“Quindici anni di vicende giudiziarie, tra arresti, processi e assoluzioni, ma anche di impegno politico e amministrativo”. È il racconto con cui Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, ha concluso la seconda giornata della convention nazionale “L’Italia dei Territori”, organizzata a Roma dal suo movimento. Un intervento dedicato a una parte particolarmente difficile della propria esperienza personale e politica, durante il quale De Luca ha ripercorso le vicende iniziate nel 2011, soffermandosi sulle conseguenze economiche, familiari e personali dei procedimenti giudiziari affrontati e sul rapporto con gli elettori che, negli anni, hanno continuato a sostenerlo.
De Luca racconta 15 anni di processi, arresti e assoluzioni
Ad accompagnare Cateno De Luca nella ricostruzione è stato Giovanni M. Jacobazzi, giornalista de Il Riformista. Attraverso immagini, filmati, documenti e titoli di giornale, il confronto ha ripercorso le principali tappe delle vicende giudiziarie che hanno segnato il percorso del leader siciliano. Dal primo arresto del 2011 e dalle successive dimissioni da sindaco fino ai procedimenti degli anni seguenti, la ricostruzione ha ricordato anche il nuovo arresto avvenuto pochi giorni dopo la rielezione all’Assemblea Regionale Siciliana e le successive battaglie processuali. Un pensiero è stato rivolto anche al professor Carlo Taormina, che ha seguito De Luca lungo il suo percorso giudiziario. Il racconto ha dato spazio alle assoluzioni ottenute nei diversi procedimenti, ma soprattutto al significato che quelle esperienze hanno avuto nella vita personale e nell’attività politica del leader di Sud chiama Nord.
“Oltre un milione di euro per difendermi”: il prezzo personale delle vicende giudiziarie
Uno dei passaggi più significativi della serata ha riguardato le conseguenze affrontate da De Luca durante questi quindici anni. Il leader di Sud chiama Nord ha riferito di aver “sostenuto spese legali superiori a un milione di euro, raccontando anche la perdita di serenità e le ripercussioni che i procedimenti hanno avuto sulla propria famiglia”. De Luca ha sottolineato come, anche dopo la conclusione di un processo, “possano rimanere conseguenze personali difficili da superare”.
Dal 2011 a oggi, il percorso politico tra Santa Teresa di Riva, Messina e Taormina
Durante l’incontro è stata posta anche una domanda: cosa sarebbe accaduto se Cateno De Luca avesse deciso di interrompere l’attività politica nel 2011, in attesa della conclusione dei processi? Il leader siciliano ha scelto invece di proseguire il proprio percorso amministrativo e istituzionale. Negli anni successivi ha ricoperto la carica di sindaco di Santa Teresa di Riva, sindaco di Messina e sindaco di Taormina, tornando anche all’Assemblea Regionale Siciliana. Tra i momenti ricordati figura la vittoria alle elezioni comunali di Messina del 2018, quando De Luca venne eletto sindaco mentre aveva ancora un procedimento giudiziario in corso. In quella competizione raggiunse il ballottaggio senza consiglieri comunali eletti nelle proprie liste al primo turno, riuscendo successivamente a conquistare la guida della città con circa il 70% dei voti. Un risultato richiamato durante la convention per sottolineare il rapporto costruito con gli elettori, ai quali De Luca ha attribuito una parte importante della forza che gli avrebbe consentito di proseguire la propria attività politica nonostante le difficoltà.
De Luca: “mi hanno salvato la fede, la famiglia e i veri amici”
La parte conclusiva dell’incontro ha assunto un carattere più personale. Dopo aver ricordato le vicende giudiziarie e le conseguenze affrontate, De Luca ha spiegato quali siano stati i principali punti di riferimento nei momenti più difficili. “Mi ha salvato la grande fede che ho, la mia famiglia e i miei veri amici”, ha dichiarato dal palco della convention. Parole con cui il leader di Sud chiama Nord ha voluto riconoscere il sostegno ricevuto dalle persone che gli sono rimaste accanto durante il lungo percorso giudiziario. La testimonianza ha concluso la seconda giornata de “L’Italia dei Territori”, portando al centro dell’iniziativa non una proposta politica, ma il racconto di una vicenda personale intrecciata con l’esperienza amministrativa e istituzionale.


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