Una risposta coordinata alla crisi energetica e alla forte volatilità dei mercati petroliferi. È questo il risultato più rilevante della riunione straordinaria dei leader del G7, svoltasi in videocollegamento e dedicata alla sicurezza energetica, alla quale ha partecipato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. I Paesi del G7 hanno concordato un intervento di ampia portata: un rilascio coordinato di 100 milioni di barili di petrolio e carburanti dalle riserve strategiche, da effettuare nell’arco dei prossimi quattro mesi sotto il coordinamento dell’Agenzia internazionale dell’energia. Il piano prevede inoltre un rilascio anticipato e consistente di diesel nei primi 20 giorni, con l’obiettivo dichiarato di contribuire alla stabilizzazione delle forniture e limitare gli effetti dei rincari su famiglie e imprese.
G7 straordinario sull’energia, via libera al rilascio di 100 milioni di barili
Il vertice è stato convocato in una fase di particolare tensione per i mercati energetici internazionali. Nella dichiarazione finale, i leader parlano di una volatilità senza precedenti nei mercati petroliferi e della necessità di adottare “misure decisive e coordinate” per stabilizzare le forniture nel breve periodo e proteggere cittadini e attività economiche dagli shock dei prezzi. La misura centrale consiste proprio nel rilascio delle riserve. “Siamo d’accordo per lavorare in modo coordinato per contribuire alla riduzione dei prezzi dei prodotti petroliferi, in particolare del diesel. Abbiamo deciso di rendere più flessibile la produzione per produrre al massimo delle nostre capacità delle nostre raffinerie. Di liberare le nostre riserve strategiche fino a 100 milioni di barili, entro 4 mesi, con i nostri partner, sotto il coordinamento dell’Agenzia internazionale dell’energia. Di non adottare alcuna misura di restrizione degli scambi di prodotti energetici e petroliferi tra Paesi partner”. Così Emmanuel Macron ha sintetizzato, attraverso un post su X, l’intesa raggiunta dai leader. Il presidente francese ha quindi indicato tre direttrici principali: maggiore utilizzo della capacità delle raffinerie, rilascio delle scorte e mantenimento della libertà degli scambi energetici tra i Paesi partner.
Diesel al centro del piano: rilascio anticipato nei primi 20 giorni
Il diesel assume un ruolo centrale nel piano concordato dal G7. La dichiarazione ufficiale stabilisce che il rilascio dei 100 milioni di barili dovrà partire immediatamente e svilupparsi nell’arco di quattro mesi, ma una parte significativa del gasolio verrà immessa sul mercato in anticipo, proprio nei primi 20 giorni, da parte dei membri del G7 e dei Paesi partner. Il G7 ha inoltre previsto che, nei prossimi giorni, i Paesi tornino a confrontarsi nell’ambito dell’Agenzia internazionale dell’Energia per valutare la possibilità di ulteriori rilasci di diesel qualora la situazione dei mercati lo renda necessario. È dunque un intervento costruito per essere modulabile: il pacchetto iniziale è definito, ma la quantità complessiva immessa sul mercato potrebbe essere ulteriormente rivista in presenza di nuove pressioni.
Meloni al G7: azione coordinata sulle scorte e attenzione al gasolio
Alla riunione ha partecipato anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, “i leader hanno concordato una risposta coordinata alla volatilità dei mercati energetici”. Nel corso del vertice Meloni “ha condiviso le iniziative del governo per contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese: il tetto ai prezzi dei carburanti ottenuto dalle principali compagnie petrolifere, gli interventi sulle accise e le proposte presentate dall’Italia alla Commissione europea”. Il premier “ha inoltre sostenuto un’azione coordinata sulle scorte, mirata sul gasolio, e ha rilanciato la proposta di un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo”.
Raffinerie, il G7 punta ad aumentare temporaneamente la produzione
Il piano non si limita all’utilizzo delle riserve strategiche. Uno degli impegni assunti dai Paesi riguarda il coordinamento dei programmi di manutenzione delle raffinerie del G7, con l’obiettivo di evitare che più impianti riducano contemporaneamente la propria capacità produttiva. Nel documento finale si prevede anche di aumentare temporaneamente, dove possibile, i tassi di utilizzo degli impianti di raffinazione. L’obiettivo è ampliare la disponibilità di prodotti raffinati senza affidarsi esclusivamente alle scorte di emergenza. Il G7 intende inoltre coinvolgere nel confronto anche i Paesi che dispongono di importanti capacità di raffinazione, affinché contribuiscano ad accrescere l’offerta globale, soprattutto di gasolio.
G7, nessuna restrizione all’export di energia tra i Paesi membri
Un altro punto rilevante dell’accordo riguarda gli scambi internazionali. I Paesi del G7 hanno ribadito l’impegno ad astenersi dall’imporre restrizioni alle esportazioni di energia e prodotti energetici tra gli stessi membri del gruppo. Il documento invita inoltre gli altri produttori a evitare divieti all’export capaci di aggravare ulteriormente le tensioni sui mercati. La linea concordata è quindi quella di mantenere aperti i flussi commerciali mentre vengono contemporaneamente aumentate le forniture attraverso il rilascio delle riserve e l’intensificazione dell’attività delle raffinerie.
Trump: “l’Europa ha appena acconsentito a immettere sul mercato una quantità ingente delle proprie scorte di gasolio”
Sul risultato del vertice è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “L’Europa ha appena acconsentito a immettere sul mercato una quantità ingente delle proprie scorte di gasolio, attualmente molto abbondanti”, ha scritto Trump su Truth Social, aggiungendo che “il processo avrà inizio immediatamente”. L’annuncio è arrivato dopo giorni di forti pressioni degli Stati Uniti sui partner europei affinché intervenissero sulle riserve di diesel nel tentativo di allentare la tensione sui prezzi. Reuters ha confermato che il G7 ha poi concordato il rilascio di 100 milioni di barili di diesel e greggio nell’arco dei quattro mesi.
L’Agenzia internazionale dell’Energia controllerà l’attuazione del piano
Il ruolo dell’Iea sarà centrale non soltanto nel coordinamento dei rilasci, ma anche nel monitoraggio dell’efficacia del piano. La dichiarazione del G7 incarica infatti l’Agenzia di verificare l’impatto delle misure sulla sicurezza energetica e sulla stabilità dei mercati, oltre che di controllare l’effettiva attuazione degli impegni concordati. È previsto inoltre un rapporto di follow-up entro 20 giorni, che dovrà contenere raccomandazioni operative su eventuali passi ulteriori e sulla successiva ricostituzione delle scorte strategiche. Il piano nasce quindi come misura di emergenza, ma include fin dall’inizio anche una fase di verifica e di possibile correzione.
Il G7 collega la crisi energetica alle tensioni internazionali
Nel documento finale i leader inseriscono le misure energetiche in un quadro geopolitico più ampio. Il G7 richiama le tensioni che stanno colpendo il commercio internazionale e la sicurezza delle forniture, ribadendo anche l’importanza della piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Il documento afferma inoltre che verranno mantenute le sanzioni contro la Russia, parallelamente al lavoro con l’Iea e con i partner globali per limitare ulteriori effetti sui mercati dei carburanti, del gas e delle altre materie prime. Per l’Italia, Meloni ha parallelamente rilanciato l’idea di un dialogo strutturato tra G7 e Paesi del Golfo, considerato uno degli strumenti attraverso cui rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti.


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