Beppe Grillo attacca il M5S di Conte: “Si ispirava a San Francesco, ora sfrutta il poltronificio”

Nel giorno di San Francesco e nell’anniversario della fondazione del Movimento 5 Stelle, Grillo richiama i principi originari e punta il dito sulla Sardegna

Beppe Grillo torna all’attacco del Movimento 5 Stelle e sceglie una data dal forte valore simbolico per farlo: il 4 ottobre, giorno di San Francesco d’Assisi e anniversario della nascita del M5S, fondato proprio il 4 ottobre 2009. Questa volta il bersaglio dell’ex garante è la Sardegna e, in particolare, la cosiddetta “legge poltronificio”, approvata nel 2021 durante la presidenza regionale di Christian Solinas e allora duramente contestata dalle opposizioni, compresi Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Il punto politico sollevato da Grillo nasce proprio da quel passaggio: la norma, contestata quando il M5S sedeva all’opposizione, secondo il fondatore del Movimento non sarebbe stata successivamente cancellata una volta cambiata la maggioranza alla guida della Regione. Il post pubblicato sul suo blog porta un titolo volutamente ironico, “Oggi è il 4 Ottobre. E va tutto bene.”, e utilizza il richiamo ai valori francescani per costruire un confronto tra le origini del Movimento e la situazione politica attuale.

Grillo richiama le origini del Movimento 5 Stelle

La scelta del 4 ottobre non è casuale. Grillo parte infatti da San Francesco, richiamando i principi di fraternità, umiltà e povertà associati alla figura del santo di Assisi, per poi collegarli direttamente alla nascita del Movimento. È qui che arriva il passaggio più significativo dell’intervento, soprattutto per l’uso dell’imperfetto con cui il fondatore del M5S guarda alla forza politica nata diciassette anni prima. Ai principi francescani, scrive sul suo blog, “si ispirava una forza politica, fondata proprio il 4 ottobre 2009, la cui visione era quella del servizio nelle istituzioni per migliorare la vita di cittadini e cittadine, piuttosto che mirare all’arricchimento personale”.  È un passaggio che assume inevitabilmente un peso politico particolare. Grillo non si limita infatti a ricordare l’atto fondativo del Movimento 5 Stelle, ma mette a confronto la concezione originaria del servizio nelle istituzioni con ciò che contesta oggi.

Nel mirino di Grillo la Sardegna e la “legge poltronificio”

Il terreno concreto sul quale si sviluppa il nuovo attacco è quello della Regione Sardegna. Nel 2021, sotto la presidenza di Christian Solinas e con una maggioranza di centrodestra, venne approvata una norma che le opposizioni ribattezzarono “legge poltronificio”, contestandone gli effetti sull’aumento degli incarichi e delle consulenze regionali.  All’epoca, tra le forze più critiche verso il provvedimento figuravano proprio il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico, che sedevano all’opposizione. La contestazione riguardava la possibilità di incrementare il numero degli incarichi fiduciari e delle consulenze, con conseguente aumento dei costi per l’amministrazione regionale. È proprio questo precedente che Grillo utilizza oggi per colpire il Movimento.

La norma contestata dal M5S quando era all’opposizione

Nel 2021 il giudizio delle opposizioni sulla misura era stato molto duro. La cosiddetta legge poltronificio era stata descritta come uno strumento capace di moltiplicare incarichi e consulenze e di generare un incremento consistente delle spese della Regione. Grillo riporta ora quel confronto al centro del dibattito politico, sottolineando il contrasto tra la posizione assunta dal Movimento quando si trovava all’opposizione e quanto avvenuto successivamente. Il tema diventa quindi quello della coerenza politica rispetto a una battaglia che il M5S aveva condotto contro il centrodestra sardo. L’ex garante torna così su uno dei principi che avevano caratterizzato maggiormente la prima fase del Movimento: la critica ai costi della politica, agli incarichi fiduciari e a una gestione delle istituzioni percepita come distante dall’idea originaria di servizio pubblico.

Dal governo Solinas alla nuova maggioranza guidata da Alessandra Todde

Lo scenario politico regionale è nel frattempo profondamente cambiato. Dopo la stagione del centrodestra guidato da Solinas, la Regione è passata alla coalizione guidata da Alessandra Todde, esponente del Movimento 5 Stelle. È proprio qui che si concentra la critica di Grillo: secondo il fondatore, una volta arrivato al governo della Sardegna il Movimento avrebbe dovuto mettere tra le priorità l’eliminazione di quella stessa normativa che aveva combattuto dall’opposizione. La questione posta da Grillo non riguarda quindi soltanto l’origine della legge, che resta legata alla precedente maggioranza di centrodestra, ma ciò che è avvenuto dopo il cambio politico alla guida della Regione. In questa chiave, il richiamo alla Sardegna diventa un caso concreto attraverso cui Grillo torna a interrogarsi sulla distanza tra il M5S delle origini e quello attuale.

Il simbolismo di San Francesco e la scelta dell’imperfetto

Il tratto più evidente dell’intervento resta però il linguaggio. Grillo evita di limitarsi a una contestazione amministrativa e costruisce invece il proprio ragionamento attorno all’identità originaria del Movimento. Il verbo “si ispirava” diventa in questo senso uno degli elementi più significativi del post. Il riferimento al passato suggerisce infatti una distanza tra ciò che il M5S rappresentava nel momento della sua fondazione e ciò che Grillo vede oggi. Il richiamo a San Francesco rafforza ulteriormente questo contrasto. L’idea di una politica fondata sul servizio, sulla sobrietà e sulla rinuncia all’arricchimento personale viene accostata alla polemica sugli incarichi e sulle consulenze. Il post, dunque, assume un significato che supera il singolo caso sardo e torna a toccare direttamente la natura e l’identità del Movimento 5 Stelle.