Un aumento retributivo medio di circa 560 euro mensili per tredici mensilità, nuove garanzie per la crescita professionale, maggiori tutele contro le aggressioni e disposizioni dedicate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Sono alcune delle novità più rilevanti contenute nella preintesa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027, sulla quale è stato raggiunto un accordo tra Aran e organizzazioni sindacali. Un passaggio che riguarda circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, tra medici e altre figure della dirigenza sanitaria, e che assume un significato particolare anche per la Calabria, dove la carenza di personale, le difficoltà nel reclutamento di professionisti e le liste d’attesa rappresentano alcune delle principali criticità del sistema sanitario. L’incremento economico previsto dalla preintesa, quantificato in circa 560 euro mensili medi a regime, corrisponde a un valore complessivo indicativo di 7.280 euro annui distribuiti su tredici mensilità. Si tratta di un importo medio, non di una cifra necessariamente identica per ciascun dirigente, e il testo riguarda una preintesa contrattuale, non ancora la conclusione definitiva dell’intero percorso di rinnovo.
A commentare positivamente l’accordo è Angelo Brutto, presidente della Terza Commissione Sanità della Regione Calabria, che richiama l’attenzione non soltanto sugli aumenti salariali, ma anche sulle ricadute organizzative e professionali delle nuove disposizioni. “Il via libera alla preintesa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027 rappresenta un passaggio importante per il futuro del Servizio sanitario nazionale e, in modo particolare, per chi ogni giorno ne garantisce il funzionamento attraverso professionalità, competenze e responsabilità”.
Non soltanto stipendi più alti: cosa cambia con il rinnovo contrattuale
Il capitolo economico rappresenta uno degli aspetti di maggiore interesse per i professionisti interessati dal rinnovo, soprattutto alla luce delle difficoltà che negli ultimi anni hanno caratterizzato il lavoro all’interno delle strutture sanitarie. La carenza di personale, l’aumento della domanda di prestazioni sanitarie e la crescente complessità delle attività cliniche e organizzative hanno infatti accresciuto le responsabilità di medici e dirigenti. Il nuovo accordo interviene su una serie di questioni che vanno oltre il trattamento economico, comprendendo condizioni di lavoro, formazione, progressioni professionali e strumenti di tutela. È proprio su questo aspetto che Brutto insiste, invitando a considerare il rinnovo come un’opportunità di miglioramento complessivo del sistema sanitario.
“Il rinnovo del contratto – afferma Brutto – non può essere letto soltanto attraverso il dato economico, pur importante. Gli incrementi previsti costituiscono un riconoscimento concreto del lavoro svolto dalla dirigenza sanitaria, ma l’aspetto più significativo è che l’accordo interviene anche sulle condizioni nelle quali i professionisti sono chiamati a operare, sulla valorizzazione delle carriere, sulla formazione e sulle tutele”. Il presidente della Commissione Sanità regionale collega quindi il riconoscimento del lavoro dei professionisti alla qualità complessiva dell’assistenza sanitaria. “Investire sui professionisti – prosegue il presidente della Terza Commissione – significa investire direttamente sulla sanità. Non possiamo immaginare un sistema sanitario moderno se non mettiamo nelle condizioni migliori coloro che hanno la responsabilità di curare, organizzare, dirigere e innovare i nostri servizi”.
Carriere e nuovi incarichi: maggiore valorizzazione per i dirigenti sanitari
Tra le disposizioni richiamate nell’accordo assume particolare rilevanza il capitolo dedicato alla carriera della dirigenza sanitaria. La preintesa introduce il principio secondo cui a ogni dirigente deve essere garantito un incarico, prevedendo per i neoassunti la decorrenza già dal momento dell’ingresso in servizio. Si tratta di un elemento che punta a rendere maggiormente definiti i percorsi professionali e a riconoscere le competenze dei dirigenti fin dalle prime fasi del rapporto di lavoro. La questione interessa in particolare i giovani medici e professionisti sanitari, per i quali le opportunità di crescita, la stabilità delle prospettive lavorative e il riconoscimento delle responsabilità possono incidere sulle scelte professionali. Brutto sottolinea il legame tra valorizzazione delle carriere e capacità del sistema sanitario di attrarre e trattenere personale qualificato. “Una sanità attrattiva deve offrire non soltanto una retribuzione adeguata, ma anche percorsi professionali trasparenti e possibilità di crescita. È un tema decisivo soprattutto per le nuove generazioni di medici e professionisti sanitari, che dobbiamo riuscire a trattenere nei nostri territori”, evidenzia Brutto.
