Due interventi distinti, ma accomunati dall’obiettivo di rafforzare qualità, sicurezza e umanizzazione della sanità in Calabria. Il Consiglio regionale ha approvato due proposte di legge presentate dal presidente dell’Assemblea legislativa Salvatore Cirillo e che, secondo quanto evidenziato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Angelo Brutto, hanno ottenuto un’ampia condivisione tra i firmatari. I provvedimenti riguardano due ambiti molto diversi ma entrambi direttamente collegati all’assistenza sanitaria. Da una parte arriva la disciplina per la promozione della terapia del sorriso nelle strutture sanitarie e socioassistenziali calabresi, con particolare attenzione ai pazienti più fragili. Dall’altra viene rafforzato il percorso di certificazione delle competenze dei soccorritori e degli autisti soccorritori, intervenendo anche sul riconoscimento dell’esperienza maturata attraverso il volontariato e sugli standard professionali richiesti nel sistema dell’emergenza-urgenza.
“L’approvazione di due proposte di legge presentate dal presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo e che hanno trovato ampia condivisione dei firmatari, rappresenta un passo importante nella costruzione di una sanità calabrese sempre più attenta alla persona, alla qualità delle cure e alla professionalità di chi opera quotidianamente al servizio dei cittadini”. È quanto afferma Angelo Brutto, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, commentando l’approvazione della Proposta di legge n. 101/13^, relativa alla promozione della terapia del sorriso per l’umanizzazione delle cure, e della Proposta di legge n. 100/13^, dedicata invece alla valorizzazione della certificazione delle competenze per le attività del soccorritore e dell’autista soccorritore.
Sanità Calabria, la terapia del sorriso entra nel percorso di umanizzazione delle cure
La prima delle due proposte approvate parte da un principio preciso: il ricovero ospedaliero e, più in generale, il percorso di cura possono rappresentare momenti particolarmente difficili sotto il profilo fisico e psicologico. La permanenza in ospedale può generare stress, timori e condizioni di disagio che assumono un peso ancora maggiore quando a essere ricoverati sono bambini, anziani e persone con disabilità. È all’interno di questo scenario che si inserisce la promozione della terapia del sorriso, intesa come strumento di supporto al paziente nel più ampio percorso di umanizzazione dell’assistenza sanitaria. “L’esperienza del ricovero ospedaliero è un’esperienza che può fisiologicamente portare uno stress psicofisico – spiega il capogruppo di FdI – e questa proposta va nella direzione di alleviare le sofferenze di chi è costretto a vivere l’esperienza dell’ospedale, soprattutto per le categorie più fragili, come i bambini, gli anziani e le persone con disabilità”.
Terapia del sorriso in Calabria, previsto un elenco regionale degli enti del Terzo settore
L’intervento non si limita alla semplice promozione delle attività legate alla terapia del sorriso. Il provvedimento prevede infatti anche un coordinamento istituzionale attraverso la creazione di un elenco regionale con funzione ricognitiva degli enti del Terzo settore che operano in questo specifico ambito. La presenza di un elenco regionale consentirà di individuare le realtà impegnate nella terapia del sorriso e di strutturare maggiormente il loro rapporto con le strutture sanitarie e socioassistenziali presenti sul territorio calabrese. Tra gli strumenti previsti figura anche la possibilità di stipulare protocolli d’intesa con le strutture sanitarie, inserendo così queste attività all’interno di un quadro organizzativo definito. L’obiettivo indicato dal provvedimento è quello di superare un approccio esclusivamente informale o volontaristico e costruire un sistema nel quale l’attività di supporto al paziente sia accompagnata anche da precise garanzie sotto il profilo della formazione, della sicurezza e del comportamento degli operatori.
Linee guida, formazione e igiene ospedaliera per garantire qualità e sicurezza
La legge sulla terapia del sorriso in Calabria interviene anche sulle garanzie qualitative richieste alle realtà che opereranno all’interno delle strutture. Il provvedimento punta alla definizione di linee guida regionali e di standard formativi minimi. Vengono inoltre richiamati specifici requisiti relativi all’igiene ospedaliera, al comportamento deontologico e alla necessità di garantire adeguati strumenti di trasparenza e monitoraggio. L’intento è quindi quello di conciliare l’umanizzazione dell’assistenza con la necessità di mantenere elevati livelli di sicurezza in contesti particolarmente delicati come ospedali e strutture socioassistenziali.
“È una proposta che mette insieme umanizzazione, qualità e sicurezza – evidenzia Brutto – e che può contribuire concretamente a rendere meno difficile il percorso di cura”. La terapia del sorriso viene dunque inserita in un quadro più ampio nel quale il benessere psicologico del paziente diventa uno degli elementi da considerare durante l’esperienza sanitaria, senza separarlo dagli aspetti più strettamente clinici e assistenziali.
Brutto: “è una norma di civiltà, che guarda ai più deboli”
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, il nuovo provvedimento si colloca nel percorso di umanizzazione delle cure già previsto all’interno del sistema sanitario calabrese. L’attenzione è rivolta in particolare alle persone che possono vivere con maggiore difficoltà l’esperienza del ricovero, rendendo il rapporto umano e il supporto emotivo parte del complessivo percorso assistenziale. “È una legge che va nel solco dell’umanizzazione delle cure a cui sono chiamate obbligatoriamente tutte le aziende pubbliche e private della sanità calabrese. È una norma di civiltà, che guarda ai più deboli”. L’obiettivo della norma è dunque quello di creare condizioni che possano contribuire a ridurre il peso psicologico dell’ospedalizzazione, affiancando agli strumenti sanitari tradizionali attività capaci di incidere sul benessere della persona durante il ricovero.
