Roberto Vannacci rilancia la sfida politica in Calabria e individua nelle prossime elezioni suppletive di Reggio il terreno per misurare la crescita del suo movimento, Futuro Nazionale, alla prima vera competizione elettorale affrontata correndo in autonomia. Il generale, intervistato da Il Fatto Quotidiano, lega la partita calabrese al risultato ottenuto nei giorni scorsi dalla destra alternativa in Germania e annuncia l’obiettivo di trasformare Reggio Calabria in un laboratorio politico nazionale: “Ci temono: Reggio Calabria sarà la Sassonia futurista”. Il riferimento è alla sfida per il seggio parlamentare lasciato vacante e alle suppletive in Calabria, dove Futuro Nazionale ha scelto come candidato Mimmo Giannetta, ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, storico esponente azzurro con oltre vent’anni di militanza nel partito di Silvio Berlusconi.
La scelta di puntare su Giannetta rappresenta per Vannacci un passaggio strategico: non soltanto una candidatura locale, ma il tentativo di dimostrare che il nuovo movimento può intercettare anche figure provenienti dalla politica tradizionale e mettere in discussione gli equilibri consolidati del centrodestra. Proprio sulla scelta del candidato avversario, indicato dal centrodestra, il leader di Fn ha attaccato Forza Italia sostenendo che la coalizione abbia puntato su una figura estranea al territorio. “Forza Italia ha candidato un avvocato romano che non ha mai visto lo Stretto, catapultato lì dalla famiglia Berlusconi”. Secondo Vannacci, invece, la candidatura di Giannetta avrebbe un legame diretto con la realtà reggina e calabrese: “Noi invece abbiamo un medico che fa politica lì da anni e che tutti conoscono”.
Perché Vannacci parla della Sassonia: il precedente tedesco che vuole replicare
Il paragone con la Sassonia nasce dal risultato elettorale ottenuto in Germania dall’AfD nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, dove il partito ha raggiunto oltre il 44% dei consensi, segnando un risultato storico e provocando il crollo della CDU, rimasta molto distante dalla formazione guidata da Ulrich Siegmund. Il voto tedesco è stato interpretato da Vannacci come il segnale di una possibile inversione degli equilibri politici tradizionali: un movimento percepito come alternativo ai partiti storici che riesce a conquistare consenso attraverso un rapporto diretto con gli elettori. Da qui il parallelismo con la città dello Stretto: “Reggio Calabria Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia. Puntiamo a vincere” ha aggiunto.
Nell’intervista Vannacci sostiene che la crescita del suo movimento stia creando preoccupazione negli altri partiti e che la partita calabrese possa diventare un test nazionale. “È evidente. Ma più che di me hanno paura del parere degli elettori”. Il riferimento è alla convinzione del generale che il consenso degli elettori possa modificare gli equilibri esistenti, così come avvenuto in Germania con il successo dell’AfD. La sfida delle suppletive reggine diventa quindi, nelle parole del leader di Futuro Nazionale, qualcosa di più di una competizione locale: un banco di prova per misurare la forza del nuovo movimento e la capacità di attrarre consenso fuori dai partiti tradizionali.
L’attacco ai vertici azzurri e la crescita dichiarata di Fn
Nel mirino di Vannacci finiscono anche i vertici di Forza Italia e Marina Berlusconi, accusata di avere un ruolo determinante nelle scelte del partito. “La padroncina del partito, tanto che Tajani corre da lei a consultarsi”. Il generale rivendica infine una crescita rapida di Futuro Nazionale e attribuisce al movimento un ruolo sempre più rilevante nello scenario del centrodestra italiano. “Noi di Fn cresciamo a ritmi esponenziali. E nei sondaggi siamo già il secondo partito del centrodestra”. Le suppletive in Calabria diventano così il primo vero banco di prova elettorale per Futuro Nazionale: una sfida che Vannacci presenta come il possibile inizio di una nuova fase politica e che punta a trasformare Reggio Calabria nella sua “Sassonia” italiana.


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