La Corte di Appello di Catanzaro, Sezione Seocnda, ha rigettato l’appello proposto dalla Procura nei confronti del presunto boss di Zungri, Giuseppe Antonio Accorinti, alias Peppone, difeso dall’Avv. Elisabetta Ascone, del Foro di Roma, e Domenico Pantaleone Timpano, di Rombiolo, difeso dall’Avv. Francesco Schimio, avverso l’assoluzione dal tentato omicidio nei confronti di due carabinieri per non essersi fermati all’alt imposto dalla pattuglia. Nei confronti dei due, condannati a tre anni di reclusione per calunnia – per avere accusato i carabinieri, pur sapendoli innocenti, di aver attentato alla loro vita sparando colpi d’arma da fuoco – e resistenza a pubblico ufficiale, ora la Corte di Appello ha dichiarato di non dover procedere per intervenuta prescrizione.
Il PG aveva chiesto la conferma della della pena chiesta in primo grado -anni 18 e 15 di reclusione- ma le Difese hanno insistito per il rigetto dell’appello tenuto conto che “la sentenza di prime cure ha correttamente escluso l’animus necandi in capo agli imputati”. I fatti risalgono al 4 aprile 2017. Timpano, secondo l’accusa, si trovava alla guida dell’auto sulla quale viaggiava il presunto boss e non si era fermato al posto di controllo dei carabinieri, dando vita ad un lungo inseguimento lungo le strade strade dell’altopiano del Poro, nel cuore del Vibonese. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due avrebbero forzato il posto di blocco rischiando di investire uno dei militari, in servizio al Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Tropea, che gli aveva intimato l’alt.
L’inseguimento – durante il quale erano stati sparati alcuni colpi di pistola in aria da parte dei militari allo scopo di dissuadere i due e costringerli a interrompere la loro corsa – era durato un paio di chilometri e una volta bloccata l’auto aveva avuto inizio la fuga a piedi nelle campagne adiacenti con Accorinti che era stato fermato dopo l’ulteriore esplosione di un colpo in aria, mentre Timpano era stato rintracciato in un secondo momento. La Corte di Appello catanzarese ha confermato la loro assoluzione.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?