Un ricordo intimo e carico di emozione quello condiviso da Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, che ha voluto dedicare un pensiero al padre scomparso dopo la sua partecipazione a Porta a Porta, il programma di Rai 1 condotto da Bruno Vespa. Un racconto personale che ripercorre le origini della sua famiglia, i sacrifici dei genitori e il rapporto speciale con il padre, per il quale il percorso politico del figlio rappresentava una forma di riscatto sociale.
Il ricordo di Cateno De Luca: “Papà sognava di vedermi da Bruno Vespa”
A riportare alla memoria il desiderio del padre è stata la madre di De Luca, durante un semplice momento della quotidianità familiare. “Quanto sarebbe stato orgoglioso papà di vederti da Bruno Vespa! Stamattina la mia mamma mentre mi faceva il caffè mi ha ricordato quante volte il mio caro papà mi diceva: “videmu quannu ti pozzu vidiri unni Vespa””, racconta il leader di Sud chiama Nord. Una frase pronunciata in dialetto siciliano, con cui il padre esprimeva il desiderio di vedere un giorno il figlio ospite della celebre trasmissione televisiva. Un sogno che De Luca ha ricordato dopo essere stato protagonista del confronto politico nello studio di Porta a Porta.
Il padre muratore, gli studi serali e la passione per la politica
Nel suo racconto, Cateno De Luca ripercorre anche la storia dei genitori, ricordando il loro impegno per migliorare la propria formazione nonostante le difficoltà e le responsabilità familiari. “Mio padre aveva la quinta elementare e la terza media conseguita con le scuole serali frequentate assieme alla mia mamma quando già erano sposati con un figlio, mio fratello Pippo”. Il padre lavorava come muratore, ma coltivava un forte interesse per la vita pubblica e per le vicende politiche nazionali. “Nonostante facesse il muratore, mio padre amava seguire la politica ed era iscritto alla Democrazia Cristiana”, ricorda De Luca. Una passione che lo portava a seguire da vicino anche l’attività politica del figlio, accompagnandolo nel suo percorso.
“Per mio padre rappresentavo il suo riscatto sociale”
Particolarmente significativo è il passaggio dedicato alle condizioni di salute del padre e alla sua volontà di continuare a seguire l’impegno politico di Cateno De Luca. “Prima di essere stroncato dall’ischemia che lo ha nel tempo paralizzato si faceva accompagnare per seguire i miei comizi”, racconta. Nonostante le difficoltà legate alla malattia, il padre aveva continuato a manifestare interesse e vicinanza nei confronti dell’attività pubblica del figlio. De Luca riassume il significato di quel legame in una frase: “per il mio papà io rappresentavo il suo riscatto sociale”. Parole che raccontano il valore personale e familiare attribuito al percorso politico del leader di Sud chiama Nord, visto dal padre anche come il risultato dei sacrifici compiuti nel corso della propria vita.
La domanda finale: “chissà se in Paradiso posso vedere Porta a Porta”
Il messaggio si conclude con un pensiero rivolto ancora una volta al padre e al desiderio che aveva espresso tante volte quando era in vita. “Chissà se in Paradiso posso vedere Porta a Porta”, scrive De Luca. Una riflessione che chiude un racconto lontano dalle polemiche e dal confronto politico quotidiano, lasciando spazio alla dimensione più personale del leader di Sud chiama Nord. La partecipazione a Porta a Porta diventa così, nel ricordo di Cateno De Luca, qualcosa che va oltre la presenza televisiva: il raggiungimento di un traguardo che suo padre avrebbe voluto vedere, dopo una vita trascorsa tra il lavoro da muratore, la passione per la politica e l’orgoglio per il percorso del figlio.


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