Congresso Lega, nasce la segreteria politica. Romeo: “la gente non ci vota più, serve una guida collegiale”

Approvata per acclamazione la modifica dello statuto che prevede una segreteria politica fino a nove membri nominati da Salvini. Il capogruppo al Senato chiede una guida più collegiale, respinge le ipotesi di scissione e ribadisce: "resterò sempre leghista"

La Lega cambia il proprio statuto e introduce una nuova segreteria politica, mentre dal palco del congresso straordinario arriva il duro intervento di Massimiliano Romeo, che richiama il partito alla necessità di recuperare il consenso degli elettori e chiede una gestione più collegiale. Il capogruppo al Senato respinge però qualsiasi ipotesi di abbandono o scissione, ribadendo la propria appartenenza al Carroccio. La modifica statutaria è stata approvata per acclamazione e alzata di mano durante il congresso straordinario della Lega, in programma a Milano il 24 e 25 ottobre. La novità principale riguarda l’istituzione di un organismo politico che affiancherà il segretario federale nella gestione e nell’indirizzo del partito.

Lega, approvata la nuova segreteria politica: fino a nove membri

L’emendamento approvato introduce nello statuto della Lega una segreteria politica composta dal segretario federale e da un massimo di nove membri, che potranno essere nominati e revocati direttamente dal segretario stesso. La composizione del nuovo organismo dovrà garantire un’adeguata rappresentanza dei diversi livelli del movimento, da quello nazionale a quelli regionale e locale, con l’obiettivo di coinvolgere le differenti articolazioni territoriali del partito. La modifica rientra in un pacchetto di tre emendamenti allo statuto, predisposti dalla commissione competente e illustrati durante i lavori congressuali dal ministro leghista Roberto Calderoli. La nuova segreteria politica avrà funzioni di supporto e collaborazione con il segretario federale nell’attuazione della linea politica definita dagli organi del partito.

Romeo: “il problema non è dentro la Lega, è la gente fuori che non ci vota più”

Nel corso del congresso è intervenuto anche Massimiliano Romeo, segretario della Lega lombarda e capogruppo del partito al Senato, che ha replicato con forza alle critiche rivolte alle sue posizioni sul futuro del movimento. Dal palco, Romeo ha spostato l’attenzione dalle questioni interne al rapporto con gli elettori, indicando nella perdita di consenso il problema politico da affrontare. “Il problema non è dentro la Lega ma è la gente fuori che non ci vota più. Questo è il problema”, ha dichiarato. Romeo ha quindi rilanciato la proposta di affiancare al segretario una squadra più ampia, coinvolgendo anche amministratori che hanno ottenuto risultati significativi nei rispettivi territori. “Allora accanto al segretario perché non può esserci un gruppo di governatori che hanno un appeal particolare essendo primi nelle graduatorie?”, ha domandato il capogruppo leghista.

“Vogliamo aiutare Salvini, non è una questione personale”

Nel suo intervento, Romeo ha respinto l’interpretazione secondo cui le richieste di una maggiore collegialità nella gestione della Lega sarebbero legate a contrasti personali. Il parlamentare ha spiegato che le proposte avanzate mirano, nelle sue intenzioni, a rafforzare il partito e a sostenere il lavoro di Matteo Salvini, attraverso un maggiore coinvolgimento delle diverse componenti. “Qualcuno ha pensato che fosse una questione personale no signore, è una questione politica e così abbiamo cercato di dare suggerimenti e per dare una mano a Matteo Salvini e alla Lega. Cosa c’è di così rivoluzionario nel chiedere una guida più collegiale e allargare a una squadra?”, ha affermato Romeo. La richiesta di una guida più collegiale rappresenta dunque il punto centrale del suo intervento, in una fase in cui il partito sta ridefinendo alcuni aspetti della propria organizzazione interna.

Romeo esclude scissioni: “non ho mai pensato di lasciare la Lega”

Il passaggio più netto del discorso di Romeo è arrivato quando il capogruppo al Senato ha affrontato il tema della propria permanenza nel partito, escludendo categoricamente la possibilità di aderire ad altre formazioni politiche o di promuovere scissioni. “Io non ho mai pensato di lasciare la Lega, mai pensato a scissioni, mai pensato ad altri partiti, non faccio parte assolutamente di coloro che cercano a tutti i costi una posizione. Io sono della Lega, sono nato nella Lega, non ho mai cambiato partito, non ho mai cambiato casacca e resterò sempre nella Lega”, ha dichiarato. Romeo ha ribadito la propria scelta anche nell’eventualità di ritrovarsi in una posizione minoritaria all’interno del movimento o di essere destinatario di eventuali provvedimenti. “Anche se dovesse esserci una posizione minoritaria per me o ci dovessero essere dei provvedimenti nei miei confronti, io resto, sono e resterò sempre leghista”, ha aggiunto.