Un orto sociale per aiutare le persone che affrontano un percorso di recupero dalle dipendenze a ritrovare fiducia nelle proprie capacità, responsabilità e autonomia. È questo l’obiettivo di “Coltivare Sé”, il progetto del Centro Accoglienza L’Ulivo di Tortora, in provincia di Cosenza, sostenuto da UniCredit con un finanziamento di 15mila euro attraverso il Fondo Carta Etica. L’iniziativa mette al centro il lavoro agricolo come strumento educativo e terapeutico, offrendo agli ospiti della comunità la possibilità di sviluppare competenze pratiche e personali utili al successivo reinserimento nella società e nel mondo del lavoro. Le risorse messe a disposizione dalla banca saranno utilizzate per acquistare le attrezzature e le dotazioni agricole necessarie alla realizzazione di un orto sociale terapeutico e allo svolgimento dei laboratori ergoterapici.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra UniCredit e una realtà impegnata da oltre trent’anni nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione delle dipendenze, con l’intento di affiancare ai tradizionali percorsi terapeutici attività concrete attraverso le quali ricostruire abitudini quotidiane, capacità organizzative e fiducia nel futuro. Un intervento che guarda non soltanto alla fase del recupero, ma anche alla possibilità di accompagnare le persone verso una condizione di maggiore indipendenza personale, economica e professionale.
Un orto terapeutico per recuperare autonomia e responsabilità
Il cuore del progetto “Coltivare Sé” è rappresentato dalla realizzazione di un orto sociale terapeutico, uno spazio nel quale il lavoro della terra diventa parte integrante del percorso di riabilitazione. Prendersi cura delle coltivazioni, rispettare i tempi della natura, organizzare le attività e assumersi responsabilità quotidiane sono esperienze che possono contribuire a ricostruire capacità e abitudini compromesse dalla dipendenza. L’attività agricola offre infatti la possibilità di confrontarsi con obiettivi concreti, verificare i risultati del proprio impegno e sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie risorse. Accanto all’orto saranno organizzati laboratori ergoterapici, nei quali il lavoro viene utilizzato come strumento di recupero e formazione. L’acquisto delle attrezzature e delle dotazioni necessarie sarà possibile grazie al contributo economico di UniCredit, che sostiene l’iniziativa nell’ambito del proprio impegno a favore di progetti con finalità sociali. L’intervento si inserisce in un percorso terapeutico più ampio, nel quale il recupero dell’autonomia passa anche attraverso la capacità di lavorare insieme agli altri, rispettare impegni e sviluppare competenze spendibili nella vita quotidiana e, successivamente, in ambito professionale.
Il Centro L’Ulivo di Tortora: oltre trent’anni di attività contro le dipendenze
Il progetto prende forma all’interno del Centro Accoglienza L’Ulivo, comunità terapeutica attiva a Tortora dal 1992 e accreditata dalla Regione Calabria. La struttura opera nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione delle dipendenze da sostanze e dall’alcol, occupandosi anche delle dipendenze comportamentali, tra cui il gioco d’azzardo patologico. Il Centro sviluppa percorsi terapeutici personalizzati che comprendono sostegno psicologico, attività educative, formazione e iniziative rivolte al reinserimento sociale e lavorativo, collaborando con i SerD e con la rete territoriale dei servizi. Nel corso degli anni, l’attività della comunità si è articolata in differenti programmi di recupero, con particolare attenzione sia alle esigenze terapeutiche degli ospiti sia alla costruzione delle condizioni necessarie per affrontare una vita autonoma dopo il trattamento. Nel 2025, tra le iniziative sviluppate dalla struttura, figurano programmi dedicati all’alcoldipendenza, alla gestione delle ricadute, all’agricoltura sociale e alla formazione professionale e digitale. Un insieme di attività nel quale il nuovo orto terapeutico si inserisce come ulteriore opportunità di crescita, formazione e recupero delle capacità individuali.
I dati relativi all’attività della comunità restituiscono la dimensione del lavoro svolto sul territorio. Nel solo 2025 il Centro L’Ulivo ha preso complessivamente in carico 64 persone in trattamento residenziale, accompagnandole attraverso percorsi terapeutici e riabilitativi. Il Bilancio sociale della cooperativa evidenzia, tra gli effetti delle attività realizzate, il rafforzamento della motivazione al cambiamento e il miglioramento dell’autonomia personale e sociale. Un ruolo significativo è stato svolto anche dalle esperienze di agricoltura sociale e dai laboratori, che hanno contribuito allo sviluppo dell’autostima, del senso di responsabilità, della capacità di collaborare in gruppo e delle competenze utili per il successivo inserimento sociale e professionale. È proprio sulla base di questi risultati che si sviluppa “Coltivare Sé”, con l’obiettivo di consolidare il ruolo delle attività pratiche all’interno dei percorsi di recupero. Il lavoro agricolo viene così considerato non soltanto come un’attività occupazionale, ma come uno strumento attraverso il quale favorire la ricostruzione di competenze e comportamenti indispensabili per affrontare una nuova fase della propria vita, contribuendo a rendere più stabile e consapevole il processo di reinserimento.
