Lo svincolo di Monforte San Giorgio sull’autostrada A20 Messina-Palermo torna al centro del dibattito pubblico e politico del territorio. Un’infrastruttura attesa da decenni, considerata strategica per la sicurezza stradale, la mobilità e lo sviluppo economico dell’area tirrenica messinese, è oggi al centro di un confronto acceso tra istituzioni, rappresentanti politici e Comitato civico. Da una parte il deputato regionale di Sud chiama Nord Matteo Sciotto, che ha chiesto chiarimenti ufficiali al Consorzio Autostrade Siciliane sull’iter dell’opera, evidenziando una situazione definita preoccupante nonostante la presenza dei finanziamenti e del progetto. Dall’altra il Comitato civico per lo svincolo di Monforte, rappresentato da Marco Oriolesi, Emanuele Crimaldi e Francesco Pagano, che ha incontrato il Comune di Messina per fare il punto sull’infrastruttura dopo le recenti dichiarazioni del parlamentare regionale, chiedendo tempi certi e una gestione più efficace del procedimento.
Svincolo di Monforte, Sciotto: “i soldi ci sono, il progetto c’è ma siamo bloccati”
Il deputato regionale Matteo Sciotto ha ricostruito lo stato dell’iter attraverso una richiesta di aggiornamento rivolta al CAS, ringraziando il direttore generale Franco Fazio per la risposta ricevuta. Secondo Sciotto, il quadro emerso dalle carte evidenzierebbe una situazione nella quale i principali elementi per realizzare l’opera sarebbero già disponibili, ma resterebbero alcuni ostacoli amministrativi da superare. “Da decenni il territorio aspetta lo svincolo di Monforte San Giorgio sull’A20, un intervento vitale per sicurezza, viabilità e sviluppo. Una delle opere più attese del nostro territorio. Da deputato regionale ho ritenuto doveroso chiedere chiarezza e un aggiornamento ufficiale al Consorzio Autostrade Siciliane e ringrazio il Direttore Generale Dott. Franco Fazio per la risposta puntuale e trasparente (nota prot. 26371/2026 del 18-09-2026).” Sciotto ha quindi indicato tre punti principali: finanziamenti disponibili, progetto esistente e procedura autorizzativa ancora in corso. “Il quadro però desta molta preoccupazione”, evidenzia.
40 milioni di euro finanziati e progetto definitivo pronto: il nodo resta la VIA
Secondo quanto dichiarato dal parlamentare regionale, il primo elemento riguarda le risorse economiche. “I soldi ci sono: 40.025.682,97 euro già finanziati con Fondi FSC 2021-2027 (Delibera CIPESS 91/2024).” Il secondo punto riguarda il progetto. “Il progetto c’è: incarico affidato dal CAS nel 2004 a TECHNITAL SpA, progetto definitivo pronto e controllo della sicurezza stradale del MIT conclusosi positivamente a novembre 2024.” Il principale nodo indicato da Sciotto riguarda invece l’aggiornamento della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). “Siamo bloccati a Roma: la pratica per il necessario aggiornamento della VIA è stata presentata al MASE il 15 luglio 2026 ed è ancora in attesa di parere. Lo stesso CAS scrive che senza quel via libera ‘non è possibile stimare i tempi per l’avvio dei lavori e per il completamento dell’opera’.” Una situazione che, secondo il deputato regionale, richiede un’accelerazione da parte di tutti gli enti coinvolti.
Il nodo della viabilità alternativa e l’aumento dei costi dell’opera
Nel suo intervento Sciotto ha richiamato anche altri due aspetti emersi dalla documentazione relativa allo svincolo di Monforte San Giorgio. Il primo riguarda il Comune di Monforte e la viabilità collegata all’infrastruttura. “Il Comune di Monforte – cito testualmente – ‘ha più volte manifestato la volontà di realizzare una viabilità alternativa integrata con il nuovo svincolo. Tuttavia ad oggi non è pervenuta alcuna proposta ufficiale, circostanza che ha comportato un ulteriore allungamento dei tempi’, essendo il CAS in attesa di ricevere tale proposta.” Il secondo elemento riguarda l’aggiornamento del progetto al nuovo Codice dei Contratti pubblici. “Il progetto, aggiornato ad Ottobre 2022, va adeguato al nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs 36/2023), e questo comporterà un considerevole aumento dei costi. Serviranno quindi risorse aggiuntive.” Per Sciotto, dunque, la priorità è evitare nuovi rallentamenti: “il quadro è chiaro: le risorse ci sono, il progetto c’è, ma servono risposte rapide da tutti gli enti coinvolti.”
