Cateno De Luca rompe gli indugi e racconta le ragioni della sua scelta politica: l’accordo con Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni, il futuro di Sud chiama Nord, le ambizioni per le prossime elezioni e la sfida per la presidenza della Regione Siciliana. Lo fa in una lunga intervista rilasciata ad Antonio Rossitto, pubblicata oggi, lunedì 12 ottobre, sul quotidiano “La Verità”, nella quale il sindaco di Taormina ripercorre la propria carriera amministrativa e politica, alternando annunci, polemiche e provocazioni. Il titolo scelto dal giornale sintetizza il passaggio politico più importante: “tutti mi volevano, ho scelto Giorgia”. De Luca rivendica la decisione di schierarsi con il centrodestra dopo un periodo di interlocuzioni anche con il centrosinistra, affermando di voler portare in Parlamento una rappresentanza delle realtà territoriali e delle amministrazioni locali. Un’operazione che, nelle intenzioni del leader siciliano, punta a rafforzare il peso politico di Sud chiama Nord e a consolidare il rapporto con la coalizione guidata dalla presidente del Consiglio.
L’accordo con Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia: la scelta di Cateno De Luca
Il punto di partenza dell’intervista è l’accordo elettorale raggiunto tra Sud chiama Nord e Fratelli d’Italia. De Luca conferma la volontà di correre al fianco del centrodestra, presentando il suo movimento come uno strumento per rafforzare la rappresentanza dei territori nelle istituzioni nazionali. L’obiettivo dichiarato è superare una visione della politica concentrata esclusivamente a Roma, attribuendo maggiore centralità ai Comuni e agli amministratori locali. De Luca sostiene che il governo debba modificare il rapporto con gli enti territoriali, evitando di considerare le amministrazioni comunali soltanto come soggetti dai quali reperire risorse. Il progetto politico prevede la costruzione di una rappresentanza parlamentare composta da amministratori capaci di portare nelle istituzioni nazionali le esigenze delle comunità. Nell’intervista De Luca parla di un gruppo di parlamentari che dovrebbero svolgere il ruolo di riferimento per i territori di provenienza. Il leader di Sud chiama Nord indica inoltre un obiettivo elettorale preciso: raggiungere il 3% dei consensi a livello nazionale, sostenendo che il contributo del suo movimento possa già risultare determinante per la coalizione di centrodestra.
“Il campo largo mi usava come amante clandestino”: l’attacco al centrosinistra
Tra i passaggi più significativi dell’intervista c’è la ricostruzione dei rapporti con le forze del centrosinistra. De Luca sostiene di essere stato corteggiato da diversi schieramenti, ma di aver trovato nel campo progressista un atteggiamento contraddittorio. È proprio in questo contesto che utilizza una delle espressioni più forti dell’intervista, affermando che il campo largo lo trattava come un amante clandestino, mentre il centrodestra avrebbe scelto di costruire con lui un rapporto politico alla luce del sole. De Luca rivendica anche una precedente fase di vicinanza politica a Matteo Renzi, ricordando la propria esperienza e le interlocuzioni avute negli anni con diversi protagonisti della politica nazionale. Il sindaco di Taormina non nasconde la propria insofferenza verso le tradizionali categorie ideologiche. Alla domanda sulla sua collocazione tra destra e sinistra, risponde di non attribuire importanza a questa distinzione, rivendicando un percorso politico costruito soprattutto attraverso l’esperienza amministrativa.
Sud chiama Nord punta a rafforzarsi in Parlamento: le dichiarazioni su Gallo e Messina
Nell’intervista De Luca affronta anche la composizione della futura rappresentanza parlamentare del suo movimento. Parlando del gruppo che intende consolidare alla Camera, cita Francesco Gallo, indicandolo come un parlamentare già eletto, e annuncia l’intenzione di aggiungere altri due deputati. Nel colloquio vengono affrontati anche i nomi di Manlio Messina e Luca Sbardella, quest’ultimo commissario regionale di Fratelli d’Italia nel Lazio, richiamati nel ragionamento sui possibili sviluppi degli assetti parlamentari. Sul calendario elettorale, De Luca indica come prospettiva quella di arrivare al voto entro la seconda settimana di maggio, auspicando un accorpamento delle elezioni amministrative con quelle politiche. Si tratta di una previsione espressa nell’intervista e non di una data ufficialmente stabilita.
La sfida in Sicilia: De Luca conferma la candidatura alla presidenza della Regione
Nonostante l’intesa nazionale con il centrodestra, Cateno De Luca conferma la propria opposizione al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. È uno dei passaggi politicamente più rilevanti del colloquio, perché evidenzia la distinzione che il leader di Sud chiama Nord intende mantenere tra le alleanze nazionali e la situazione politica siciliana. De Luca ribadisce la propria intenzione di candidarsi alla presidenza della Regione, indipendentemente dagli sviluppi delle interlocuzioni con il centrodestra. Sostiene inoltre che, per la coalizione, trovare un accordo strategico con lui sarebbe conveniente.
