Tumore al colon, boom di screening a Palermo: in aumento del 195% i test nelle farmacie

Il progetto di Asp Palermo e Federfarma Palermo porta lo screening gratuito per il tumore del colon retto nelle 395 farmacie del territorio: in pochi mesi aumentano del 195,9% le richieste dei test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, con l’obiettivo di raggiungere 40mila esami aggiuntivi entro fine anno

In Italia il carcinoma colorettale è la seconda causa di morte per tumore, eppure in Sicilia, e a Palermo in particolare, i cittadini sono poco propensi alla prevenzione, sebbene lo screening per la ricerca del sangue occulto nelle feci richieda pochi secondi e sia gratuito. Per favorire una conoscenza consapevole e una maggiore adesione agli screening, Asp Palermo e Federfarma Palermo lo scorso mese di giugno hanno sottoscritto un protocollo per avviare una campagna di informazione e sensibilizzazione attraverso le 395 farmacie di Palermo e provincia, cui hanno prestato il loro volto gli attori Maria Grazia Cucinotta, Ernesto Maria Ponte e Sasà  Salvaggio. I risultati positivi sono andati oltre le attese. Infatti, rispetto a giugno, quando erano state richieste nelle farmacie 1.128 provette del Sof-test per la ricerca del sangue occulto nelle feci e ne erano state riconsegnate 1.254, a luglio ne sono state richieste 2.013 e riconsegnate 1.259, e ad agosto, dopo la conferenza stampa di pubblicizzazione della campagna, c’è stato un boom, con 3.338 richieste e 2.919 riconsegne.

L’effetto dell’opera della task force dell’Asp Palermo e dei farmacisti è stato, dunque, l’incremento di 2.210 provette richieste (+195,9%) e di 1.665 test riconsegnati (+132,8%). Ma la sfida che Asp e Federfarma Palermo si sono dati è quella di raggiungere l’obiettivo di almeno 40mila test in più entro la fine dell’anno. Ieri sera, nel corso di un incontro presso la sede dell’Ordine dei medici a Villa Magnisi, moderato da Nadia La Malfa, molti farmacisti hanno segnalato che nelle prime due settimane di settembre c’è stata una corsa allo screening, tant’è che le scorte di provette si vanno riducendo e sono stati rinnovati gli ordini.

Firenze, ha spiegato che “l’obiettivo non sono solo i numeri, ma rendere strutturale il concetto di prevenzione a 360 gradi”

Il direttore generale dell’Asp Palermo, Alberto Firenze, ha spiegato che “l’obiettivo non sono solo i numeri, ma rendere strutturale il concetto di prevenzione a 360 gradi. Stiamo completando l’invio degli inviti a casa per gli screening gratuiti. Stiamo mettendo insieme le farmacie che sono capillarmente presenti in ogni angolo del territorio, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, l’Ufficio scolastico per l’informazione nelle scuole, e a giorni coinvolgeremo anche il Palermo football club e gli ultras. L’insieme di queste iniziative, assieme, purtroppo, alla paura diffusasi dopo la morte della bambina per difterite, ha fatto sì che ci sono molte più persone che si accostano sia alle vaccinazioni sia agli screening di prevenzione. Stiamo dando un segnale chiaro alla città e alla provincia, che è quello che vogliamo garantire tutti i cittadini, Palermo può e deve raggiungere tutti  i target di copertura per screening e vaccinazioni”.

Marcello Caruso, assessore regionale alla Salute, ha confermato l’obiettivo di rendere strutturale, e non solo legato all’emozione del momento, l’adesione dei cittadini a screening e vaccinazioni: “Questo è possibile grazie a quello che stiamo creando, cioè un ‘sistema salute’ che mette in rete le informazioni e tutti coloro che possono concorrere a dare la possibilità ai cittadini di acquisire la consapevolezza che la prevenzione è fondamentale, e a metterli nelle condizioni di poterla praticare. L’impegno dell’amministrazione è quello di convincere i cittadini del fatto che fare prevenzione e vaccinarsi, pur non essendo un obbligo giuridico, è un obbligo morale. E  per dare risposte, non solo numeriche, al bisogno di salute stiamo attivando ogni nuovo strumento che lo Stato ci ha messo a disposizione, a partire dalle Case di comunità e agli Ospedali di comunità, affinché, come nel caso delle farmacie, i cittadini possano trovare nella  medicina del territorio le risposte prima che le patologie rendano necessario il ricorso all’ospedale”.

Anche perché, come ha riferito Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe dell’assessorato alla Salute, “ogni anno i nuovi casi attesi di tumore del colon retto in Sicilia sono mediamente 3.468, di cui 1.871 uomini (54%) e 1.597 donne (46%). Palermo è la provincia con la maggiore incidenza con 884 casi, di cui 428 donne e 456 uomini. Ma se gli uomini si ammalano di più, la probabilità di sopravvivenza a  cinque anni dalla scoperta della malattia è più bassa per le donne. Quindi, prima si fa lo screening e meglio è. Ma questi sono solo i casi che vengono scoperti: ci sono tante persone che non sanno di avere il tumore, fare in pochi secondi lo screening può salvare la vita”.

Toti Amato, presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, ha sottolineato il ruolo del medico, che è quello di “educare i pazienti alla prevenzione”. Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia, ha raccontato di diversi casi di tumori scoperti in farmacia  grazie agli screening. Il sindaco metropolitano di Palermo, Roberto Lagalla, ha parlato delle farmacie come “antenne di salute” nel territorio. Chiara Giuffrè, segretario dell’Ordine dei farmacisti, ha enfatizzato l’importanza della collaborazione tra Assessorato regionale, Asp, Ordine farmacisti e Federfarma. Infine, Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo, certo che “vinceremo la sfida e otterremo i risultati che ci siamo prefissi”, ha sostenuto che “l’impegno diretto dei farmacisti nella sensibilizzazione dei cittadini è fondamentale in questa come nelle altre iniziative di prevenzione che la ‘farmacia dei servizi’ metterà in campo”.

Alberto Firenze, Roberto Tobia, Marcello Caruso, Giacomo Scalzo e Toti Amato