Un viaggio dentro la fragilità della mente, fino al punto in cui la psiche rischia di cedere sotto il peso di eventi estremi. È questo il cuore di “Anxia”, il nuovo libro di Oreste Kessel Pace, uscito da pochi giorni e nato da una delle fasi più difficili della sua vita. Dopo oltre 35 anni di attività letteraria, una biografia di oltre 15 pagine e più di 30 libri pubblicati, tradotti e venduti anche all’estero, lo scrittore ha trasformato in materia poetica dodici mesi segnati da ansia, instabilità e attacchi di panico. Il volume ripercorre infatti il periodo iniziato nel luglio 2025 e proseguito per un anno, restituendo attraverso la poesia stati emotivi intensi e complessi, con passaggi definiti deliranti e commoventi e una forte componente psicologica.
Un’opera tra poesia, immagini e tensione emotiva
“Anxia” non si limita alla parola scritta. Il libro è arricchito da immagini realizzate dallo stesso autore, alcune scattate all’esterno con la sua Reflex, chiamata Martina, tra la Calabria e la Toscana, altre create in laboratorio o elaborate in digitale con Photoshop. Le immagini accompagnano e approfondiscono il racconto emotivo, restituendo la tensione degli attacchi di panico, gli ambienti nei quali si sviluppano gli eventi e il progressivo mutamento interiore dell’autore. In questo senso l’opera si presenta come un lavoro che intreccia linguaggi differenti e che utilizza fotografia, elaborazione visiva e poesia come strumenti complementari per rappresentare una condizione mentale estrema e il percorso necessario per attraversarla.
Il libro, nelle intenzioni e nella struttura, non viene descritto come una semplice silloge poetica. “Anxia” rappresenta piuttosto il confine ultimo della psiche, il punto oltre il quale si apre quello che viene definito l’abisso. Come altre opere di Pace, anche questa viene presentata come un esperimento letterario e scientifico, capace di trasformare l’autore attraverso un percorso inatteso e una vera e propria metamorfosi. Il viaggio compiuto nel corso di quei dodici mesi si traduce così in una nuova consapevolezza del proprio essere e in una riflessione più ampia sul rapporto tra fragilità, identità e capacità di resistere alle sollecitazioni più dure.
Oltre 35 anni di attività e più di 30 libri pubblicati
La pubblicazione di “Anxia” si inserisce in un percorso letterario lungo oltre tre decenni. Oreste Kessel Pace ha alle spalle più di 30 libri pubblicati e una produzione che ha ricevuto nel tempo l’attenzione di importanti esponenti del mondo culturale. Sui suoi lavori si sono espressi, tra gli altri, Piromalli, Siclari, l’emerito professore Francesco D’Episcopo, docente di Letteratura Italiana e Critica Letteraria all’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, e Paolo Ascagni. Un itinerario artistico costruito nel tempo attraverso sperimentazione, ricerca e una forte attenzione alla dimensione psicologica, elementi che anche in questo nuovo volume diventano centrali e vengono portati a un livello particolarmente personale.
Nel corso della sua attività, Pace ha ricevuto cinque riconoscimenti alla carriera e all’impegno culturale. Tra i premi più recenti figurano il prestigioso Gran Premio delle Generazioni, assegnato dall’omonima università, e il Literature for peace, ricevuto nel marzo 2025. “Anxia” rappresenta quindi un nuovo capitolo di un percorso già ampio, ma assume un significato particolare proprio perché nasce da un’esperienza personale estrema e da un confronto diretto con la parte più fragile dell’esistenza. Un’opera che, attraverso poesia e immagini, prova a raccontare fino a dove possa spingersi la mente umana quando viene sottoposta a pressioni profonde e destabilizzanti.
Nel comunicato, Oreste Kessel Pace viene infine indicato come una delle espressioni culturali della Calabria, terra alla quale resta profondamente legato e che continua a rappresentare uno dei riferimenti del suo percorso umano e artistico.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?