Non è passato neanche un mese dal nostro articolo dal titolo “Fate tutto, ma non il Ponte sullo Stretto: da Bonelli a Schlein, cosa si cela dietro i cortocircuiti della Sinistra. E cosa avrebbe potuto fare in passato”. Eppure, siamo già costretti ad aggiornarlo. Vi ricordate quando, tre settimane fa, facevamo notare che per la Sinistra qualsiasi altra cosa fosse meglio del Ponte sullo Stretto? Idrico, sanità, dissesto idrogeologico, manutenzione del territorio, emergenza maltempo. Tutto. Tutto. 13 miliardi che, per i vari Conte, Fratoianni, Bonelli, Schlein, servono a tutto meno che al collegamento stabile. Basterebbe anche inventarsi delle emergenze dell’ultim’ora per poi urlare al trasferimento fondi.
L’ultima ossessione, adesso, è diventata la scuola. A capeggiare l’iniziativa, ancora i pentastellati: chiedono da giorni, con insistenza, di dirottare i 13 miliardi per il Ponte sullo Stretto sulla scuola. Forse era uno dei pochi settori in cui ancora non avevano “colpito”. Hanno chiesto di dirottarli praticamente ovunque. Ora lo fanno per la scuola, che improvvisamente diventa importante. Non lo è quando, se fa caldo o troppo freddo, se c’è troppa pioggia o la festa di paese, o ancora un’epidemia più o meno letale di un raffreddore, si decide di chiudere, improvvisamente e indistintamente da contesto e reale pericolo. Però ci sta, in fondo. Qualsiasi cosa – per questi signori – pur di non fare in modo che questi fondi si utilizzino per l’opera. E magari, a voler essere maligni, affinché non si utilizzino per lo sviluppo del Sud.
Come mi immagino il Ponte sullo Stretto
E allora io ho provato a immaginarlo, il Ponte sullo Stretto. Questo “signor Ponte sullo Stretto”. Sì, come fosse un signore al semaforo a chiedere soldi perché possa diventare “reale” e concreto, un giorno. Mi verrebbe in mente la fiaba di Pinocchio, un pezzo di legno che vuole diventare un bambino vero. Ecco, il Ponte sullo Stretto è un progetto che un giorno vuole diventare “vero”. Giuseppe Conte, che dal nome potrebbe essere mastro Geppetto, in realtà diventa un mix tra il Gatto e la Volpe, nascondendo quei quattro denari, simbolo della volontà di trasferire i fondi ovunque.
Ma me lo immagino anche un po’ testimone di Geova. Magari a bussare alla porta di casa di Angelo Bonelli: “Chi è?”. “Sono il Ponte sullo Stretto”. “No, non siamo interessati, grazie. Mi spiace, vada da un’altra parte. Ecco, magari vada a scuola…”.


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