Ucraina, la nuova strategia di Mosca: colpiti cibo e logistica per paralizzare la vita quotidiana di Kiev

Dai magazzini alimentari alle infrastrutture civili, la Russia amplia la pressione sull’Ucraina con una nuova ondata di raid che punta a rendere più difficile la vita dei cittadini. Kiev denuncia attacchi distribuiti lungo tutto il giorno e un tentativo di destabilizzare il sistema di approvvigionamento

La guerra in Ucraina entra in una nuova fase con una strategia russa che, secondo le autorità e i media ucraini, punta sempre più a colpire la vita quotidiana dei civili. Non solo infrastrutture militari o obiettivi strategici, ma anche la rete che permette alle città di funzionare: magazzini alimentari, sistemi logistici, distribuzione commerciale ed energia. Negli ultimi giorni sono stati registrati nuovi attacchi contro depositi e strutture appartenenti alle principali catene di supermercati ucraine. L’obiettivo, denuncia Kiev, sarebbe quello di creare difficoltà nella distribuzione degli alimenti e aumentare l’insicurezza nella popolazione.

Magazzini alimentari nel mirino: Kiev denuncia l’attacco alla distribuzione del cibo

Gli scaffali vuoti segnalati in alcuni negozi di diverse città ucraine non sarebbero il risultato di una reale mancanza di prodotti, ma delle conseguenze della necessità di proteggere e riorganizzare il sistema logistico alimentare dopo una serie di attacchi russi.

Secondo quanto riferito dalle autorità ucraine, nella nuova ondata di raid, definita “la più massiccia dall’inizio della guerra” dal ministro dell’Agricoltura Taras Vysotsky, sono stati colpiti numerosi centri di stoccaggio appartenenti a grandi catene commerciali come Novus, Atb, Silpo e Fora, oltre agli ipermercati Epicentr.

Tra gli ultimi obiettivi anche il mercato di Odessa “Settimo chilometro”, uno dei più grandi poli commerciali dell’Europa orientale.

Il ministro ucraino ha denunciato il tentativo di Mosca di compromettere la rete di approvvigionamento: “i russi stanno cercando di distruggere la logistica che fornisce alle città del Paese il cibo”.

Secondo le stime diffuse dalle autorità, entro la fine di agosto gli attacchi avrebbero distrutto circa il 90% della capacità logistica alimentare delle principali catene di distribuzione.

Kiev sotto pressione: “paralizzare” la capitale senza conquistare territorio

Il Kiev Post ha parlato di un tentativo russo di “paralizzare” la vita della capitale, non attraverso un’avanzata militare sul terreno, ma colpendo il funzionamento della città.

La strategia descritta dal quotidiano ucraino sarebbe quella di “dettare il modo in cui la città dorme, viaggia e lavora”.

L’obiettivo, secondo questa analisi, sarebbe rallentare la quotidianità dei cittadini, rendere più complessi gli spostamenti, aumentare i costi economici e alimentare un clima permanente di insicurezza.

Dall’inizio del conflitto, la tattica russa è cambiata più volte: nella prima fase della guerra gli attacchi erano concentrati soprattutto sulle infrastrutture per l’esportazione dei cereali, successivamente sulle reti energetiche, mentre negli ultimi mesi Kiev denuncia una crescente pressione sul sistema che sostiene la vita quotidiana dei civili.

Aumenti dei prezzi e nuove strategie per salvare le forniture

Gli attacchi ai depositi alimentari potrebbero avere conseguenze anche sui prezzi. Secondo Vysotsky gli aumenti previsti saranno intorno al 2,5%, mentre per Dmytro Kryminskiy, cofondatore dell’Ufficio del vino e responsabile della catena Goodwine, potrebbero arrivare fino al 15%.

L’incremento sarebbe legato soprattutto ai costi necessari per ricostruire una rete di distribuzione più sicura: trasferimento dei magazzini in Polonia, realizzazione di strutture sotterranee e suddivisione delle scorte in più punti più piccoli e meno vulnerabili.

Uno dei depositi di Kryminskiy nei pressi di Kiev è stato colpito il primo settembre per la terza volta dall’inizio della guerra. Il primo attacco risaliva al 2022, il secondo allo scorso luglio. L’ultimo raid avrebbe distrutto prodotti alimentari per un valore equivalente a circa 4 milioni di euro.

Nuova fase dei raid russi: droni e missili distribuiti durante tutta la giornata

Parallelamente agli attacchi contro la logistica, Kiev segnala un cambiamento nelle modalità dei bombardamenti sulla capitale. Dopo la partenza degli inviati della Casa Bianca, gli attacchi sono tornati con frequenza quotidiana e con una modalità diversa rispetto agli anni precedenti della guerra. In passato i raid russi avvenivano soprattutto durante la notte, con i missili lanciati prima dell’alba e una successiva ripresa della normalità nelle ore del mattino.

Ora invece Mosca starebbe utilizzando gruppi più piccoli di droni, lanciati in modo continuativo durante la notte e anche nelle ore diurne. Nel mese di agosto sarebbero stati impiegati circa 2.800 droni contro tutto il territorio ucraino, con una media di circa 90 al giorno.

Secondo le analisi dell’Institute for the Study of War, il cambiamento principale non sarebbe necessariamente nell’aumento del numero di droni utilizzati in ogni singola offensiva, ma nella maggiore durata temporale delle operazioni.

Allarmi continui: 52 ore di paura in soli sei giorni

Tra il 27 agosto e il primo settembre, Kiev avrebbe registrato 60 allerte aeree, per un totale di circa 52 ore. Ogni allarme comporta conseguenze economiche e sociali: attività produttive interrotte, appuntamenti rinviati, negozi chiusi, consegne sospese, trasporti pubblici bloccati e studenti costretti a spostarsi nei rifugi.

Il Kiev Post sottolinea che in appena sei giorni i cittadini hanno vissuto l’equivalente di due giornate intere di paura e interruzioni. Per rispondere alla nuova situazione, il governo ucraino sta introducendo un sistema di allerta differenziato.

Kiev cambia il sistema di sicurezza: allarme giallo e rosso

Le nuove regole prevedono due livelli di emergenza. L’allarme giallo segnalerà una possibile minaccia legata ai droni. In questo caso le attività produttive potranno continuare, ma soltanto se i lavoratori avranno accesso a strutture di protezione. La metropolitana di Kiev resterà operativa il più possibile durante questo tipo di allerta.

L’allarme rosso, invece, indicherà una minaccia legata ai missili: in quel caso tutte le attività dovranno fermarsi e la popolazione dovrà raggiungere i rifugi. Parallelamente è stato anche ridotto il coprifuoco notturno nella capitale, nel tentativo di adattare la vita della città alla nuova modalità degli attacchi.

La guerra in Ucraina, dunque, sembra entrare in una fase in cui la pressione russa non punta soltanto al controllo del territorio, ma anche alla capacità delle città di continuare a vivere e funzionare sotto la minaccia costante dei raid.