Cateno De Luca conquista le pagine del Corriere della Sera, che nell’edizione di oggi dedica al leader di Sud chiama Nord un ampio ritratto politico firmato dal giornalista Roberto Gressi. Il titolo scelto dal quotidiano è significativo: “una dote di voti dalla Sicilia. De Luca, il “Toro scatenato” che ha scelto il centrodestra”. Al centro dell’approfondimento ci sono i rapporti con Giorgia Meloni, il contributo elettorale che De Luca ritiene di poter garantire alla coalizione nazionale e le sue ambizioni per la guida della Regione Siciliana. Il sottotitolo del Corriere riassume uno dei passaggi più rilevanti della vicenda: De Luca avrebbe promesso a Meloni il 3% dei voti e punterebbe alla presidenza della Regione. Un quadro che il quotidiano ricostruisce attraverso le dichiarazioni del sindaco di Taormina, i suoi rapporti con diversi protagonisti della politica nazionale e la strategia con cui Sud chiama Nord intende affrontare i prossimi appuntamenti elettorali.
De Luca e Meloni, la promessa del 3% e la strategia per le elezioni politiche
Uno dei temi principali dell’articolo riguarda il peso elettorale che Cateno De Luca ritiene di poter esprimere attraverso il proprio movimento e la rete di amministratori locali costruita nel corso degli anni. Nel servizio viene riportata anche la valutazione politica di Alessandra Ghisleri, secondo la quale De Luca e i suoi sindaci avrebbero già una consistenza dello 0,5% su base nazionale. Il Corriere racconta che il leader di Sud chiama Nord considera questa base soltanto un punto di partenza e punta a raggiungere risultati sensibilmente superiori. In particolare, secondo quanto riportato dal quotidiano, De Luca avrebbe assicurato a Giorgia Meloni di poter contribuire con il 3% dei consensi alle prossime elezioni politiche, una percentuale che potrebbe assumere un peso significativo negli equilibri della coalizione. L’articolo descrive così il passaggio di De Luca verso il centrodestra nazionale, dopo un percorso politico caratterizzato da posizioni autonomiste e da un rapporto spesso conflittuale con gli schieramenti tradizionali. Una scelta che il sindaco di Taormina inserisce nella propria strategia di crescita, con l’obiettivo di trasformare il consenso territoriale del movimento in una presenza politica più ampia.
Il retroscena del Corriere: i contatti con Meloni e gli esponenti di Fratelli d’Italia
Il servizio ricostruisce anche le interlocuzioni politiche che avrebbero accompagnato l’avvicinamento al centrodestra. De Luca racconta di essere stato cercato da diversi interlocutori, utilizzando un’immagine ironica: “tutti mi volevano, come Figaro, ci ho rimediato un po’ di cene gratis”. Tra i nomi richiamati nell’articolo figurano Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Giovanni Donzelli e Galeazzo Bignami. Il quotidiano riferisce di uno scambio di messaggi con la presidente del Consiglio e di successivi contatti con altri esponenti del centrodestra. La ricostruzione colloca queste interlocuzioni all’interno di una trattativa politica che riguarda sia le prospettive nazionali di Sud chiama Nord sia gli equilibri regionali siciliani. Il Corriere evidenzia inoltre che De Luca non intenderebbe rinunciare alle proprie ambizioni per la Sicilia. L’accordo politico con il centrodestra nazionale, nella ricostruzione del giornale, si intreccia infatti con la prospettiva di una futura candidatura alla presidenza della Regione.
La partita per la presidenza della Regione Siciliana e il ruolo di Renato Schifani
Un altro passaggio centrale del servizio riguarda il futuro politico della Regione Siciliana. Secondo il Corriere, Cateno De Luca punta a diventare presidente della Regione, una prospettiva che si inserisce nel confronto sugli equilibri del centrodestra e sul futuro dell’attuale presidente Renato Schifani. Il quotidiano ricostruisce le ambizioni del leader di Sud chiama Nord, sottolineando come la scelta di avvicinarsi alla coalizione guidata da Giorgia Meloni possa essere letta anche alla luce di questo obiettivo. Resta tuttavia una prospettiva politica raccontata nell’articolo, non l’annuncio di una candidatura ufficialmente concordata. De Luca viene presentato come un protagonista intenzionato a mantenere un proprio spazio autonomo, pur cercando nuove alleanze. Il suo peso politico, secondo la ricostruzione del Corriere, deriverebbe anche dalla capacità di aggregare amministratori locali e costruire una rete di consenso che supera i confini della Sicilia.
Sud chiama Nord, i rapporti con il centrodestra e la rete degli amministratori
Il giornale dedica spazio anche alla costruzione delle alleanze e ai diversi interlocutori politici del sindaco di Taormina. Nel racconto vengono richiamati Faraone, il confronto con esponenti del centrodestra e i rapporti con figure come Alessandro Onorato, nell’ambito delle dinamiche che accompagnano la preparazione dei prossimi appuntamenti elettorali. Il Corriere riferisce inoltre che De Luca considera importante il rafforzamento della propria organizzazione politica, anche attraverso la presenza di sindaci e amministratori locali. Nell’articolo emerge la volontà di valorizzare questa rete per ampliare il consenso del movimento e partecipare alla competizione nazionale. Tra i passaggi richiamati dal quotidiano ci sono anche le riflessioni di De Luca sul proprio percorso politico, sulle difficoltà affrontate e sui rapporti con le forze del centrodestra. Il sindaco di Taormina rivendica i risultati raggiunti e l’esperienza amministrativa maturata, presentandoli come elementi della propria proposta politica.
De Luca parla di elezioni anticipate: l’ipotesi del voto il 9 e 10 maggio
Nel servizio trova spazio anche una previsione avanzata da Cateno De Luca sulle prossime elezioni politiche. Il leader di Sud chiama Nord sostiene di aver partecipato a quella che definisce una «seduta spiritica bipartisan», dalla quale sarebbe emersa l’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne il 9 e 10 maggio, in concomitanza con le elezioni comunali. Secondo il suo ragionamento, l’eventuale scioglimento anticipato delle Camere potrebbe avvenire soltanto dopo il raggiungimento di una determinata anzianità parlamentare da parte dei deputati e dei senatori di nuova nomina. Si tratta, anche in questo caso, di una previsione attribuita a De Luca e non di una decisione istituzionale già assunta. Il sindaco affronta inoltre il tema dei trattamenti economici e previdenziali dei parlamentari, criticando la tendenza, a suo giudizio, a prolungare la permanenza nelle istituzioni.
Il futuro politico di De Luca tra Sicilia, Roma e nuove alleanze
Nella parte conclusiva, il Corriere riferisce che il 27, 28 e 29 ottobre è previsto un appuntamento romano legato al percorso politico di De Luca. Il giornale descrive un’iniziativa nella quale dovrebbero trovare spazio anche amministratori e rappresentanti di realtà civiche provenienti da diversi territori italiani, tra cui Lombardia, Piemonte e Liguria. L’appuntamento viene inserito nella strategia di consolidamento di Sud chiama Nord, con l’obiettivo di ampliare la rete politica costruita dal leader siciliano e darle una dimensione nazionale. Il ritratto firmato da Roberto Gressi restituisce dunque l’immagine di un Cateno De Luca impegnato su due fronti: da una parte il rafforzamento del proprio movimento in vista delle prossime elezioni politiche, dall’altra la prospettiva di una futura competizione per la guida della Regione Siciliana.


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