Dopo 12 anni di “magna magna“, sono da capire. Il cibo gli sta dando alla testa. Dopo aver criticato le colazioni, dopo aver parlato di “tavole cunzate” per un ponte che in 10 anni non sono riusciti a costruire, ora il problema della sinistra reggina è il servizio mensa delle scuole. E, ringraziando il cielo, non riguarda il fatto che i bambini possano mangiare. A dare fastidio all’opposizione comunale sono le ispezioni volute dal sindaco Cannizzaro per controllare la qualità del cibo e del servizio offerto nelle scuole.
La nota di Carmelo Romeo
Di seguito riportiamo la nota dell’assessore Carmelo Romeo dal titolo: “Mensa scolastica, Carmelo Romeo: ‘Le scuole non sono un set di Masterchef. Servono controlli seri, non selfie’”
“Le mense scolastiche sono un servizio essenziale per migliaia di famiglie reggine e meritano serietà, competenza e controlli rigorosi. Non meritano di trasformarsi in un palcoscenico per video e selfie da pubblicare sui social”. Così il Consigliere comunale Carmelo Romeo interviene dopo le dichiarazioni dell’assessore all’Istruzione Filomena Iatì e l’annuncio del Sindaco, che con i consiglieri di maggioranza proseguirà le cosiddette “ispezioni a sorpresa” nelle scuole cittadine.
“L’assessore invita l’opposizione a verificare sul campo”, prosegue Romeo. “In queste ore, però, i post li sta facendo la maggioranza: sopralluoghi ripresi con lo smartphone, assaggi in favore di telecamera, video rilanciati sui profili personali. In uno di questi si sente definire il cibo “mangiabile” con una certa approssimazione. È questo il criterio? La qualità di un pasto per bambini non si misura con un assaggio e una battuta davanti alla telecamera. È importante considerare aspetti di qualità, valori nutrizionali, temperature di conservazione e di servizio, che richiedono competenze tecniche e né il Sindaco né noi Consiglieri possiamo ergerci ad esperti”.
Come già evidenziato dai colleghi della minoranza, per Carmelo Romeo queste visite non possono sostituire i controlli ufficiali: “la Commissione mensa, il cui regolamento è stato aggiornato dal Consiglio comunale nel settembre 2024, prevede la presenza di un tecnologo alimentare indicato dall’Università Mediterranea e di un biologo nutrizionista individuato dall’Asp. È questo l’organismo che deve valutare il servizio, con metodo e con verbali, insieme al rispetto del capitolato vigente. Dalla seduta di domani in poi va messo nelle condizioni di lavorare con continuità e i suoi esiti vanno resi pubblici alle famiglie”.
Il Consigliere richiama poi il menù che l’amministrazione attende dall’Asp: “bene il lavoro annunciato su parametri nutrizionali, grammature e stagionalità, ma un menù vidimato è soltanto un punto di partenza. Quello che conta è che quanto scritto sulla carta arrivi davvero sul tavolo dei bambini: che le porzioni corrispondano alle grammature previste, che le materie prime abbiano le caratteristiche e la qualità richieste, che i prodotti di stagione siano effettivamente utilizzati e che i pasti arrivino a temperatura anche nelle scuole con più turni. Per questo chiediamo verifiche periodiche e documentate, svolte in modo imparziale da chi ha la competenza per farle, sulla corrispondenza tra menù, capitolato e pasto effettivamente servito. Senza questi controlli, anche il miglior menù rischia di restare poco utile”.
Il Consigliere Carmelo Romeo segnala, infine, un ulteriore aspetto tutt’altro che secondario: “gli addetti distribuiscono correttamente i pasti con cuffie, mascherine e guanti, come prevedono le norme igienico-sanitarie. Nei video diffusi dagli stessi amministratori, invece, si vedono assaggi direttamente dai vassoi, nessuna cuffia, nessun guanto e persino una mano nuda con relativi accessori apposta nel contenitore del cibo, accanto all’addetta che indossa correttamente i guanti. È paradossale che chi dichiara di voler tutelare la salute dei bambini sia il primo a non rispettare le regole minime che si pretendono, giustamente, dal personale”.
“Su un punto concordo con l’assessore: alcuni temi non hanno colore politico”, conclude Romeo. “Proprio per questo non si fa propaganda con i bambini. Le famiglie chiedono pasti adeguati, caldi e sicuri, non contenuti per i social. Continueremo a raccogliere le segnalazioni dei genitori e del personale scolastico e a portarle nelle sedi istituzionali, chiedendo trasparenza e risposte concrete”.
Non è che il vero problema è il consenso?
Partiamo da una premessa. Ci dispiace constatare che Romeo abbia citato Masterchef nel titolo della sua nota e non nel testo, un simpatico riferimento a Cannizzaro-Cannavacciuolo o ai consiglieri di Maggioranza intenti ad aprire le mistery box gli avrebbe fatto guadagnare punti. Occasione persa, peccato. Come è stata persa un’altra occasione per evitare una polemica sterile.
Romeo si è guardato tutti i video dei consiglieri, ha preso appunti scrupolosamente su tutte le norme igieniche violate, ha messo in pausa, ha ingrandito i fotogrammi, avrà usato anche l’IA per analizzare una grande mole di dati per poi mettere giù un report coi fiocchi. E, bontà sua, ha evitato di trasformarsi in Bassetti citando i droplet di saliva diffusi nell’ambiente circostante dai rappresentanti della maggioranza che nei video hanno osato anche parlare.
Scherzi a parte, Romeo ha ragione quando dice che le valutazioni vadano effettuate con degli esperti, frase nella quale inserisce anche se stesso fra le persone non in grado di valutare. Quel che però Romeo non ha pienamente compreso, o ha fatto finta di non comprendere, è la natura di queste ispezioni.
Il sindaco Cannizzaro non è andato a raccogliere campioni biochimici sulle briciole di pane. I consiglieri Iatì, Parisi, Curatola, Romeo non sono andati in veste di microbiologici per valutare il ph del cibo e la corretta temperatura in gradi celsius della conservazione dei materiali. Sono andati nelle scuole, a contatto con gli studenti, con il personale e per rispondere alle istanze dei genitori, al fine di vigilare sull’efficacia del servizio, ad assaggiare i cibi che i nostri giovani mangiano ogni giorno, a verificare le basilari condizioni igieniche delle mense. E, nel caso in cui fossero sorti dei problemi evidenti, questi sarebbero stati segnalati a chi di competenza.
Sembra assurdo anche solo doverlo specificare. Romeo, inoltre, dedica buona parte del suo intervento a criticare la “spettacolarizzazione” di queste ispezioni, come se al giorno d’oggi non sapesse (e il sindaco che ha servito fedelmente ne è stato un esempio) che la politica si fa anche attraverso i social, importanti canali di promozione del proprio operato. Questa cosa sembra dargli particolarmente fastidio: non è che il vero problema è il consenso che la maggioranza sta ottenendo con queste iniziative?
Dall’altra parte, dalle elezioni in poi, il consenso sembra diminuire drasticamente settimana dopo settimana, e scendere sotto il gradimento delle ultime Comunali, dopo aver smesso di governare, era difficile anche per i nostalgici di Falcomatà. Eppure l’atteggiamento della sinistra reggina che, tra la volontà di prendersi i meriti di un Ponte che non hanno finito in 10 anni, l’uscita imbarazzante di Briante nel weekend e questa nota di Romeo sembra denotare una strategia ormai assodata: pur di farsi notare dai cittadini, stanno provando a far parlare di sé in ogni modo, anche mettendosi in ridicolo. Contenti loro.
