L’ufficializzazione dell’intesa politica tra Sud chiama Nord e la coalizione di centrodestra guidata da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia ridisegna la geografia delle alleanze in vista delle elezioni politiche del 2027. Un patto che consolida l’asse tra il premier e la forza autonomista guidata dal Sindaco di Taormina, garantendo una presenza strutturata nell’alveo della maggioranza nazionale pur preservando radici e identità. Per decifrare la portata e i retroscena di questa mossa strategica, ai microfoni di StrettoWeb interviene Giuseppe Scopelliti. L’ex Presidente della Regione Calabria ed ex Sindaco di Reggio Calabria, da tempo legato a De Luca da un rapporto di stima e confronto politico, legge l’accordo come il naturale e maturo approdo di un percorso che parte da lontano.
Pochi giorni fa, in un’approfondita intervista presso la nostra Redazione, lo stesso Scopelliti aveva preannunciato l’ingresso di “nuove forze” nella coalizione di Centrodestra.
Ti riferivi proprio a Cateno De Luca? E Qual è il tuo giudizio sul passo politico compiuto dal leader di Sud chiama Nord?
“Cateno De Luca è un politico sincero, diretto, competente e con una lunga esperienza amministrativa. Lo apprezzo molto. I movimenti territoriali, come quello di Cateno De Luca, possono assicurare a Giorgia un fondamentale contributo in vista delle elezioni del 2027. Pertanto, sono molto contento che si sia chiuso l’accordo. È un “modello” che può e deve essere riproposto e replicato in tutte le Regioni d’Italia, con il coinvolgimento di Movimenti, Associazioni e aggregazioni che hanno a cuore le sorti del Paese e che si ispirano ad uno stesso sistema di valori. Quei valori, ad esempio, che sullo sfondo avvicinano Cateno De Luca alla coalizione di centrodestra. Con lui ho un ottimo rapporto. Due anni fa, insieme, presentammo il mio libro a Reggio e a Taormina. In una di quelle occasioni, a cena, gli dissi che se con il suo Movimento “Sud chiama Nord” fosse rimasto al centrosarebbe rimasto impigliato nell’incertezza, nell’indeterminatezza, con il rischio di non essere riconoscibile e di essere “scartato” sia da destra che da sinistra“.
Alla fine quella scelta di campo è arrivata ed è caduta sull’alleanza di centrodestra.
“Si. Cateno è un politico acuto, di “razza” come si direbbe. Ha fatto la scelta giusta. Più volte gli dissi che lui, in “realtà”, hauna “curvatura politica” verso il centrodestra. Gli auguro il meglio e sono certo che il suo Movimento porti linfa nuova all’unica coalizione in grado di governare il Paese. Laura Castelli, inoltre, è un valore aggiunto, e sono convinto che insieme consolideranno una squadra affidabile e credibile”.
Un dialogo che, peraltro, avevi già favorito in passato, quasi anticipando i tempi di questo approdo nazionale.
“Sì, è così. Alle elezioni regionali in Campania “avvicinai” Laura Castelli ad Edmondo Cirielli. L’accordo si chiuse con una candidatura di Sud chiama Nord in Fratelli d’Italia. È stata, per così dire, un’anticipazione di quanto sarebbe avvenuto oggi con questo accordo nazionale. Segno che vi sia una base di riferimento su cui poter lavorare per raggiungere l’obiettivo del 2027”.
Quali prospettive apre questo allargamento per la coalizione di governo in vista dei prossimi appuntamenti elettorali?
“È un ulteriore tassello, fondamentale per dare maggiore forza alcentrodestra. Giorgia Meloni è l’unico Leader che può guidare il Paese e sono certo che le forze più sane, a livello nazionale, convergeranno verso la sua azione di Governo. Cateno De Luca è ben radicato in Sicilia, ma non solo lì: anche sul territorionazionale è in grado di attrarre nuove energie politiche. Come dicevo, è uno “schema” che può essere riproposto nelle altre Regioni, nella prospettiva di costruire una coalizione ampia, che sappia coinvolgere realtà anche diverse, ma con valori “compatibili”, provenienti dal mondo imprenditoriale, associazionistico, professionale. L’obiettivo è quello di vincere le elezioni politiche del 2027, e non possiamo mancarlo”.



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