Aspromonte, il Fagiolo Pappaluni diventa Presidio Slow Food: una nuova opportunità per l’economia delle aree interne

Presentato a Delianuova il nuovo Presidio Slow Food della provincia di Reggio Calabria. Istituzioni, produttori e associazioni insieme per tutelare la biodiversità, valorizzare le tradizioni agricole e creare nuove prospettive di sviluppo per il territorio aspromontano

Il Fagiolo Pappaluni d’Aspromonte diventa Presidio Slow Food, un riconoscimento che punta a salvaguardare una delle produzioni agricole identitarie del territorio e a offrire nuove opportunità economiche e sociali alle comunità delle aree interne. Il progetto è stato presentato questa mattina nella Sala Consiliare del Comune di Delianuova, nel corso di una conferenza stampa che ha riunito amministratori locali, rappresentanti istituzionali, tecnici, associazioni e produttori. Al centro dell’iniziativa, la volontà di costruire una rete di collaborazione capace di tutelare la biodiversità agricola, sostenere le filiere locali e contrastare il progressivo impoverimento delle zone più periferiche dell’Aspromonte. L’incontro è stato introdotto dal sindaco di Delianuova, Domenico Licastro, la cui amministrazione ha sostenuto finanziariamente l’avvio del progetto. Presenti la vice commissaria del Comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte, dott.ssa Princi, il sindaco di Scido Giuseppe Zampogna, i funzionari ARSAC Marcello Bruno e Vincenzo Cilona, la funzionaria della Regione Calabria Marisa Perrone, i rappresentanti di Slow Food e una numerosa delegazione di produttori locali.

La collaborazione tra istituzioni e realtà produttive è stata indicata come elemento fondamentale per garantire continuità al progetto e trasformare il riconoscimento in un’occasione concreta di sviluppo. “Solo creando relazioni e unendo le forze si riesce a dare un’idea di futuro all’area aspromontana”, ha dichiarato il sindaco Licastro, richiamando la necessità di una cooperazione stabile tra pubblico e privato. Sulla stessa linea la vice commissaria di Sant’Eufemia d’Aspromonte, che ha evidenziato come “…le iniziative culturali legate a Slow Food portino benefici all’intero areale, valorizzando un legume che rappresenta un’identità agricola condivisa”. Un legame con le tradizioni locali sottolineato anche dal sindaco di Scido, Giuseppe Zampogna, che ha ricordato l’impegno del suo Comune nella promozione del prodotto attraverso una manifestazione ormai consolidata: “Questa giornata mi riempie di gioia. Da quindici anni il nostro Comune organizza con grandi sforzi la sagra estiva della Carne di Capra e dei Pappaluni. Questo Presidio è uno stimolo straordinario per i cittadini e per l’economia locale, che da oggi acquisisce un valore ancora maggiore”.

La tutela della biodiversità e il ruolo dei produttori dell’Aspromonte

Il nuovo Presidio nasce anche dall’esigenza di preservare il patrimonio agricolo e gastronomico dell’Aspromonte, riconoscendo il lavoro di chi continua a coltivare e tramandare le produzioni tradizionali. Francesco Saccà, vicepresidente di Slow Food Reggio Calabria, ha richiamato la funzione sociale dell’iniziativa e il ruolo del volontariato nella tutela delle eccellenze locali: “Il Presidio è lo strumento di partenza per promuovere un prodotto ed evitarne l’oblio o l’estinzione. Come volontari dedichiamo passione e tempo per dare valore a persone che hanno profondamente a cuore la propria terra”. Un impegno che trova nei produttori i suoi principali protagonisti, chiamati a custodire la biodiversità e a mantenere viva una tradizione agricola che rappresenta anche una possibile risorsa economica. A nome della categoria, uno dei produttori presenti ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto: “Siamo profondamente orgogliosi di questo riconoscimento”, che “rappresenta il coronamento di anni di lavoro per custodire la biodiversità locale e, al contempo, una reale opportunità di riscatto economico per la nostra filiera”.