Sanità in Calabria, la sfida è trattenere i medici e rafforzare gli ospedali
Il rinnovo contrattuale si inserisce in un contesto particolarmente delicato per la sanità calabrese, chiamata ad affrontare problemi strutturali che interessano tanto gli ospedali quanto l’assistenza territoriale. La difficoltà nel reperire personale sanitario rappresenta una delle questioni più importanti per garantire la continuità dei servizi. A questa si aggiungono il problema delle liste d’attesa e la necessità di rafforzare la capacità del sistema regionale di rispondere alle esigenze di salute della popolazione. In questo quadro, gli aumenti retributivi e le nuove opportunità professionali vengono considerati da Brutto strumenti utili per migliorare l’attrattività delle strutture sanitarie calabresi. L’obiettivo indicato dal presidente della Terza Commissione è creare condizioni lavorative capaci di valorizzare chi già opera sul territorio e favorire l’ingresso di nuovi professionisti. La questione non riguarda soltanto gli investimenti in strutture e servizi, ma anche la disponibilità di personale qualificato necessario per farli funzionare.
“Non possiamo affrontare le criticità della sanità calabrese – sottolinea Brutto – esclusivamente attraverso la programmazione strutturale. Servono investimenti sulle persone, sulle competenze e sulle condizioni di lavoro. Il nuovo contratto rappresenta, in questo senso, uno strumento che le Regioni e le aziende sanitarie dovranno saper utilizzare pienamente”.
Aggressioni a medici e operatori sanitari: nuove tutele legali e sostegno psicologico
Un altro capitolo significativo della preintesa riguarda la sicurezza del personale sanitario, con particolare attenzione agli episodi di violenza nei confronti dei professionisti. L’accordo prevede un rafforzamento degli strumenti di protezione legale e introduce forme di sostegno psicologico per chi subisce aggressioni durante lo svolgimento della propria attività. Le disposizioni interessano una questione che coinvolge direttamente l’organizzazione dei servizi sanitari, soprattutto nei contesti nei quali medici e operatori si trovano quotidianamente a gestire situazioni di particolare tensione. Il tema riguarda ospedali, pronto soccorso, ambulatori e strutture territoriali, dove la tutela dei professionisti costituisce un elemento fondamentale per garantire la continuità e la sicurezza dell’assistenza. Secondo Brutto, il rafforzamento delle garanzie previste dal contratto deve accompagnarsi a un impegno costante sul fronte della prevenzione.
“Non è più accettabile che chi entra in un ospedale, in un pronto soccorso, in un ambulatorio o in una struttura territoriale per curare le persone debba mettere in conto anche il rischio di essere aggredito. La sicurezza degli operatori sanitari è parte integrante della sicurezza delle cure. La tutela legale e il supporto psicologico previsti dal contratto rappresentano un segnale importante, ma dobbiamo continuare a lavorare anche sul piano della prevenzione”, sostiene Brutto.
Intelligenza artificiale nella sanità: arrivano le prime regole nel contratto
Tra le novità del rinnovo contrattuale figura anche un primo intervento sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale nei rapporti di lavoro della dirigenza sanitaria. L’accordo affronta un tema destinato ad assumere un’importanza crescente nell’organizzazione dei servizi, prevedendo anche specifici percorsi formativi. L’utilizzo delle nuove tecnologie pone infatti questioni che interessano direttamente il lavoro di medici e dirigenti, dalla gestione delle informazioni sanitarie alla protezione dei dati personali, fino alla sicurezza informatica e alle responsabilità professionali. La prospettiva richiamata da Brutto è quella di un sistema nel quale l’innovazione tecnologica possa supportare l’attività sanitaria senza sostituire il ruolo decisionale dei professionisti.
“L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente anche nel mondo della sanità e può rappresentare una straordinaria opportunità per migliorare diagnosi, organizzazione, ricerca e gestione dei servizi. Ma proprio per questo – evidenzia Brutto – occorrono competenze adeguate, attenzione alla protezione dei dati, alla cybersicurezza, all’etica e alla responsabilità professionale. La tecnologia deve essere uno strumento nelle mani dei professionisti, non un elemento che sostituisce la responsabilità clinica”. Il riferimento all’intelligenza artificiale evidenzia come il rinnovo contrattuale affronti anche le trasformazioni tecnologiche del settore sanitario, riconoscendo la necessità di accompagnarle con formazione e strumenti adeguati.
