaforma ministeriale dedicata alle iniziative popolari. L’obiettivo della campagna è raggiungere quota 50.000 firme e portare all’attenzione della Camera una proposta di modifica della normativa sulla fecondazione assistita, aprendo un confronto parlamentare sull’accesso alle tecniche di PMA per le donne single e le coppie di donne.


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