Xylella a Taurianova, gli agronomi: “niente allarmismi, serve una risposta immediata fondata sulla scienza”

Confermato un focolaio in contrada Olivetella con sette olivi positivi. La Regione Calabria delimita zona infetta e area cuscinetto, mentre gli agronomi chiedono sorveglianza, ricerca e sostegno alle imprese agricole

La presenza di Xylella fastidiosa sottospecie pauca nel territorio di Taurianova impone un intervento immediato e coordinato. A seguito della conferma scientifica del focolaio individuato in contrada Olivetella, la Regione Calabria ha adottato le prime misure operative per contenere il batterio e impedire una possibile diffusione verso altri territori. A richiamare l’attenzione sulla necessità di agire con tempestività è il presidente della Federazione regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Calabria, Alessandro Guagliardi, dopo l’adozione del Decreto dirigenziale regionale n. 14746 del 1° settembre 2026.“La conferma della presenza di Xylella fastidiosa sottospecie pauca in agro di Taurianova impone una risposta immediata, coordinata e rigorosamente fondata sulle evidenze scientifiche. Non è questo il momento né dell’allarmismo né della sottovalutazione: occorre applicare con tempestività le misure previste, rafforzare la sorveglianza e mettere la ricerca scientifica al centro di ogni decisione”, dichiara Guagliardi.

Xylella a Taurianova, confermato il focolaio dopo analisi scientifiche ufficiali

Il focolaio di Xylella fastidiosa a Taurianova è stato individuato attraverso un percorso diagnostico articolato, avviato dopo una segnalazione privata e sviluppato mediante sopralluoghi, campionamenti e analisi molecolari effettuate da laboratori ufficiali. Complessivamente sono state campionate 35 piante, appartenenti all’olivo e ad altre specie considerate ospiti del batterio. Gli esami hanno confermato la positività di sette piante di olivo. Gli esiti sono stati validati dal Laboratorio fitosanitario ufficiale della Regione Calabria e dal Laboratorio nazionale di riferimento del CREA Difesa e Certificazione, attraverso metodiche diagnostiche riconosciute come RT-LAMP e Real-Time PCR. Secondo la Federazione regionale degli agronomi, “le decisioni future dovranno basarsi esclusivamente sui dati scientifici raccolti, evitando valutazioni prive di fondamento tecnico”.

Zona infetta di 50 metri e fascia cuscinetto di 2,5 chilometri

Il decreto regionale ha stabilito la delimitazione delle aree interessate dal focolaio di Xylella fastidiosa. È stata istituita una zona infetta con un raggio di 50 metri attorno alle piante risultate positive e una zona cuscinetto della larghezza di 2,5 chilometri. L’area comprende porzioni dei territori comunali di Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio. Nella zona infetta saranno applicate le misure di eradicazione previste dal Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1201, mentre nella fascia cuscinetto sarà necessario un monitoraggio fitosanitario intensivo. All’interno delle aree delimitate è inoltre previsto il divieto di movimentazione, da parte di operatori professionali e centri di giardinaggio, delle piante sensibili alla sottospecie individuata.

Il Piano regionale per l’eradicazione della Xylella fastidiosa

A rendere operative le misure è il Piano d’azione per l’eradicazione del focolaio di Xylella fastidiosa in Calabria, predisposto dal Servizio fitosanitario regionale e acquisito al protocollo regionale il 2 settembre 2026. Il documento definisce procedure e responsabilità per le attività di eradicazione e distruzione delle piante interessate, le modalità di comunicazione ai proprietari, il monitoraggio dei vettori, i controlli ufficiali e le limitazioni alla movimentazione del materiale vegetale. L’obiettivo principale è quello di eliminare il focolaio, proteggere le aree ancora indenni e impedire che il batterio possa diffondersi nel resto della Calabria e nel territorio dell’Unione europea. La strategia di sorveglianza sarà basata sui criteri indicati dall’EFSA, con un monitoraggio fondato sul rischio. La delimitazione dell’area potrà essere revocata soltanto nel caso in cui le indagini non rilevino la presenza del batterio per quattro anni consecutivi.

Agronomi: “La diagnosi precoce è il principale fattore su cui intervenire”

Secondo il presidente della Federazione regionale ODAF Calabria, la tempestività rappresenta l’elemento decisivo per evitare che un focolaio circoscritto possa trasformarsi in una criticità più ampia. “La diagnosi precoce rappresenta il principale fattore sul quale possiamo ancora intervenire per evitare che un focolaio circoscritto si trasformi in un problema territoriale di ben altra dimensione – afferma il Dott. Agronomo Alessandro Guagliardi – Presidente della Federazione regionale ODAF Calabria – Le conoscenze scientifiche disponibili indicano che, allo stato attuale, non esiste un trattamento in grado di eliminare il batterio da una pianta infetta in pieno campo. Per questa ragione la strategia deve integrare sorveglianza, diagnostica, rimozioni fitosanitarie previste dalla normativa, controllo degli insetti vettori e rigorosa regolamentazione della movimentazione del materiale vegetale. Ogni ritardo può aumentare il rischio di diffusione e amplificare il danno economico e ambientale”.