UniCredit affianca al finanziamento l’educazione finanziaria per gli ospiti
Il sostegno di UniCredit non si limiterà al contributo economico destinato alla realizzazione dell’orto e dei laboratori. La collaborazione prevede infatti anche il coinvolgimento dei volontari della banca in incontri di educazione finanziaria, durante i quali saranno messe a disposizione competenze legate alla gestione del denaro e all’organizzazione delle risorse economiche personali. Le attività formative affronteranno temi concreti come la pianificazione delle spese, la prevenzione del sovraindebitamento e l’utilizzo consapevole degli strumenti bancari di base. Si tratta di conoscenze che possono assumere un’importanza particolare per le persone che, al termine di un percorso terapeutico protetto, si preparano a tornare a gestire autonomamente la propria quotidianità. La capacità di amministrare il denaro, programmare le uscite e utilizzare correttamente i servizi finanziari rappresenta infatti una componente del processo di reinserimento sociale e lavorativo. L’iniziativa intende quindi collegare il recupero delle competenze pratiche e relazionali, attraverso il lavoro agricolo, all’acquisizione degli strumenti necessari per affrontare con maggiore consapevolezza le responsabilità economiche della vita quotidiana.
A spiegare il significato della collaborazione è Ferdinando Natali, Regional Manager Sud di UniCredit, che sottolinea l’importanza di accompagnare il percorso terapeutico con interventi capaci di favorire concretamente l’autonomia personale e professionale. “Il reinserimento sociale passa anche dalla capacità di ricostruire autonomia economica e professionale. Per questo riteniamo efficace un progetto che integra il percorso terapeutico con l’acquisizione di competenze, l’abitudine alla responsabilità e l’educazione finanziaria”, dichiara Natali. “Con Carta Etica destiniamo risorse a iniziative in grado di generare un impatto concreto nelle comunità e, in questo caso, affianchiamo al contributo economico anche le competenze delle nostre persone. Investire sul capitale umano significa creare le condizioni perché una fase di recupero possa tradursi in autonomia, capacità lavorativa e reinserimento stabile”. Le parole del rappresentante della banca evidenziano la volontà di integrare il finanziamento con attività formative rivolte direttamente ai beneficiari del progetto, affiancando all’intervento economico un contributo basato sulle competenze professionali dei volontari.
Il Fondo Carta Etica e il sostegno ai progetti sociali in Calabria
Il finanziamento di 15mila euro destinato al Centro Accoglienza L’Ulivo proviene dal Fondo Carta Etica di UniCredit, uno strumento alimentato da una quota delle commissioni percepite dalla banca attraverso l’utilizzo delle carte di credito “Etiche” da parte dei clienti. Le risorse raccolte vengono destinate a iniziative con finalità sociali, sostenendo progetti orientati a generare benefici concreti per le comunità e per le persone che vivono situazioni di difficoltà. Nel caso di Tortora, il contributo consentirà di rafforzare le attività di agricoltura sociale e i laboratori ergoterapici di una struttura che opera da oltre trent’anni nel campo delle dipendenze. La collaborazione rappresenta un intervento articolato su due ambiti complementari: da una parte il lavoro della terra, attraverso il quale sviluppare responsabilità, capacità operative e collaborazione; dall’altra l’educazione finanziaria, finalizzata a fornire strumenti pratici per la gestione dell’autonomia economica. L’obiettivo comune è accompagnare il percorso di recupero con opportunità formative che possano risultare utili anche dopo la conclusione del trattamento residenziale, favorendo un reinserimento sociale e lavorativo più consapevole e stabile.
Con “Coltivare Sé”, il Centro L’Ulivo aggiunge dunque un nuovo tassello alle attività terapeutiche, educative e formative che porta avanti a Tortora. Il progetto mette in relazione il recupero personale con esperienze quotidiane concrete, nelle quali il rispetto degli impegni, la cura degli spazi condivisi e il raggiungimento degli obiettivi diventano occasioni per ricostruire fiducia e autonomia. Il contributo di UniCredit permetterà di dotare la comunità degli strumenti agricoli necessari e, contemporaneamente, di ampliare le opportunità formative attraverso il coinvolgimento dei volontari della banca. La finalità è offrire alle persone impegnate nel percorso riabilitativo competenze che possano accompagnarle anche oltre la permanenza nella struttura, sostenendo il passaggio dalla fase del trattamento a quella del reinserimento nella società. Un percorso che, attraverso la coltivazione della terra e l’educazione alla gestione delle risorse economiche, punta a trasformare le esperienze di recupero in capacità personali e professionali utili per costruire una nuova quotidianità.


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