Orari di lavoro, ferie e riposo: più attenzione alla sicurezza dei pazienti
Il testo della preintesa dedica spazio anche all’organizzazione del lavoro, attraverso disposizioni che riguardano orario di servizio, ferie, diritto al riposo e pronta disponibilità. Si tratta di aspetti particolarmente rilevanti per una categoria professionale che opera frequentemente in contesti caratterizzati da elevata responsabilità, turni complessi e necessità di garantire la continuità assistenziale. Il rapporto tra condizioni lavorative e qualità delle cure costituisce uno dei punti centrali della riflessione di Brutto. L’organizzazione dei turni, il rispetto dei periodi di recupero e la gestione del carico professionale vengono infatti collegati alla prevenzione degli errori e alla sicurezza dei pazienti. Particolare attenzione viene rivolta al rischio di burnout, cioè alla condizione di esaurimento professionale che può derivare da situazioni prolungate di stress lavorativo.
“Garantire il diritto al riposo e una corretta organizzazione del lavoro non significa soltanto tutelare il lavoratore. Significa prevenire il rischio di errori, ridurre il burnout e aumentare la sicurezza dei pazienti. Una sanità efficiente non può essere costruita sul sovraccarico permanente dei suoi professionisti”, aggiunge Brutto. Il tema assume una rilevanza specifica anche per le aziende sanitarie, chiamate a conciliare la continuità dei servizi con condizioni di lavoro sostenibili per il personale.
Il ruolo della Regione Calabria e delle aziende sanitarie nell’applicazione del contratto
La preintesa costituisce un passaggio del percorso di rinnovo contrattuale, ma la sua concreta applicazione richiederà anche l’impegno delle amministrazioni sanitarie. È su questo punto che Brutto richiama le responsabilità delle Regioni e delle aziende sanitarie, evidenziando la necessità di tradurre le nuove disposizioni in miglioramenti effettivi dell’organizzazione dei servizi. Per la Calabria, secondo il presidente della Commissione Sanità, il contratto può inserirsi in una strategia più ampia finalizzata a rafforzare il sistema regionale e a rendere maggiormente attrattive le opportunità di lavoro. Tra gli obiettivi indicati figurano la valorizzazione delle professionalità già presenti nelle strutture sanitarie e la creazione di condizioni capaci di favorire il rientro e l’arrivo di nuovi medici e dirigenti.
“Il contratto mette a disposizione strumenti importanti. Ora la sfida passa anche alle Regioni e alle aziende sanitarie, chiamate a tradurre questi principi in una migliore organizzazione dei servizi. In Calabria dobbiamo cogliere questa occasione per rafforzare il sistema, valorizzare le professionalità presenti e creare condizioni capaci di favorire il rientro e l’arrivo di nuovi professionisti”, spiega Brutto.
Stipendi, inflazione e parità retributiva: le questioni ancora aperte
Nonostante il giudizio positivo espresso sulla preintesa, Brutto richiama anche alcuni aspetti sui quali ritiene necessario mantenere alta l’attenzione. Il primo riguarda il rapporto tra aumenti salariali, inflazione e potere d’acquisto. La crescita nominale delle retribuzioni rappresenta infatti soltanto uno degli elementi attraverso i quali valutare il trattamento economico dei professionisti. Il secondo tema riguarda la parità retributiva tra uomini e donne, indicata dal presidente della Terza Commissione tra le questioni da continuare a seguire. Le nuove disposizioni contrattuali vengono quindi inserite in una riflessione più ampia sulle condizioni economiche e professionali della dirigenza sanitaria, nella quale il riconoscimento del lavoro deve accompagnarsi alla valorizzazione delle competenze e all’equità dei trattamenti.
Brutto: “il rinnovo deve produrre risultati concreti negli ospedali calabresi”
“La prospettiva indicata dal presidente della Terza Commissione Sanità è quella di utilizzare il rinnovo contrattuale come uno degli strumenti per affrontare le difficoltà del sistema sanitario e migliorare la qualità dell’assistenza. Gli aumenti economici, le maggiori tutele, i percorsi professionali e la formazione tecnologica costituiscono, nella valutazione di Brutto, elementi che possono contribuire a rendere il Servizio sanitario nazionale più moderno e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini. Resta centrale la necessità di trasformare i principi contenuti nell’accordo in effetti tangibili all’interno delle strutture ospedaliere e territoriali”. È questo il messaggio con il quale Brutto conclude il suo intervento, richiamando la centralità delle persone nel processo di rinnovamento della sanità.
“Il Servizio sanitario del futuro dovrà essere più moderno, tecnologico e organizzativamente efficiente, ma soprattutto dovrà continuare a mettere al centro le persone. E tra queste, prima di tutto, ci sono i professionisti che ogni giorno garantiscono il diritto alla salute. Il rinnovo del contratto della dirigenza sanitaria è un passo importante in questa direzione. Ora, dobbiamo fare in modo che questo investimento produca effetti concreti negli ospedali, nei servizi territoriali e nella vita quotidiana dei cittadini”, rimarca Brutto.



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