Durante la cerimonia commemorativa per gli attacchi terroristici dell’11 settembre al Pentagono, Donald Trump è finito al centro dell’attenzione per un momento che ha rapidamente fatto il giro dei social. Il presidente degli Stati Uniti, presente insieme alla first lady Melania Trump, è apparso con gli occhi chiusi per alcuni istanti, dando l’impressione di essersi appisolato durante la celebrazione.
Le immagini diffuse dalla cerimonia hanno scatenato numerosi commenti online, soprattutto da parte di utenti che hanno interpretato quel momento come un segnale di scarso rispetto nei confronti di una commemorazione particolarmente solenne. La scena si è verificata mentre il Paese ricordava le vittime degli attentati dell’11 settembre, una delle pagine più drammatiche della storia americana contemporanea.
Trump e Melania al Pentagono per ricordare le vittime dell’11 settembre
La coppia presidenziale ha partecipato alla cerimonia al Pentagono, luogo simbolo della tragedia del 2001 perché colpito dal terzo aereo dirottato dai terroristi di Al Qaeda. Lo schianto contro la sede del Dipartimento della Difesa americano provocò oltre 180 vittime, nell’ambito degli attentati che complessivamente causarono quasi 3.000 morti.
Nel corso dell’evento, Trump ha ricordato le persone scomparse definendole “anime meravigliose strappate al nostro mondo” e ha ribadito il valore della memoria nazionale.
“Non lo dimenticheremo mai e poi mai. È per questo che oggi combattiamo. Non abbiamo scelta. Può esserci solo la vittoria. Combattiamo con determinazione. Combattiamo per vincere – ha affermato Trump – Ricorderemo per sempre le vittime e le famiglie dell’11 settembre”.
La polemica social sul momento in cui Trump chiude gli occhi
A fare discutere, però, non sono state soltanto le parole pronunciate durante la cerimonia, ma soprattutto le immagini del presidente con gli occhi chiusi per alcuni secondi. Sui social molti utenti hanno rilanciato il video del momento, accusando Trump di non aver mostrato la necessaria attenzione durante una commemorazione dedicata alle vittime dell’11 settembre. Altri hanno invece sottolineato che un singolo fotogramma non sarebbe sufficiente per interpretare lo stato d’animo o il comportamento del presidente.
Il discorso di Trump: “eravamo tutti americani”
Il presidente americano ha preso la parola dopo Pete Hegseth, attuale segretario alla Difesa, e Condoleezza Rice, ex segretaria di Stato che al momento degli attentati ricopriva il ruolo di consigliera per la sicurezza nazionale. Nel suo intervento, Trump ha richiamato il senso di unità che seguì gli attentati del 2001, sottolineando il sentimento comune vissuto dagli americani dopo la tragedia.
“In quei giorni strazianti dopo gli attentati, abbiamo visto il vero spirito della nostra nazione. Quel giorno eravamo tutti newyorkesi. Tutti quanti. Eravamo tutti newyorkesi, ma eravamo anche tutti americani. Eravamo tutti una famiglia”, ha dichiarato il presidente.
Trump: “stiamo scoprendo di che pasta siamo fatti”
Nel finale del suo intervento al Pentagono, Trump ha collegato il ricordo dell’11 settembre alle sfide geopolitiche attuali, parlando di sicurezza nazionale e lotta al terrorismo. “In giorni come l’11 settembre, capiamo di che pasta è davvero fatto un Paese. In questo momento stiamo scoprendo di che pasta siamo fatti”.
Il presidente ha poi aggiunto: “continuiamo a mandare i terroristi dove meritano di stare: all’inferno – ha proseguito – E le petroliere sul fondo dell’oceano, dove meritano di stare, e stiamo facendo in modo che l’Iran non abbia mai un’arma nucleare. La pressione economica si fa ogni giorno più forte. Controlliamo lo Stretto. Porteremo a termine questa battaglia”.
La cerimonia al Pentagono per il 25° anniversario dell’11 settembre si è così conclusa tra memoria, discorsi istituzionali e una forte attenzione mediatica concentrata sul gesto del presidente americano.


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