Ci sono dei momenti in cui la cosa migliore da fare è stare zitti e aspettare che passi. Il tempo lenisce le ferite, alla lunga la questione smetterà di essere attenzionata, ci sarà altro di cui parlare. Sarebbe una scelta di buon senso, magari anche furba per certi versi, fischiettare e far finta di niente. Riflettere sui propri errori, buttare giù tutto e ricostruire da zero, tagliando nettamente i ponti con il passato, è probabilmente chiedere troppo. Ma la sinistra reggina, ormai in frantumi dopo le comunali (come dimostrato dalle Suppletive successive), continua sulla strada dell’autodemolizione. Quei cocci vuole farli diventare sempre più piccoli, possibilmente, umiliandosi durante il processo.
Non ci sembra vero mentre lo scriviamo, così come non ci sembrava vero mentre lo stavamo leggendo, ma in una nota firmata dai consiglieri comunali Domenico Battaglia, Francesco Catalano Francesco, Demetrio Delfino, Marcantonino Malara, Giuseppe Marino, Filippo Quartuccio, Carmelo Romeo e Carmelo Versace si sono presi i meriti del Ponte sul Calopinace.
Non avete letto male e non c’è alcun fraintendimento, si parla proprio di quel ponte che non sono riusciti a completare dal 2016, anno in cui è stato presentato il progetto, a oggi (2026, ndr).
Ma che gli ha fatto di male la colazione alla sinistra reggina?
La nota stampa dei Consiglieri dell’Opposizione riguardante il Ponte sul Calopinace
Di seguito il testo integrale della nota, parla da sé.
“Domani, finalmente, il ponte sul Calopinace viene consegnato ai cittadini. E questo è un fatto positivo, soprattutto, per i reggini cui l’opera appartiene perché la finanziano e ne usufruiscono. Ma proprio perché la città merita verità, è doveroso ricordare che un’amministrazione che subentra eredita anche progetti, finanziamenti, gare e cantieri già messi in moto. Portarli a compimento è un compito istituzionale importante che non equivale a poter presentare opere come fossero concepite ex novo“. E’ quanto afferma il centrosinistra a Palazzo San Giorgio che, alla vigilia dell’inaugurazione dell’infrastruttura che unirà l’area del Tempietto al Parco Lineare Sud, ricorda come “il ponte sia frutto di una visione, di una programmazione e di progetti realizzati dalle passate amministrazioni che hanno immaginato e concretizzato quelli che, alla storia, passeranno come i cinque chilometri più belli d’Italia”.
“All’attuale compagine amministrativa – continua la nota – va dato atto di aver posto l’ultimo tassello su un puzzle talmente complicato che persino il sindaco, Francesco Cannizzaro, è stato costretto a ricalibrare le sue dichiarazioni di agosto: se allora annunciava il completamento dell’opera a costo zero per l’ente, oggi si è reso necessario il ricorso ad ulteriori risorse economiche, come si evince dalla determina n. 4702 del 01/10/2026. Sono stati, infatti, utilizzati ulteriori 355 mila euro dal progetto RI.CO.PO. La realtà, dunque, è molto diversa da quella che si vorrebbe raccontare. Perché, per anni, il Ponte sul Calopinace è stato un cantiere travagliato, con ritardi, difficoltà, vicissitudini contrattuali e innumerevoli tentativi di sbloccarne il completamento anche per alcune discutibili decisioni assunte dalla ditta incaricata di realizzare i lavori“.
“Dunque – proseguono i consiglieri di minoranza – i complimenti vanno certamente all’attuale giunta che è riuscita concludere un percorso tracciato da altri, ma va pure detto come questo sia soltanto il primo di una lunga serie di casi nei quali la nuova amministrazione si troverà a inaugurare opere la cui programmazione e la realizzazione sono stati avviati dai precedenti esecutivi Falcomatà“.
Dai banchi dell’opposizione, a questo punto, chiedono tempi e modalità di realizzazione delle opere della nuova amministrazione annunciate in campagna elettorale. “Una cosa è inaugurare ciò che si eredita – avvertono – un’altra è mettere in campo una propria visione della città, trasformando gli annunci in progetti, finanziamenti, gare, cantieri e opere concluse“.
Tra gli interventi indicati figurano, per esempio, la cabinovia tra il Porto e i fortini di Pentimele e il tunnel destinato a liberare dal traffico il lungomare Falcomatà, sui quali l’opposizione sollecita “indicazioni precise rispetto a tempi e modalità di realizzazione“.
“Il calendario delle inaugurazioni – conclude la nota del centrosinistra – non può diventare il calendario delle realizzazioni. Se davvero l’apertura del Ponte sul Calopinace vuole essere “l’alba di una nuova era”, allora dopo l’alba dovrà arrivare anche il giorno in cui vedremo le grandi opere promesse dalla nuova amministrazione diventare finalmente progetti, cantieri e risultati concreti. Fino a quel momento avremo bene in mente la Reggio che si sta realizzando perché l’abbiamo programmata noi“.
“Abbiamo iniziato noi”. E non siete stati capaci di finirlo
La nota rasenta il ridicolo. Senza offesa alcuna, ma non c’è altro modo per dirlo. I protagonisti della precedente Amministrazione stanno, davvero, provando a prendersi i meriti di un ponte che non sono stati capaci di finire, diventato fonte di risate amare, incompiuta simbolica e imbarazzante. Si stanno prendendo quel merito. Loro hanno iniziato, loro lo hanno pensato. Non sia mai che la gente, dopo 10 anni di ritardi e promesse non mantenute, dia il giusto merito a chi in 58 giorni lo ha finito con tutta la semplicità del mondo.
Loro che avevano rotto con la ditta incaricata dei lavori, la stessa che ha concluso i lavori dopo che Cannizzaro si è adoperato per riallacciare i rapporti umani e professionali.
Lo stile della nota è uguale a tutte le ultime: prima parlano dei cittadini, “è la loro festa“, gli stessi cittadini che la festa l’hanno fatta l’ultima notte delle Comunali; poi si ritrovano, dopo una serie di puntualizzazioni, anche a dare dei meriti a Cannizzaro che, lo ammettono anche loro, ha effettivamente completato il Ponte sul Calopinace; infine, lo punzecchiano su cabinovia e tunnel sotterraneo del centro, due opere annunciate in campagna elettorale, due opere destinate a cambiare il volto della città, che i consiglieri opposizione avrebbero voluto vedere sorgere già pochi mesi dopo l’insediamento della nuova giunta.
Ora hanno fretta, stanno con il dito sull’orologio modello Mazzarri, vigilano puntigliosamente. Loro che in 10 anni non hanno completato pochi metri di ponte. Il finale è poetico: “avremo bene in mente la Reggio che si sta realizzando perché l’abbiamo programmata noi“. Cosa aggiungere se non: meno male che non l’avete realizzata, perchè per come stavano andando le cose fino a maggio…



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