Casignana, la Villa Romana conquista Paestum: i suoi straordinari mosaici diventano digitali e fanno il giro del mondo

Alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, il vicesindaco Agata Mazzitelli presenta il progetto di valorizzazione della Villa Romana di contrada Palazzi. Grazie alla collaborazione con l’Università della South Florida, il sito è stato ricostruito in 3D per tutelare i preziosi mosaici e promuovere il turismo culturale tutto l’anno

  • Villa romana Casignana
  • Il Vicesindaco Agata Mazzitelli allo Standi Calabria Straordinaria
  • Intervento vicesindaco Mazzitelli
/

Il Comune di Casignana si afferma come modello d’avanguardia nella gestione dei beni culturali in uno degli appuntamenti internazionali più prestigiosi dedicate al patrimonio dell’antichità. In occasione della XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) in corso a Paestum, la comunità è stata infatti rappresentata dal Vicesindaco Agata Mazzitelli, che nella giornata del 30 ottobre ha portato all’attenzione della platea lo straordinario progetto di valorizzazione della Villa Romana di contrada Palazzi. L’intervento ha delineato una vera e propria strategia di riscatto e di transizione per i piccoli centri del Mezzogiorno, dimostrando come l’archeologia possa trasformarsi da elemento statico della memoria a potente incubatore di sviluppo economico, sociale e tecnologico per l’intero territorio.

Al centro della presentazione, intitolata “Oltre il Mare, Oltre il Tempo: la Villa Romana di Casignana come motore di destagionalizzazione e innovazione digitale nei piccoli comuni”, vi è la ferma volontà dell’amministrazione di ribaltare il concetto di isolamento che storicamente grava sulle aree periferiche del Sud Italia, in particolare quelle affacciate sul Mar Ionio e collegate dalla Statale 106. La Villa Romana, scoperta quasi per caso nel 1963 durante i lavori per la costruzione di un acquedotto, rappresenta la più importante testimonianza di epoca romana in Calabria. Con una superficie indagata di diverse migliaia di metri quadri e un potenziale archeologico che supera i 12-15 ettari ancora in parte da esplorare, il sito custodisce il complesso di mosaici pavimentali più grande della Calabria e tra i maggiori dell’intero Meridione d’Italia. Un patrimonio monumentale unico, composto da ben 25 ambienti mosaicati che spaziano dalle trame geometriche bicolore ai capolavori figurati policromi.

L’amministrazione, rappresentata dal Vicesindaco Mazzitelli, ha illustrato a Paestum una linea d’azione organica mirata alla destagionalizzazione culturale nella Riviera dei Gelsomini. L’obiettivo strategico è rifiutare la narrazione di un sito condannato all’abbandono o ridotto a sito del “turismo mordi e fuggi” prettamente estivo. Il turismo archeologico, a differenza di quello balneare che si esaurisce in pochi mesi, non ha infatti stagioni e per questo motivo il sito è stato strutturato per rimanere vivo e accessibile 365 giorni l’anno, attraendo flussi continui di scuole, università, ricercatori e appassionati anche durante l’autunno, l’inverno e la primavera. Questa pianificazione a lungo termine, sostenuta da una forte sinergia istituzionale con il Ministero della Cultura, la Soprintendenza e la Regione Calabria, ha permesso di sbloccare investimenti costanti dedicati alle coperture protettive e al restauro conservativo, elementi indispensabili per difendere la fragilità dei mosaici dalla vicinanza al mare e dagli agenti atmosferici.

La vera e propria svolta presentata alla BMTA riguarda tuttavia il salto di qualità compiuto sul piano dell’innovazione tecnologica attraverso la creazione del “Gemello Digitale” dell’intero complesso monumentale. Grazie a un ambizioso progetto internazionale di altissimo profilo, sviluppato in stretta collaborazione con gli scienziati d’oltreoceano della University of South Florida, l’area archeologica è stata interamente digitalizzata in tre dimensioni tramite l’utilizzo di tecnologie laser scanner di ultimissima generazione. Una tecnologia all’avanguardia che si traduce in risvolti pratici straordinari che cambiano le regole del gioco su due fronti fondamentali.

Il primo fronte riguarda la tutela e la ricerca scientifica: il modello tridimensionale permette infatti agli archeologi e ai restauratori di monitorare lo stato di conservazione delle singole tessere musive al millimetro, prevedendo i micro-cedimenti strutturali prima che avvengano e guidando in modo mirato le future campagne di scavo. Il secondo fronte è quello della divulgazione globale: la digitalizzazione abbatte definitivamente le barriere geografiche. Un piccolo comune della Calabria ionica entra così direttamente nei grandi circuiti accademici e turistici mondiali, consentendo a chiunque, da ogni parte del pianeta, di esplorare e studiare le meraviglie della Villa, come la Sala delle Nereidi nel grande complesso termale privato o la raffinatezza della sala del Trionfo Indiano di Dioniso.

La partecipazione alla prestigiosa vetrina internazionale di Paestum ha sancito il successo di una best practice virtuosa e replicabile su scala nazionale. Casignana ha dimostrato così che un piccolo centro può dialogare alla pari con le grandi università americane, generando economia reale per i propri giovani e attivando strumenti concreti per frenare lo spopolamento che minaccia le comunità locali. Come rimarcato con forza dal Vicesindaco Mazzitelli a chiusura della presentazione, la cultura e l’archeologia non devono essere interpretate come un costo o un peso da gestire per le amministrazioni locali, ma come la più grande opportunità di riscatto economico e identitario, per dimostrare che la storia non muore se si è capaci di darle, attraverso l’innovazione, una nuova e permanente vita.