Elly Schlein è pronta a candidarsi alla presidenza del Consiglio e a guidare il centrosinistra nella sfida elettorale contro Giorgia Meloni. L’annuncio arriva dal palco dell’assemblea nazionale del Partito Democratico, intitolata “Unità – Per cambiare l’Italia”, in corso alla Nuvola, il centro congressi dell’Eur a Roma. Davanti ai delegati dem, la segretaria rivendica il percorso politico del partito, attacca duramente l’esecutivo e chiude la porta a future alleanze di governo basate sulle larghe intese. “Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza le primarie”, dichiara Schlein tra gli applausi dell’assemblea, rendendo esplicita la propria disponibilità a guidare la coalizione progressista nella corsa a Palazzo Chigi. Un passaggio politico accompagnato da un messaggio rivolto anche a chi, all’interno del centrosinistra, potrebbe preferire soluzioni diverse: “a chi tifa pareggio e pensa a un leader più disponibile alle larghe intese noi diciamo: mai più larghe intese, siamo qua per vincere con la nostra alleanza progressista”.
L’attacco a Giorgia Meloni: “un governo longevo e inconcludente”
Nel suo intervento, la leader democratica dedica ampio spazio alla situazione economica e sociale del Paese, accusando il governo di non aver dato risposte concrete alle difficoltà di lavoratori, studenti e famiglie. Schlein richiama le manifestazioni di piazza e sostiene che l’esecutivo non abbia realizzato riforme capaci di migliorare realmente le condizioni di vita degli italiani. “Le piazze chiedono alla politica di assumersi la responsabilità di scelte concrete a chi studia, lavora e produce. Il governo più longevo e inconcludente li sta ignorando. Meloni non è riuscita a fare una ‘riforma’ che cambiasse in meglio e in concreto la vita degli italiani, che oggi sono in piazza più poveri e più incazzati di ieri”, afferma il segretaria del Pd.
Schlein invita quindi il partito a non lasciarsi condizionare dalle critiche degli avversari e a proseguire sulla linea politica intrapresa, sostenendo che gli attacchi siano legati alla volontà dei democratici di mettere in discussione privilegi e assetti consolidati. “Non preoccupatevi se ci danno addosso, hanno capito che facciamo sul serio”, dichiara, aggiungendo che chi non vuole cambiamenti nel Paese e non intende rinunciare ai propri privilegi avrebbe motivo di temere l’azione politica del Pd. La segretaria esorta inoltre i delegati a non farsi intimidire in vista delle prossime elezioni, rivendicando i risultati ottenuti finora.
Il Pd verso le elezioni, sul tavolo anche la proroga del mandato di Schlein
L’assemblea nazionale rappresenta anche un passaggio organizzativo per il Partito Democratico. I 960 delegati sono infatti chiamati a modificare l’articolo 8 dello Statuto, con l’obiettivo di consentire alla segretaria di restare alla guida del partito almeno fino alle prossime elezioni politiche. Il mandato di Schlein scadrebbe formalmente il 12 marzo 2027 e la modifica punta a evitare una sovrapposizione tra il congresso del Pd e la campagna elettorale. Una scelta che consentirebbe al partito di affrontare il prossimo appuntamento con le urne senza aprire contemporaneamente una competizione interna per la leadership. Tra l’attacco al governo Meloni, la disponibilità alla candidatura a premier e il rifiuto delle larghe intese, Schlein indica dunque la direzione politica che intende seguire: costruire un’alternativa di governo attraverso l’alleanza progressista, puntando alla vittoria elettorale.


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