ENOV–ATAM, “12 anni di servizio e mesi senza risposte”. La furia dei Falchi dello Stretto: “il metodo non può essere il silenzio, il Comune ci ascolti”

L'associazione "I Falchi dello Stretto" denuncia il mancato confronto istituzionale dopo l'interruzione del servizio dello scorso 29 giugno. Il presidente Salvatore D'Amico si rivolge al Vicesindaco: "Servono una risposta scritta e una data per incontrarsi"

Dodici anni di servizio presso ATAM, poi l’interruzione delle attività il 29 giugno scorso e mesi di richieste di chiarimenti rimaste, secondo l’associazione, senza risposta. È quanto denuncia ENOV – “I Falchi dello Stretto” O.d.V., che torna a sollecitare un confronto istituzionale sulla propria vicenda e sulle conseguenze che la cessazione del servizio ha comportato per l’Ente e per le persone coinvolte. L’associazione riferisce di aver inviato comunicazioni e solleciti a partire dal mese di luglio, senza riuscire a ottenere l’incontro richiesto. Alle istanze presentate da ENOV si sono aggiunti anche gli interventi della CGIL, ma la situazione, secondo quanto denunciato, non avrebbe ancora trovato uno sbocco. Le richieste sono state indirizzate anche al Sindaco di Reggio Calabria, in relazione al suo ruolo di Presidente dell’Assemblea dei soci ATAM. Adesso l’associazione si rivolge direttamente al Vicesindaco, chiedendo un intervento che possa favorire l’apertura di un confronto con le istituzioni e le rappresentanze sindacali.

La denuncia del presidente D’Amico: “Non chiediamo favori, chiediamo risposte”

A ricostruire la situazione è il presidente nazionale ENOV, Salvatore D’Amico, che sottolinea come, nonostante i ripetuti tentativi di interlocuzione, l’associazione sia ancora in attesa di una risposta nel merito delle questioni sollevate. “Da luglio abbiamo scritto, sollecitato e atteso. Alle nostre comunicazioni si sono aggiunti gli interventi della CGIL. Eppure continuiamo ad aspettare un incontro e una risposta nel merito”, dichiara D’Amico. Il presidente ribadisce che l’obiettivo non è ottenere trattamenti di favore, ma conoscere la posizione delle istituzioni rispetto alle richieste avanzate e documentate dall’associazione. “Non chiediamo favori. Chiediamo risposte su fatti precisi e richieste documentate. Se le nostre ragioni non sono condivise, ci venga spiegato perché. Se un incontro non si vuole concedere, lo si dica chiaramente. Lasciare tutto senza riscontro non risolve nulla e rende ancora più pesante una situazione già difficile”. ENOV ritiene che i dodici anni di attività svolta presso ATAM e le conseguenze della sua interruzione meritino un’attenta valutazione da parte dell’Amministrazione comunale, nell’ambito delle competenze istituzionali che le spettano.

L’appello al Comune e le conseguenze per le persone coinvolte

La vicenda, secondo l’associazione, non riguarda soltanto gli aspetti amministrativi e le comunicazioni formali, ma coinvolge direttamente persone e famiglie che hanno contribuito per anni alle attività dell’Ente. Per questo motivo ENOV insiste sulla necessità di ottenere una presa di posizione chiara, indipendentemente dal fatto che la risposta alle istanze possa essere positiva o negativa. “Dietro le PEC ci sono persone, famiglie e anni di impegno. La correttezza istituzionale si misura anche nella capacità di ascoltare chi porta un problema scomodo. Una risposta può essere favorevole o contraria: deve però esserci un’assunzione chiara di posizione. Non è accettabile che, per ottenere ascolto, un’associazione debba continuare a inseguire le istituzioni per mesi”. Le richieste di confronto sono state rivolte al Sindaco anche nella sua veste di Presidente dell’Assemblea dei soci ATAM, affinché venga esaminata la situazione determinatasi dopo l’interruzione del servizio dello scorso 29 giugno. L’associazione ribadisce quindi la necessità di un’interlocuzione istituzionale che consenta di affrontare le questioni sollevate e di chiarire le rispettive posizioni.

ENOV si rivolge al Vicesindaco: “Servono una risposta scritta e una data per incontrarsi”

Di fronte al protrarsi dell’attesa, ENOV rivolge adesso un appello al Vicesindaco di Reggio Calabria, richiamandone la sensibilità giuridica e istituzionale e chiedendo che favorisca l’esame delle istanze presentate. L’obiettivo è arrivare a un incontro con la Presidenza dell’Ente e le rappresentanze sindacali, così da affrontare direttamente le questioni rimaste aperte. “Chiediamo al Vicesindaco di contribuire a sbloccare questa attesa. Non servono rassicurazioni generiche: servono una risposta scritta e una data per incontrarsi. Il tempo trascorso non cancella le domande che abbiamo posto”, afferma D’Amico. L’associazione conferma la propria disponibilità al dialogo, ma precisa anche di riservarsi la possibilità di tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti. Una posizione che il presidente nazionale ribadisce nelle conclusioni del suo intervento: “Continueremo a esporre i fatti con fermezza e rispetto. Il rispetto delle istituzioni, però, non ci impone di tacere quando le nostre richieste restano senza risposta”. La richiesta resta dunque quella di ottenere un riscontro formale e l’indicazione di una data per avviare il confronto istituzionale sulla vicenda.