Il percorso che ha portato alla nascita del Presidio è stato accompagnato da un’importante attività di ricerca e valorizzazione scientifica. I funzionari dell’ARSAC e della Regione Calabria hanno confermato il sostegno istituzionale ai produttori anche nelle successive fasi di certificazione e promozione, individuando nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari una delle direttrici strategiche per il rilancio dell’economia delle aree interne. Marisa Perrone, che ha coordinato le attività di ricerca, ha illustrato il lavoro svolto per approfondire le caratteristiche e la storia della coltivazione: “In tutto questo tempo, io e i miei colleghi”, ha spiegato, “abbiamo realizzato indagini storiche, agronomiche, colturali e di monitoraggio durante tutto il ciclo vegetativo, Un enorme lavoro che racconta un Aspromonte autentico e il patrimonio del sapere agricolo e contadino”. Un’attività che ha consentito di documentare il valore della produzione e di consolidare le basi scientifiche del progetto.

Tra i risultati raggiunti figura anche l’iscrizione del Fagiolo Pappaluni all’Anagrafe Nazionale della Biodiversità, ricordata dal funzionario ARSAC Marcello Bruno nel corso del suo intervento: “Anch’io sono soddisfatto di questo successo e che dopo tre anni ci vede oggi insieme a Slow Food a presentare questo percorso che ha fatto sì che il Fagiolo Pappaluni fosse iscritto all’Anagrafe Nazionale della Biodiversità”. A completare gli interventi tecnico-scientifici è stato Vincenzo Cilona, che in ARSAC si occupa di promozione e valorizzazione, soffermandosi sull’importanza di costruire una collaborazione duratura tra istituzioni, mondo scientifico e comunità locali. “Il Presidio Slow Food ci permette di valorizzare ecosistemi di comunità e di territorio, oltre aiutarci a conoscere le tradizioni e la cultura dei luoghi. Per farlo e non perdere il patrimonio della cultura popolare gastronomica e di comunità, è necessario che le istituzioni creino sinergia per poter dare risultati ai propri cittadini. E oggi la sinergia si può fare con ARSAC, con Slow Food, con l’Università”.

Slow Food Calabria: il Presidio entra in una rete internazionale

A concludere la conferenza stampa è stato Michelangelo D’Ambrosio, presidente di Slow Food Calabria, che ha evidenziato come il riconoscimento rappresenti un’opportunità per dare maggiore visibilità al territorio aspromontano e inserirlo in un sistema internazionale impegnato nella salvaguardia delle produzioni tradizionali. “Questo Presidio inserisce il territorio in una rete globale di 120 Paesi e 450 Presìdi italiani uniti per la salute del Pianeta”, ha dichiarato D’Ambrosio, richiamando anche la necessità di affrontare le sfide ambientali attraverso scelte concrete: “Pensare al futuro con coscienza significa proprio questo: non subire la crisi climatica, ma agire”. Il presidente di Slow Food Calabria ha inoltre sottolineato il ruolo centrale degli agricoltori nella conservazione delle risorse naturali e delle conoscenze tramandate nel tempo. “I produttori aspromontani non sono semplici agricoltori, ma veri e propri custodi della biodiversità”, ha affermato, invitando anche i cittadini a partecipare attivamente alla tutela del patrimonio agroalimentare attraverso le proprie abitudini di consumo.

Da qui l’appello rivolto ai consumatori, chiamati a sostenere le produzioni locali e a riconoscere il valore ambientale, culturale ed economico delle proprie scelte alimentari. “Con questo Presidio invitiamo i consumatori a diventare ‘co-produttori’ attivi. Ogni scelta alimentare consapevole è un atto politico per nutrire la terra e custodire i nostri suoli per le generazioni future”. Il riconoscimento del Fagiolo Pappaluni d’Aspromonte segna così una nuova tappa nel percorso di valorizzazione del territorio, costruito attraverso il lavoro dei produttori, il contributo della ricerca e la collaborazione tra amministrazioni, associazioni e istituzioni. L’obiettivo condiviso è trasformare la tutela di un prodotto della tradizione in uno strumento capace di sostenere l’economia locale, custodire l’identità agricola dell’Aspromonte e offrire nuove prospettive alle comunità delle aree interne calabresi.