Calabria, arriva la tracciabilità digitale di olive e olio: Coldiretti contro frodi e speculazioni

Il nuovo documento elettronico consentirà di tracciare le movimentazioni lungo la filiera olivicola. Franco Aceto: "Un risultato importante". Coldiretti chiede controlli rigorosi nei magazzini e nei supermercati per tutelare consumatori e agricoltori

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Una nuova arma contro le frodi alimentari e le speculazioni che minacciano il settore olivicolo italiano e calabrese. Con l’arrivo del documento di accompagnamento elettronico per olive e olio, la filiera compie un passo importante verso una maggiore trasparenza e il rafforzamento dei controlli sulla provenienza e sulla qualità dei prodotti. La novità viene accolta positivamente da Coldiretti Calabria, che rivendica il risultato come frutto delle mobilitazioni e del confronto portato avanti nei tavoli istituzionali nazionali e regionali, compreso quello tecnico dello scorso luglio.

L’obiettivo è contrastare le pratiche fraudolente, tutelare i redditi degli olivicoltori e garantire ai consumatori informazioni chiare su ciò che acquistano. Secondo l’organizzazione agricola, la digitalizzazione delle movimentazioni consentirà di rafforzare la tracciabilità lungo tutta la filiera, contribuendo a individuare eventuali irregolarità e a contrastare chi sfrutta il richiamo all’italianità per commercializzare olio di provenienza straniera.

La svolta della tracciabilità digitale, Coldiretti: “Un passo importante per tutelare cittadini e agricoltori”

Coldiretti sottolinea come l’introduzione del nuovo strumento rappresenti una risposta concreta alle richieste avanzate dagli agricoltori nei mesi scorsi. “Il lavoro quotidiano produce risultati e Coldiretti è impegnata nei tavoli istituzionali nazionali e regionali, per ottenere risultati concreti per le imprese agricole L’arrivo del documento di accompagnamento elettronico olivicolo risponde alle nostre richieste avanzate nelle mobilitazioni e al tavolo tecnico dello scorso luglio ed è un passo importante per tutelare la salute dei cittadini e i redditi degli agricoltori da truffe e inganni che portano sulle tavole e persino nelle mense dei bambini oli di bassa qualità e pericolosi, deodorati, addizionati con clorofilla o miscelati”. La preoccupazione riguarda dunque non soltanto le conseguenze economiche delle frodi per i produttori, ma anche i possibili rischi per i consumatori. L’organizzazione evidenzia la necessità di garantire scaffali chiari e trasparenti, nei quali sia possibile distinguere immediatamente la provenienza e la qualità dell’olio, valorizzando adeguatamente l’extravergine 100% italiano e contrastando le pratiche commerciali ingannevoli.

Franco Aceto: “Un altro colpo ai trafficanti di olio”. La richiesta di controlli nei magazzini

A sottolineare la portata della novità è Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, che evidenzia l’importanza della tracciabilità digitale per la tutela dell’intera filiera olivicola. “Finalmente, per la prima volta, sarà possibile tracciare digitalmente la movimentazione delle olive e dell’olio”, dichiara Aceto. “Un risultato importante, fortemente voluto da Coldiretti, che assesta un altro colpo ai trafficanti di olio che con truffe e inganni mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Ora – insieme ad Unaprol – sarà importante anche conoscere i risultati dei controlli che sono in corso, a partire dalle giacenze nei magazzini e allo scaffale della GDO. Bisogna fare piena luce su irregolarità e speculazioni, perché chi lavora onestamente non può continuare a pagare il prezzo di chi inganna”. Il presidente regionale richiama quindi l’attenzione sulla necessità di affiancare al nuovo sistema digitale un’attività di verifica capillare, capace di individuare eventuali anomalie nelle quantità di prodotto dichiarate e nella commercializzazione dell’olio. Una richiesta che assume particolare rilevanza per le imprese agricole impegnate nella campagna olivicola, alle prese con un mercato nel quale, secondo Coldiretti, occorre garantire condizioni di maggiore correttezza e trasparenza.

ColtivaItalia, 300 milioni per l’olivicoltura e nuovi strumenti contro le frodi

Accanto all’introduzione del documento elettronico, Coldiretti chiede di accelerare sull’applicazione delle misure previste dal ColtivaItalia, con 300 milioni di euro destinati all’olivicoltura italiana. Tra gli interventi sui quali l’organizzazione agricola sollecita particolare attenzione figurano i nuovi sistemi di controllo basati su tecnologie innovative, dalla risonanza magnetica alla mappa genomica, fino alla mappatura isotopica e alla creazione di una prima banca dati dedicata. Strumenti fortemente richiesti da Coldiretti per rendere più efficaci le verifiche e rafforzare la capacità di individuare eventuali frodi e irregolarità lungo la filiera. In questo quadro viene considerato importante anche il ruolo della Cabina di regia, chiamata a introdurre verifiche rigorose sui quantitativi di olio dichiarati in giacenza nei magazzini. La disponibilità di dati affidabili sulle scorte rappresenta, secondo l’organizzazione, una condizione essenziale per garantire trasparenza al mercato e tutelare le imprese agricole dalle conseguenze di comportamenti commerciali poco chiari.

Campagna olivicola, l’allarme sulle giacenze e il rischio per il ritiro delle olive

Con la campagna olivicola già avviata, Coldiretti ritiene particolarmente urgente fare chiarezza sulla reale situazione delle giacenze di olio presenti nei magazzini. Il timore espresso dall’organizzazione è che eventuali criticità generate da operatori senza scrupoli possano tradursi in conseguenze negative per gli olivicoltori, fino al rischio di vedersi rifiutare il ritiro delle olive per coprire situazioni riconducibili a strategie commerciali opache. Una prospettiva che rende ancora più importante, secondo Coldiretti, effettuare controlli puntuali sui quantitativi dichiarati, evitando che siano le aziende agricole che operano correttamente a subire le conseguenze delle irregolarità altrui. L’organizzazione chiede quindi che le verifiche accompagnino concretamente la nuova fase della filiera, assicurando agli agricoltori condizioni di mercato trasparenti e strumenti efficaci per difendere il valore delle produzioni italiane. La tutela del reddito dei produttori viene indicata come uno degli obiettivi centrali delle iniziative promosse nei tavoli istituzionali.

Olio extravergine nei supermercati, Coldiretti chiede verifiche su origine e qualità

La richiesta di controlli non riguarda soltanto i magazzini e le movimentazioni del prodotto, ma si estende anche agli scaffali della grande distribuzione organizzata. Coldiretti sollecita infatti verifiche puntuali e diffuse per accertare che tutto l’olio extravergine commercializzato corrisponda effettivamente alle caratteristiche dichiarate in etichetta, a partire dalla provenienza delle olive fino alla qualità del contenuto. L’obiettivo è impedire che prodotti di origine straniera vengano presentati attraverso richiami ingannevoli all’italianità e assicurare ai consumatori la possibilità di riconoscere con chiarezza ciò che acquistano. Per l’organizzazione agricola, la trasparenza delle informazioni e la tracciabilità delle movimentazioni devono procedere insieme, contribuendo a contrastare le frodi e a tutelare le imprese che rispettano le regole. Il nuovo documento elettronico rappresenta dunque un primo risultato, al quale Coldiretti chiede di affiancare l’attuazione delle misure del ColtivaItalia e un rafforzamento delle attività ispettive, per difendere la qualità dell’olio extravergine e il lavoro degli agricoltori.