Caro gasolio, la lettera a Mattarella e Meloni: “intervenite subito, rischio blocco totale dei rifornimenti”

Il Vicepresidente e Segretario Nazionale di Unione Nazionale Italiana, Cosimo Limardo, lancia un appello per sostenere autotrasportatori e agricoltori, denunciando il peso di tasse e carburanti sulle famiglie

Un appello urgente al Governo per affrontare l’emergenza del caro gasolio e sostenere due settori fondamentali dell’economia italiana, l’autotrasporto e l’agricoltura, duramente colpiti dall’aumento dei costi e dalla pressione fiscale. È quanto chiede Cosimo Limardo, Vicepresidente e Segretario Nazionale del partito Unione Nazionale Italiana, in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Limardo sollecita interventi immediati per ridurre il prezzo dei carburanti e tutelare il lavoro e la dignità delle famiglie, denunciando le difficoltà economiche che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose attività.

Nella lettera richiama inoltre le promesse elettorali sulla riduzione del costo dei carburanti e mette in guardia dalle possibili conseguenze della crisi, fino al rischio di un blocco totale dei rifornimenti e di scaffali vuoti nei negozi e nei mercati alimentari. Di seguito il testo integrale della lettera.

La lettera di Cosimo Limardo

“Onorevoli Autorità,

Vi scrivo in veste di Vicepresidente e Segretario Nazionale del partito Unione Nazionale Italiana, ma soprattutto come portavoce del profondo malessere che sta mettendo in ginocchio due pilastri fondamentali della nostra economia: i trasportatori e gli agricoltori. Vi rivolgo questo accorato appello affinché possiate intervenire con urgenza per contrastare l’insostenibile aumento del prezzo del gasolio.

In campagna elettorale, l’attuale Presidenza del Consiglio aveva solennemente promesso una riduzione del costo dei carburanti; purtroppo, la realtà odierna evidenzia una tendenza del tutto opposta. Vi chiedo di fare appello alla Vostra coscienza: un autotrasportatore o un agricoltore non possono lavorare con il solo fine di pagare le tasse allo Stato, vedendo al contempo i propri figli soffrire nel percepire la tristezza, l’angoscia e la frustrazione dei genitori.

Signor Presidente del Consiglio, Signor Ministro Salvini, anche Voi siete genitori e conoscete il desiderio profondo di garantire il benessere dei Vostri figli e di poter rispondere positivamente alle loro legittime richieste. Oggi, purtroppo, i lavoratori del trasporto e dell’agricoltura sono costretti, a malincuore, a dire continui ‘no’ ai propri figli. Tutto il loro guadagno viene assorbito da imposte, tasse e finanziamenti obbligatori, senza i quali si ritroverebbero a dover chiudere definitivamente le proprie attività.

Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in Voi riconosciamo il padre e il nonno di tutti gli italiani. Le chiedo solennemente di intervenire nell’ambito delle Sue alte prerogative istituzionali per risolvere questa gravissima problematica. Se non si interverrà tempestivamente, il rischio concreto è il blocco totale dei rifornimenti, che lascerà vuoti i negozi e i mercati dei generi
alimentari di prima necessità.

Spesso si attribuisce la colpa di questa crisi alla situazione geopolitica internazionale e ai conflitti in corso. Tuttavia, il popolo italiano non è in guerra con nessuno; al contrario, i cittadini percepiscono la pressione fiscale e l’assenza di tutele da parte dello Stato come una vera e propria guerra economica interna contro la povera gente. Negli anni ’70 e ’80 l’Italia era una nazione ricca e prospera; oggi, purtroppo, moltissime famiglie fanno la fame. Confido nella Vostra attenzione e in un Vostro tempestivo e concreto intervento a salvaguardia del lavoro e della dignità del nostro popolo“.