Esiste il crimine di “femminicidio” e per contrastarlo si fanno sagge e benemerite leggi anche se non sono ancora sufficienti. Ma esiste pure il crimine di “paesicidio” o “borghicidio” cioè l’uccisione dei paesi e delle ruralità, attraverso lo spopolamento. A parte l’immenso patrimonio immobiliare che viene perso e che impoverisce chi parte ma anche l’intera comunità, si sta perdendo un inestimabile patrimonio storico, artistico e socio-culturale, che è un prezioso bene di tutti e che è la più vera identità non soltanto di migliaia di borghi ma dell’intera nazione e della stessa Europa!
Sono gigantesche le dimensioni dell’ingiusto e drammatico fenomeno e sembra che un bombardamento silenzioso stia piano piano sgretolando una civiltà ultramillenaria assieme alle case e alla vita qui espressa. Sono quasi cinquemila i paesi e i borghi che rischiano la morte certa nella sola Italia se i governi non prendono provvedimenti urgenti. E, proprio per invocare un cambio di atteggiamento statale verso questo “paesicidio” o “borghicidio”, il gruppo asd CALABRIANDO di Catanzaro ha trascorso la giornata di domenica 04 ottobre 2026 a Badolato, pure per ricordare che sono ben 40 anni (1986-2026) che qui si lotta (anche a nome di altre simili realtà), con la vicenda del “paese in vendita”, per non far morire i paesi di Calabria, d’Italia e d’Europa. Che senso ha l’Unione Europea se non salva i borghi?!… Pure per questo, urge un sano riequilibrio territoriale, perché le città scoppiano e i paesi muoiono!
Infatti così recita lo striscione dell’escursione di solidarietà di Calabriando a Badolato del 4 ottobre 2026: “40 anni dopo, un nuovo appello ai politici: Salvate i borghi dallo spopolamento. Offrite più servizi, collegamenti, risorse, idee e attenzione. Date agli abitanti motivi concreti per non lasciare i borghi. Nessuno va via, se ha una opportunità. Il futuro può essere anche qui, dove tutto sembra passato, se ve ne occupate ora, nel presente!”.
Con questo spirito di salvezza l’asd Calabriando, guidata da Riccardo Elia (presidente) e da Felice Izzi (dirigente), testimonia quasi settimanalmente questo accorato grido di allarme contro lo spopolamento, visitando un paese o una zona alla volta della Calabria. Sperando, come tanti altri calabresi e italiani, di essere ascoltati: la dorsale prealpina, appenninica e delle isole dell’Italia non può morire di “osteoporosi demografica”.
All’appello di Calabriando, si unisce Domenico Lanciano, autore nel 1986 di “Badolato paese in vendita”, il quale esorta tutti, specialmente i calabresi, a visitare i borghi spopolati, non soltanto per imparare a conoscere meglio la propria regione, ma anche per testimoniare così l’esigenza di non lasciare morire i territori. Soprattutto le Scuole siano vere e accorate maestre di tale “pedagogia della salvezza demografica”. In particolare, esorta di visitare Badolato borgo, come un pellegrinaggio etico e civile, proprio ogni 07 ottobre quando ricorrono gli anniversari del lancio dell’SOS per non morire di spopolamento. Siamo tutti irrimediabilmente uniti nel medesimo destino!







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