Riferendosi alle eventuali dimissioni di Schifani, il leader siciliano utilizza anche una delle sue consuete provocazioni, dichiarandosi pronto ad accendere dieci ceri quando il governatore lascerà l’incarico. Nel ripercorrere il risultato delle elezioni regionali del 2022, rivendica inoltre il 25% dei voti ottenuto dalla propria candidatura, presentandolo come la dimostrazione della capacità del suo progetto politico di raccogliere consenso autonomamente.
L’affondo contro il campo largo e le parole su Ismaele La Vardera
La parte dell’intervista dedicata alla Sicilia contiene anche un attacco al centrosinistra e alle prospettive di costruzione di una coalizione alternativa al governo regionale. De Luca critica la gestione delle alleanze e considera controproducente l’atteggiamento delle forze progressiste, arrivando a prospettare il fallimento del progetto del campo largo. Nelcolloquio emerge anche il nome di Ismaele La Vardera, indicato tra i possibili protagonisti delle future competizioni politiche siciliane.
De Luca afferma di augurarsi una sua candidatura, ma accompagna questa posizione con un giudizio fortemente critico nei confronti dell’ex alleato politico, oggi impegnato in un percorso autonomo. Le sue valutazioni riguardano anche il rapporto tra La Vardera, il Movimento 5 Stelle e Giuseppe Conte. Secondo De Luca, le nuove operazioni politiche non sarebbero necessariamente in grado di spostare consensi in misura significativa. Rivendica invece per Sud chiama Nord una capacità di attrazione elettorale che ritiene superiore a quella di altre iniziative civiche.
Da Messina a Taormina, De Luca rivendica la sua esperienza da sindaco
Una parte importante dell’intervista è dedicata al percorso amministrativo del leader siciliano, che ricorda di aver guidato Fiumedinisi, Santa Teresa di Riva, Messina e Taormina, oltre all’esperienza maturata come deputato regionale. De Luca rivendica la capacità di amministrare Comuni differenti per dimensioni e caratteristiche, sostenendo che i risultati ottenuti rappresentino il principale fondamento della propria credibilità politica.
Il sindaco parla anche del soprannome Scateno, soffermandosi sul proprio stile comunicativo e sulle iniziative che, negli anni, hanno contribuito a costruire la sua immagine pubblica. Tra gli episodi ricordati figurano la protesta in mutande davanti all’Assemblea regionale siciliana nel 2007 e quella organizzata durante l’emergenza Covid per contestare le restrizioni agli spostamenti nello Stretto di Messina. De Luca torna inoltre sulle vicende giudiziarie che lo hanno riguardato, ricordando di aver affrontato 18 procedimenti conclusi, secondo quanto da lui dichiarato, con archiviazioni o assoluzioni.
Il turismo a Taormina e la battaglia contro i rifiuti abbandonati
L’intervista affronta anche alcune decisioni amministrative adottate a Taormina, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti e al decoro urbano. De Luca difende la scelta di imporre il conferimento dei rifiuti in orario notturno, spiegando che la presenza dei sacchetti davanti alle attività commerciali nelle ore serali rappresentava, a suo giudizio, un problema per l’immagine della città e per l’accoglienza turistica. Il sindaco richiama anche l’utilizzo di una particolare macchina aspiratrice destinata alla pulizia del territorio, citandola come esempio delle iniziative messe in campo dall’Amministrazione. Nella sua visione, la qualità dei servizi, il decoro e il rispetto delle regole rappresentano elementi fondamentali per una destinazione turistica internazionale come Taormina.
Il rapporto con Meloni e il messaggio finale: un accordo nazionale, ma autonomia in Sicilia
Nella conclusione dell’intervista, De Luca torna sul rapporto con Giorgia Meloni e sulla prospettiva politica del suo movimento. Pur manifestando apprezzamento per la presidente del Consiglio, rivendica la propria indipendenza nelle scelte che riguardano la Sicilia e conferma la volontà di proseguire il progetto politico regionale senza rinunciare alla propria autonomia. Il messaggio che emerge dal colloquio con Antonio Rossitto è quello di un leader che intende utilizzare l’accordo nazionale con Fratelli d’Italia per rafforzare Sud chiama Nord, mantenendo però aperta la partita per la guida della Regione Siciliana.
Da una parte l’intesa con Meloni per le prossime sfide elettorali nazionali, dall’altra la candidatura alla presidenza della Sicilia e la contrapposizione con Schifani: sono questi i due elementi che caratterizzano la strategia illustrata da Cateno De Luca nell’intervista pubblicata su La Verità. Una strategia che il leader siciliano presenta come il risultato della propria esperienza amministrativa e della volontà di costruire una rappresentanza politica capace di portare le istanze dei territori nelle istituzioni nazionali, senza rinunciare alle proprie ambizioni regionali.


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