Prosegue e si intensifica l’attività della Polizia Metropolitana di Messina per la prevenzione e il contrasto del bracconaggio e degli illeciti ambientali. Nelle ultime settimane, i servizi di controllo hanno interessato diverse aree del territorio provinciale, con interventi mirati alla tutela della fauna selvatica e degli ecosistemi. Sotto il coordinamento del comandante, colonnello Domenico Martino, gli operatori del Corpo hanno rafforzato la presenza nelle zone maggiormente esposte ai fenomeni di bracconaggio, effettuando controlli, accertamenti di polizia giudiziaria e attività di prevenzione.
Tra gli interventi più recenti, quello effettuato a San Pier Niceto, dove gli agenti hanno recuperato un esemplare di falco di palude in evidente difficoltà. Gli accertamenti veterinari hanno evidenziato la presenza di pallini di piombo nel corpo del rapace. L’animale è stato affidato alle cure specialistiche, mentre sono stati avviati gli accertamenti di polizia giudiziaria finalizzati a individuare i responsabili.
Particolare attenzione è stata riservata anche al contrasto dei sistemi illegali di cattura della fauna selvatica
Particolare attenzione è stata riservata anche al contrasto dei sistemi illegali di cattura della fauna selvatica. Nelle campagne sovrastanti Santa Lucia del Mela, un servizio svolto con la collaborazione della Polizia Rurale del distaccamento di Barcellona Pozzo di Gotto ha portato all’individuazione e al sequestro di quattro lacci in cavetto d’acciaio, predisposti per la cattura illegale di cinghiali. Nel corso di un successivo intervento sono stati sequestrati altri undici lacci.
I controlli hanno riguardato inoltre l’impiego di richiami acustici vietati. A Curcuraci, in contrada Marotta, gli operatori hanno sequestrato un richiamo elettronico per quaglie, all’interno del quale è stato rinvenuto anche un dispositivo GPS. Sull’apparecchiatura sono in corso specifici approfondimenti investigativi. L’area interessata dall’intervento ricade, inoltre, all’interno di una Zona di Protezione Speciale (ZPS). Un ulteriore richiamo acustico è stato sequestrato in un’altra zona del territorio provinciale.
Gli interventi confermano il ruolo specialistico della Polizia Metropolitana nella tutela del patrimonio naturalistico e ambientale, attraverso l’integrazione delle competenze in materia ambientale, venatoria e di polizia giudiziaria con una capillare conoscenza del territorio.
“La tutela dell’ambiente e della fauna selvatica rappresenta una responsabilità che richiede competenza”
“La tutela dell’ambiente e della fauna selvatica rappresenta una responsabilità che richiede presenza, competenza e capacità di intervento – dichiara il sindaco metropolitano Federico Basile –. La Polizia Metropolitana svolge un’attività preziosa, spesso lontana dai riflettori, che consente di contrastare fenomeni di bracconaggio e comportamenti che danneggiano il patrimonio naturale del nostro territorio. L’obiettivo è continuare a rafforzare i controlli e valorizzare le professionalità del Corpo, affinché la Città Metropolitana possa garantire un presidio sempre più efficace a tutela dell’ambiente e della legalità”.
L’attività di controllo proseguirà nelle diverse aree della provincia, con particolare attenzione ai territori maggiormente esposti agli illeciti e ai contesti di maggiore rilevanza naturalistica. L’azione della Polizia Metropolitana punta così a consolidare una presenza operativa costante, mettendo a disposizione del territorio competenze specialistiche e una conoscenza diretta delle sue peculiarità ambientali.







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