Soccorritori e autisti soccorritori, approvata la legge sulle competenze
Il secondo intervento approvato dal Consiglio regionale della Calabria riguarda invece il sistema dell’emergenza-urgenza. La Proposta di legge n. 100/13^ interviene sulla valorizzazione della certificazione delle competenze per le attività del soccorritore e dell’autista soccorritore, introducendo modifiche e integrazioni alla legge regionale 23/2025. Anche per questo provvedimento il relatore è stato Angelo Brutto, che ha sottolineato la rilevanza delle funzioni svolte quotidianamente da queste figure all’interno del sistema sanitario. “Questa è un’altra legge che porta la firma del presidente del Consiglio Cirillo, che ringrazio anche in questo caso, perché norma una criticità all’interno delle emergenze-urgenze. L’attività del soccorritore e dell’autista soccorritore – prosegue – riveste carattere di fondamentale importanza”.
Emergenza-urgenza in Calabria, l’obiettivo è certificare le professionalità
La norma punta a garantire che chi opera come soccorritore o autista soccorritore disponga delle competenze necessarie e che tali capacità siano adeguatamente certificate. Si tratta di un principio collegato direttamente agli standard di qualità e sicurezza che devono caratterizzare il sistema dell’emergenza sanitaria. “Non tutti possono esercitare il lavoro di soccorritore o di autista soccorritore senza le necessarie competenze“, rimarca Brutto, evidenziando l’esigenza di assicurare standard professionali adeguati in un settore nel quale tempestività e preparazione possono essere decisive.
Soccorritori in Calabria, valorizzata anche l’esperienza nel volontariato
Un altro elemento della proposta riguarda il ruolo del volontariato, da sempre presente all’interno delle attività di assistenza e soccorso. Il provvedimento riconosce infatti valore non soltanto all’esperienza professionale maturata nel settore, ma anche alle competenze acquisite attraverso l’attività volontaria. “Si valorizza, oltre all’esperienza lavorativa nel settore, anche quella del volontariato. Noi immaginiamo e siamo convinti che chi fa volontariato debba essere premiato rispetto a chi non lo fa”, postilla Brutto.
La disposizione punta dunque a riconoscere l’esperienza accumulata sul campo da chi ha prestato la propria attività nel settore dell’emergenza e del soccorso attraverso forme di volontariato. Un riconoscimento che viene inserito all’interno di un sistema che, contemporaneamente, punta a rendere più rigorosa la verifica delle competenze e della qualificazione degli operatori.
Azienda Zero e il coordinamento delle emergenze-urgenze
La nuova disciplina interviene inoltre sul coordinamento delle attività di emergenza-urgenza da parte di Azienda Zero, con l’obiettivo di assicurare il rispetto degli standard previsti per le differenti figure che operano nel sistema. La necessità richiamata è quella di garantire uniformità nei livelli di competenza e qualificazione, indipendentemente dal tipo di servizio svolto. “Vogliamo che gli standard di qualificazione e gli standard di competenza siano sempre rispettati, sia per l’autista soccorritore sia per il soccorritore e per tutte le figure che operano nel sistema delle emergenze urgenze, anche per l’elisoccorso”, sottolinea il consigliere. Il richiamo ad Azienda Zero inserisce quindi il provvedimento all’interno del più ampio quadro organizzativo del sistema sanitario regionale, attribuendo particolare importanza al coordinamento e alla verifica degli standard professionali.
Elisoccorso Calabria, gli standard estesi anche agli operatori del servizio
La nuova impostazione riguarda anche gli operatori impegnati nel servizio di elisoccorso, settore particolarmente delicato nell’organizzazione dell’emergenza sanitaria. Anche per queste figure vengono richiamati i principi di professionalità, competenza e qualificazione. L’intento è costruire un sistema nel quale tutti gli operatori impegnati nelle emergenze-urgenze, pur nelle differenti funzioni, rispondano a criteri chiari e verificabili. La logica indicata dalla proposta è quella di collegare la possibilità di svolgere determinate mansioni alla presenza di competenze effettivamente riconosciute e certificate, rafforzando così le garanzie per i cittadini che usufruiscono dei servizi di emergenza.
Sanità calabrese, due leggi tra umanizzazione delle cure e professionalità
I due provvedimenti approvati dal Consiglio regionale intervengono quindi su due fronti differenti della sanità calabrese. La terapia del sorriso riguarda principalmente la dimensione umana dell’assistenza e il tentativo di rendere meno traumatico il rapporto con ospedali e strutture socioassistenziali, soprattutto per le persone maggiormente fragili. La certificazione delle competenze dei soccorritori e autisti soccorritori, invece, punta sulla professionalizzazione e sulla sicurezza del sistema dell’emergenza-urgenza, riconoscendo allo stesso tempo anche il valore delle esperienze maturate nel volontariato. Secondo Brutto, proprio questa doppia prospettiva – attenzione alla persona da un lato e qualificazione professionale dall’altro – rappresenta l’elemento comune delle due norme. “Sono convinto – conclude Brutto – che entrambe queste norme possano dare un contributo concreto a una sanità più vicina alle persone, più attenta ai bisogni dei più fragili e capace di garantire professionalità e sicurezza nei servizi di emergenza”.


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