A Francavilla Angitola il “Festival dell’emigrante”: la storia di Singh fra accoglienza calabrese e nostalgia dell’India | INTERVISTE

Francavilla Angitola celebra il Festival dell'Emigrante tra storie di addii e voglia di ritornare. E c'è chi, come Singh, in Calabria ha trovato la sua destinazione

Il Festival dell’Emigrante a Francavilla Angitola rappresenta un momento di profonda unione e riflessione per celebrare quanti hanno lasciato la propria terra d’origine. Durante l’evento conclusivo, caratterizzato da un pranzo comunitario, si è reso omaggio ai numerosi calabresi residenti altrove che mantengono intatto l’affetto per il proprio borgo d’origine. Il sindaco Giuseppe Pizzonia ha evidenziato come la nostalgia e i sacrifici di chi vive lontano da decenni costituiscano un orgoglio identitario fondamentale per la comunità locale.

L’iniziativa, giunta alla sua quattordicesima edizione grazie al sostegno finanziario della Regione Calabria, mira a valorizzare le tradizioni storiche del territorio senza rimpianti sterili ma guardando al futuro. La Pro Loco, in veste di partner, ha ribadito l’importanza di far emergere le straordinarie risorse culturali e umane del paese per contrastare lo spopolamento. Di seguito le interviste realizzate da Graziano Tomarchio, per StrettoWeb.

Dall’India a Francavilla Angitola: la storia di Singh

Graziano Tomarchio, per StrettoWeb, ha intervistato Singh, un emigrante che, a parti inverse rispetto ai nativi di Francavilla Angitola, proprio in Calabria ha trovato la sua destinazione, arrivando dall’India. Singh ha trovato un lavoro (come agricoltore) e uno stipendio che gli permette di vivere e di far vivere anche moglie e figli rimasti in patria. Si trova bene in Calabria, ma ha anche molta nostalgia e afferma che tornerà per la laurea della figlia.