Il ruolo degli insetti vettori e le misure di contenimento

La Xylella fastidiosa è un batterio che colonizza i vasi xilematici delle piante e viene trasmesso da insetti che si alimentano della linfa. Nel caso del focolaio calabrese, tra i principali vettori indicati dal provvedimento regionale figurano Philaenus spumarius, Neophilaenus campestris e Philaenus italosignus. Per questo motivo il contenimento non può limitarsi alla sola individuazione delle piante positive, ma deve comprendere anche il monitoraggio degli insetti, lo studio della loro presenza stagionale e l’applicazione coordinata delle misure agronomiche previste. Tra gli interventi indicati rientrano la gestione della vegetazione erbacea che ospita gli stadi giovanili dei vettori, le lavorazioni meccaniche nei periodi più opportuni, gli eventuali trattamenti autorizzati e il controllo degli spostamenti delle piante.

Cosa cambia per zona infetta, area cuscinetto e territorio regionale

Il presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Reggio Calabria, Michele Valenzise, evidenzia l’importanza di distinguere obblighi e comportamenti in base al livello di rischio. “Il Piano consente di distinguere con chiarezza obblighi e raccomandazioni in funzione del livello di rischio. Proprietari, conduttori, operatori professionali e cittadini devono attenersi alle disposizioni del Servizio fitosanitario regionale, evitando iniziative autonome”, precisa Valenzise. Nella zona infetta, entro il raggio di 50 metri, le piante risultate infette e le altre piante specificate dovranno essere estirpate e distrutte secondo le procedure stabilite e sotto il controllo del Servizio fitosanitario regionale. Prima e durante gli interventi dovranno essere adottate misure contro i vettori. Nella zona cuscinetto, invece, sarà attuata una sorveglianza intensiva con ispezioni e campionamenti. Saranno inoltre applicate limitazioni alla movimentazione delle piante sensibili. Nel restante territorio regionale, considerato area indenne, resta fondamentale mantenere alta l’attenzione, segnalare eventuali sintomi sospetti e utilizzare materiale vivaistico regolare e tracciato.

Il rischio per olivicoltura, imprese e paesaggio calabrese

L’emergenza Xylella fastidiosa non riguarda soltanto la produzione agricola, ma può avere conseguenze sull’intero sistema economico e ambientale. La diffusione del batterio potrebbe incidere sul reddito delle aziende agricole, sul valore fondiario, sull’occupazione, sul settore vivaistico e sull’intera filiera olivicola e olearia calabrese. A rischio anche elementi fondamentali del territorio come la biodiversità, i servizi ecosistemici e il paesaggio olivicolo, considerato un patrimonio identitario della Calabria. “La tutela del paesaggio non può essere contrapposta alla tutela fitosanitaria. Il paesaggio olivicolo è un sistema vivente, produttivo e culturale: non coincide con la semplice conservazione del singolo albero, ma con la salvaguardia dell’intero patrimonio vegetale e della sua continuità nel tempo. Quando la scienza e la normativa prescrivono interventi finalizzati all’eradicazione di un organismo da quarantena, tali misure devono essere attuate con rigore, proporzionalità, tracciabilità e sotto il controllo del Servizio fitosanitario”, afferma Michele Valenzise. La Federazione regionale degli agronomi sottolinea inoltre “la necessità di prevedere strumenti economici per sostenere imprese e proprietari coinvolti nelle misure di contenimento, attraverso indennizzi, assistenza tecnica, sostegni alla continuità aziendale e interventi per il futuro ripristino del patrimonio arboreo“.

Ricerca scientifica e coordinamento per fermare la diffusione

Per affrontare l’emergenza sarà fondamentale rafforzare la collaborazione tra istituzioni, enti di ricerca e professionisti. La Federazione chiede “l’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico permanente che coinvolga il Servizio fitosanitario regionale, ARSAC, CREA, Università Mediterranea di Reggio Calabria, amministrazioni locali e rappresentanze dei produttori. Tra gli obiettivi indicati figurano lo studio genetico dell’isolato, l’analisi delle specie ospiti presenti sul territorio, la conoscenza della dinamica degli insetti vettori, la valutazione del rischio di diffusione e la ricerca sulla tolleranza delle varietà olivicole calabresi. Ai proprietari e agli operatori agricoli viene rivolto l’invito a collaborare con le autorità competenti, consentendo le attività ispettive e rispettando le prescrizioni sulla movimentazione del materiale vegetale”. “La Calabria dispone di competenze scientifiche, tecniche e professionali di elevato livello. Dobbiamo metterle a sistema e agire con unità, trasparenza e rapidità. È questa la strada per tutelare contemporaneamente ambiente, paesaggio e imprese”, conclude il presidente Alessandro Guagliardi.