Tecnologia contro i cellulari clandestini nelle carceri, Iiriti: “inibitore è segnale concreto nella lotta all’illegalità”

Stop ai cellulari clandestini: la sperimentazione dell'inibitore a Secondigliano apre la strada a nuove misure di sicurezza

“Il successo della sperimentazione dell’inibitore nel carcere di Secondigliano rappresenta un risultato importante nella lotta all’illegalità all’interno degli istituti penitenziari e conferma la concretezza dell’azione portata avanti dal Governo Meloni”. Lo dichiara il consigliere regionale Daniela Iiriti, commentando l’esito positivo della sperimentazione del sistema in grado di impedire le comunicazioni attraverso dispositivi telefonici introdotti illegalmente negli istituti penitenziari.

È importante sottolineare anche il lavoro svolto dal sottosegretario alla Giustizia e senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, che ha seguito con attenzione questo percorso e ha evidenziato l’importanza strategica della sperimentazione. Un impegno che si affianca a quello portato avanti con grande attenzione e determinazione dal sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, che da tempo segue le tematiche legate alla sicurezza degli istituti penitenziari e al rafforzamento degli strumenti a tutela della legalità e degli operatori della Polizia Penitenziaria. Il suo lavoro, svolto con costanza e concretezza, rappresenta un contributo importante nel percorso volto a rendere le carceri più sicure e impermeabili alle attività criminali. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che i cellulari introdotti illegalmente nelle carceri diventino strumenti inutili, impedendo comunicazioni clandestine che possono alimentare attività criminali anche dall’interno degli istituti”.

Quello raggiunto a Secondigliano – prosegue Iiriti – è un passo avanti significativo. Impedire ai detenuti di utilizzare telefoni clandestini significa rendere molto più difficile mantenere contatti illeciti con l’esterno e, soprattutto, sottrarre alla criminalità uno strumento che negli ultimi anni è diventato un problema sempre più serio all’interno delle carceri”.

Per il consigliere regionale si tratta anche di un risultato che va nella direzione di rafforzare il lavoro quotidiano degli agenti della Polizia Penitenziaria. “Da tempo – sottolinea – la Polizia Penitenziaria è impegnata nel contrasto all’introduzione e all’utilizzo illegale dei telefoni cellulari negli istituti. È un fenomeno che richiede controlli, professionalità e un enorme dispendio di energie da parte degli operatori. Oggi, grazie alla tecnologia, arriva finalmente uno strumento in più per sostenere concretamente chi ogni giorno lavora per garantire sicurezza e legalità nelle carceri”.

Il fatto che la sperimentazione abbia dato esito positivo e che il sistema possa essere progressivamente esteso ad altri istituti – aggiunge Iiriti – dimostra che quando sicurezza e innovazione procedono insieme si possono ottenere risultati concreti”.

Il consigliere di Fratelli d’Italia esprime quindi soddisfazione per il risultato raggiunto: “è un altro importante risultato ottenuto da Fratelli d’Italia e dal Governo Meloni sul fronte della sicurezza. Togliere alla criminalità la possibilità di utilizzare strumenti di comunicazione clandestina significa colpire uno dei canali attraverso i quali possono essere mantenuti rapporti e impartite indicazioni anche dall’interno degli istituti penitenziari”.

Il nostro ringraziamento – conclude Iiriti – va innanzitutto agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria, che da sempre sono in prima linea nel contrastare questo fenomeno. Il loro lavoro, unito alle nuove tecnologie e alle scelte concrete del Governo, può rendere le carceri più sicure e più impermeabili alle attività criminali. La sperimentazione di Secondigliano è un segnale importante: la sicurezza non è soltanto una dichiarazione di principio, ma un obiettivo da perseguire con strumenti concreti e risultati verificabili”.