La transizione energetica può diventare per la Calabria una vera politica industriale capace di produrre competitività, risparmio e sviluppo. È questo il messaggio rilanciato da Vincenzo D’Agostino, amministratore delegato di Omnia Energia Spa, che invita a guardare alle esperienze messe in campo in altre regioni italiane per costruire anche in Calabria una strategia più ampia, riconoscibile e coordinata. L’obiettivo non è limitarsi all’installazione di nuovi impianti, ma integrare fotovoltaico, accumuli, edifici efficienti, comunità energetiche, reti intelligenti e sistemi digitali, trasformando l’energia da semplice costo da subire a infrastruttura da governare.
“In diverse regioni italiane la transizione energetica sta uscendo dal linguaggio degli obiettivi per diventare strumento concreto di competitività. Fotovoltaico per le imprese, accumuli, edifici pubblici più efficienti E patrimonio residenziale da riqualificare: non misure isolate, ma tasselli di una stessa politica industriale. La Calabria, che per condizioni naturali e posizione mediterranea può giocare una partita ancora più forte, ha oggi l’occasione di rafforzare questa direzione e trasformare l’energia in leva stabile di sviluppo, risparmio e attrazione”.
Guardare ai modelli che funzionano e adattarli alla Calabria
D’Agostino invita a osservare con attenzione gli strumenti già attivati da altre Regioni, senza replicarli in maniera automatica ma utilizzandoli come riferimento per costruire una politica energetica coerente con le caratteristiche del territorio calabrese. “leggere con attenzione le misure messe in campo da altre regioni e a costruire anche in Calabria un pacchetto ancora più riconoscibile, accessibile e coordinato. Non si tratta – dice – di copiare meccanicamente, ma di emulare il metodo: sostenere imprese, enti pubblici, comunità energetiche e patrimoni energivori con strumenti capaci di produrre risparmio, riduzione delle emissioni e nuova competitività”.
Il punto, nella visione dell’amministratore delegato di Omnia Energia, è costruire un sistema capace di mettere in relazione investimenti pubblici e privati, innovazione tecnologica e capacità di attrarre nuove opportunità. Una strategia che deve coinvolgere imprese, enti locali, edifici pubblici e patrimonio residenziale, superando la logica degli interventi isolati e puntando invece su un disegno complessivo.
Marche, Lazio e Abruzzo come modelli da osservare
D’Agostino cita alcune esperienze regionali che possono offrire spunti utili. “Le Marche stanno lavorando su comunità energetiche, rinnovabili e infrastrutture di ricarica integrate con produzione da fonte pulita; il Lazio ha messo in campo un avviso da 20 milioni per l’autoproduzione energetica delle imprese con fotovoltaico e accumuli; l’Abruzzo ha avviato interventi sulla riqualificazione energetica degli edifici sanitari e del patrimonio residenziale pubblico. Sono misure diverse per destinatari e stato di avanzamento, ma indicano tutte una stessa traiettoria: l’energia non è più soltanto costo da subire, ma infrastruttura da governare”.
Le esperienze richiamate mostrano come la transizione possa essere utilizzata in maniera diversa a seconda dei territori e dei destinatari, ma all’interno di una visione comune: ridurre i costi, aumentare l’autonomia energetica e trasformare gli investimenti in un fattore di competitività per imprese e pubbliche amministrazioni.
FEERI, una base da rafforzare
Anche la Calabria ha già avviato strumenti dedicati al tema, a partire dal FEERI – Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese. “Anche la Calabria ha avviato di recente strumenti utili, a partire dal FEERI – Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese, destinato a sostenere investimenti per efficienza energetica e produzione da fonti rinnovabili attraverso finanziamenti agevolati e contributi in conto capitale. È una base importante da valorizzare e rafforzare dentro una strategia più ampia ma non basta, soprattutto se si pensa al contesto naturale e straordinario, in Italia e in Europa, di cui gode la nostra Regione”.
Per Omnia Energia, quindi, il FEERI rappresenta un punto di partenza importante ma non sufficiente. La Calabria dispone infatti di condizioni naturali e climatiche particolarmente favorevoli e, proprio per questo, potrebbe costruire una strategia più ambiziosa, capace di trasformare questo vantaggio in maggiore competitività e valore economico sul territorio.
Non solo impianti: servono accumuli, smart grid e Intelligenza Artificiale
Uno dei passaggi centrali della proposta riguarda il superamento di una visione basata esclusivamente sulla quantità di impianti installati. “La transizione – sottolinea D’Agostino – non si misura solo nel numero di impianti installati. Il vero salto di qualità passa dalla capacità di produrre, accumulare e consumare meglio. Fotovoltaico, comunità energetiche, smart grid, sistemi di accumulo, building automation e Intelligenza Artificiale devono lavorare insieme. È la logica che Omnia porta avanti con Omnia Genius, il sistema che integra tecnologia e controllo intelligente dei consumi per trasformare l’energia da spesa rigida a variabile governabile”.
La prospettiva è quindi quella di integrare produzione, accumulo e consumo attraverso strumenti digitali e sistemi di gestione intelligente. In questa logica, l’energia diventa un elemento da monitorare e ottimizzare in tempo reale, con effetti diretti sui costi, sull’efficienza e sulla sostenibilità delle attività produttive e degli edifici.
La sfida: trattenere sul territorio il valore dell’energia
Per D’Agostino, la questione decisiva è trasformare il vantaggio naturale della Calabria in un vantaggio economico concreto. “La Calabria – conclude l’Amministratore delegato di Omnia Energia – non parte da zero. Ma deve fare in modo che questo vantaggio non resti solo naturale, ma diventi economico. Guardare ai modelli regionali che stanno funzionando significa accelerare, semplificare e costruire una politica energetica capace di trattenere valore sul territorio. Produrre energia è importante. Governarla, usarla meglio e farla diventare sviluppo è la vera sfida”.
Il messaggio finale è quindi quello di una Calabria che non si limiti a produrre energia, ma impari a gestirla meglio, integrarla con l’innovazione e utilizzarla come leva per lo sviluppo. Una strategia che, secondo Omnia Energia, può rafforzare la competitività delle imprese, ridurre i costi, attrarre investimenti e trattenere sul territorio una quota maggiore del valore generato dalla transizione energetica.


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