Primo via libera dal Parlamento europeo agli aiuti per i territori colpiti dal ciclone Harry dello scorso gennaio. Dopo il via libera della Commissione REGI, anche la Commissione Bilanci (BUDG) ha approvato all’unanimità la proposta di mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea, che prevede 74.884.983 euro complessivi per l’Italia, a seguito della richiesta presentata dal Governo Meloni per i danni provocati dalla violenta ondata di maltempo che ha interessato Calabria, Sicilia e Sardegna.
A darne notizia è l’europarlamentare calabrese di Fratelli d’Italia e del gruppo ECR, Denis Nesci: “è un primo risultato concreto per la Calabria e per gli altri territori duramente colpiti dal ciclone Harry. Parliamo di risorse europee che potranno contribuire al ripristino delle infrastrutture danneggiate e dei servizi essenziali. La richiesta avanzata dal Governo italiano ha trovato oggi un primo importante riscontro in sede parlamentare europea”, dichiara Nesci.
Il finanziamento potrà contribuire agli interventi sulle reti idriche, energetiche e di telecomunicazione
Il finanziamento potrà contribuire agli interventi sulle reti idriche, energetiche e di telecomunicazione, sulle infrastrutture di trasporto e sui servizi sanitari e scolastici. Tra le spese ammissibili rientrano anche le operazioni di soccorso, gli alloggi temporanei, la pulizia delle aree colpite, la messa in sicurezza delle infrastrutture di prevenzione e gli interventi a tutela del patrimonio culturale: “in Calabria conosciamo bene le conseguenze che eventi meteorologici di questa portata possono avere sui territori, per questo è importante che la solidarietà europea si traduca in strumenti finanziari a disposizione delle istituzioni chiamate a intervenire. Il nostro impegno è continuare a seguire l’iter affinché si arrivi al via libera definitivo”, aggiunge l’eurodeputato.
Il prossimo passaggio è previsto nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, dove il testo sarà sottoposto al voto dell’Aula la prossima settimana: “la Calabria ha bisogno di risposte concrete, soprattutto quando si tratta di ripristinare infrastrutture, garantire servizi e sostenere la ripresa dei territori colpiti. Il voto unanime di oggi rappresenta un primo passo in questa direzione grazie ad una filiera che parte da Roma e arriva fino a Bruxelles”, conclude Nesci.


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