Comitato civico: “non permettiamo a nessuno di fare propaganda”
Dopo le dichiarazioni del deputato regionale, il Comitato civico per lo svincolo di Monforte ha voluto fare chiarezza sull’iter dell’opera, sottolineando la necessità di evitare ricostruzioni ritenute non corrette. Il presidente del Comitato Marco Oriolesi ha dichiarato: “su quest’opera non permettiamo a nessuno di fare propaganda e diffondere notizie inesatte e fuorvianti”. Il Comitato ha ribadito l’auspicio di un sostegno trasversale da parte della deputazione messinese, ma ha anche rivendicato il ruolo svolto da alcuni rappresentanti politici negli anni precedenti. “Auspichiamo il sostegno da parte di tutta la deputazione messinese. Però va riconosciuto che se oggi parliamo di svincolo di Monforte, e non dell’ennesima occasione persa, è solo grazie agli interventi dell’ On. Angela Raffa che ha fatto in modo che rimanesse tra le priorità ministeriali, e dell’On. Pino Galluzzo che ha ottenuto il rifinanziamento quando Cateno De Luca, allora presidente della città Metropolitana, lo ha lasciato scadere dopo aver tolto i soldi per dirottarli sullo svincolo di Santa Teresa”, sottolineano. Oriolesi ha poi richiamato la vicenda dei fondi europei. “Soldi che poi abbiamo dovuto restituire all’UE perché non sono stati appaltati entro il 31.12.2023.” Secondo il Comitato, lo svincolo di Monforte avrebbe avuto caratteristiche tali da poter essere avviato prima rispetto ad altri interventi. “Tra l’altro parliamo di uno svincolo quello di Monforte che allora era cantierabile, ed oggi potevamo già vedere i primi pilastri in costruzione, contro uno svincolo di Santa Teresa che era solo in una fase preliminare e che non sarebbe mai potuto partire entro il 2023.”
Angela Raffa replica: “A Roma abbiamo accelerato, il problema è in Sicilia”
Sul tema è intervenuta anche la parlamentare del Movimento 5 Stelle Angela Raffa, che ha contestato la ricostruzione fornita dagli esponenti di Sud chiama Nord. “Sono stufa di questa narrazione falsa che viene messa in atto dagli esponenti di Sud Chiama Nord per imbrogliare i cittadini per giustificare le loro responsabilità.” Raffa ha sostenuto che il procedimento non sarebbe fermo presso gli uffici ministeriali. “Non c’è nessun iter burocratico arenato nei corridoi ministeriali a Roma come ha dichiarato l’on. Sciotto. Al contrario a Roma da anni seguiamo con cura ed attenzione la situazione.” Secondo la deputata, i ritardi sarebbero legati soprattutto alla gestione regionale e agli enti territoriali. “Gli ulteriori ritardi di questi ultimi anni hanno un nome e cognome e sono ex Provincia di Messina ed il Cas dove siede un consigliere di amministrazione di Sud chiama Nord.” Raffa ha inoltre ricostruito le attività svolte negli ultimi mesi. “Il progettista ha consegnato a settembre 2025. Tra aprile e giugno ho sollecitato più volte telefonicamente il Cas, e da ultimo tramite pec, così resta per iscritto. Il progetto è stato mandato al Ministero il 15 luglio.” E ancora: “Grazie al comitato civico che mi informa tempestivamente, abbiamo sollecitato ed il 4 agosto i tecnici del Ministero lo hanno già messo in pubblicazione. Adesso devono passare i 60 giorni per le osservazioni pubbliche, termine che scade il 3 ottobre, come chiaramente indicato sul sito del Ministero.” La parlamentare ha concluso con una critica alla gestione siciliana dell’iter: “A Roma abbiamo accelerato in tempi record e per legge quello attuale non può partire prima del 3 ottobre. Il problema è in Sicilia dove per rispondere o mandare una semplice comunicazione fanno invece passare mesi.”
Le richieste del Comitato: task force CAS e nuove risorse dalla Regione
Il Comitato civico ha avanzato due richieste operative per evitare nuovi rallentamenti. La prima riguarda il Consorzio Autostrade Siciliane, al quale viene chiesta la creazione di una task force dedicata esclusivamente al monitoraggio dell’iter. L’obiettivo è arrivare preparati alle eventuali richieste della Commissione di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) del Ministero. Il Comitato evidenzia infatti che alcuni documenti tecnici allegati al progetto, come alcune tavole geologiche, risalirebbero al 2005 e potrebbero richiedere aggiornamenti. La seconda richiesta riguarda i finanziamenti aggiuntivi necessari alla luce dell’aumento dei costi. Il Comitato chiede ai candidati alle prossime elezioni regionali siciliane un impegno preciso affinché le somme mancanti, stimate in circa il 10% dell’importo complessivo, vengano stanziate tempestivamente dalla Regione Siciliana.
Un’opera strategica per il territorio messinese
Lo svincolo di Monforte San Giorgio resta una delle infrastrutture più attese dell’area tirrenica messinese. Per il territorio rappresenta un collegamento strategico capace di incidere sulla mobilità, sulla sicurezza della viabilità e sulle opportunità di sviluppo economico. Il confronto delle ultime ore dimostra come l’opera sia diventata anche un tema politico centrale, con posizioni diverse sulla responsabilità dei ritardi e sulle modalità per arrivare alla realizzazione. La richiesta comune che emerge, al di là delle contrapposizioni, riguarda però la necessità di accelerare un percorso che il territorio attende da decenni.


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